Unire la sinistra, anche in Europa
di Umberto Guidoni
Una nuova soggettività politica e partitica che sappia rappresentare le istanze sociali che non trovano rappresentanza nel Pd e che sappia coinvolgere il suo popolo. E’ questo l’obiettivo che deve essere centrato e testato a partire dalle elezioni europee del prossimo anno
Si allarga il dibattito sulla necessità di dar vita, fin da subito, ad una nuova soggettività politica della sinistra. In particolare ho apprezzato l’intervista di Gennaro Migliore a il Manifesto, in cui l’esponente del Prc ha ribadito l’esigenza di lanciare l’associazione “Per la Sinistra”, cominciando dalle esperienze unitarie già in corso su molti territori.
Un processo che deve essere rapido perché, in questo caso, i tempi sono politica. Nei prossimi mesi ci aspetta una serie di nuove prove elettorali che non possiamo eludere. Il rinnovo del Parlamento europeo è la scadenza più ravvicinata e più impegnativa dove la Sinistra deve dare un segnale di ripresa e di presenza forte in tutto il Paese. E’ assolutamente indispensabile che il nuovo soggetto della Sinistra sia nelle condizioni di presentarsi al nostro popolo con il suo volto autonomo, per chiedere fiducia e consensi.










Anche a Torino è stata presentata l’Associazione Nazionale Unire la Sinistra, espressione della minoranza del PdCI e tra i soggetti promotori della costituente della sinistra.
Le parole di Sarkozy sono state molto chiare: avanti con la lotta al cambiamento climatico con gli obiettivi e le date previste. Non solo. Ha detto che non c’è nessun argomento per cui la crisi economica possa far cambiare questa impostazione. L’esatto contrario di quanto sostenuto dal governo italiano che proprio della crisi economica si era fatto scudo per lanciare la sua Vandea. Per giunta il discorso di Sarkozy è stato tutto sul ruolo politico unitario dell’Europa, difficile da contestare a meno che non si pensi a derive nazionaliste. Le parole di Sarkozy aggiungono molto ad un quadro che va già in questa direzione. In queste ore la Commissione sta resistendo con relativa fermezza “all’assalto berlusconiano”. Del resto il “Fronte del No” è assai diviso e le preoccupazioni dei paesi dell’est sono in realtà diverse da quelle italiane e chiedono si tenga conto dei loro PIL ridotti. Si può parlare quindi di un “Uno più Otto” tra Italia e est. La Germania sta chiedendo clausole di garanzia per le industrie a concorrenza fino all’approvazione del Kyoto 2. I rischi di indebolimento sono forti dunque ma quelli di un azzeramento lo appaiono meno.
Il ruolo che svolgo come RSU all’interno di una delle aziende tecnologicamente più avanzate del Nord Ovest di questo nostro paese come la Thales Alenia Space Italia di Torino, mi porta tutti i giorni a confrontarmi con i lavoratori e con i loro problemi, da quelli piccoli a quelli grandi, ma al di la che si tratti di operai o impiegati (non sono legato da tempo a questa forma di classismo ma penso che esita una sola classe, quella dei lavoratori) quando si affronta la discussione politica e la situazione paradossale che si é venuta a creare nel nostro paese, tutti mi dicono: “ma quand’é che la smettete di litigare e fate qualcosa di veramente nuovo a sinistra, che vada al di la dei simboli e delle etichette, che sia in grado di rappresentare politicamente le fasce sociali più deboli e di dare una risposta alle esigenze della gente???”
