I soldi del ponte per la bonifica
di Fernando Pignataro
Il Governo continua imperterrito nella sua politica contro il Mezzogiorno, rischiando di mettere definitivamente in ginocchio la già fragile economia delle regioni meridionali. La Calabria è destinata a pagare il prezzo più alto.
Dopo la rapina dei fondi Fas e il taglio dei trasferimenti ordinari, il Governo delle destre ha puntato pesantemente sui trasferimenti aggiuntivi a favore del Mezzogiorno, destinati alle infrastrutture, per pagare la cassa integrazione al nord e le multe degli allevatori padani, per coprire i buchi di bilancio di Roma e Catania, per finanziare la ricostruzione in Abruzzo.
Ora, la tragedia annunciata di Messina, le alluvioni che stanno sbrindellando il territorio delle regioni del Sud (e non solo), il disastro ambientale causato da incuria, devastazione del territorio, abusivismo edilizio, deforestazione hanno prodotto danni enormi, che occorrono di interventi urgenti e finanziamenti cospicui. Il pericolo è che si pensi di far fronte alla nuova emergenza riducendo ancora una volta le risorse destinate agli interventi ordinari e straordinari per le regioni meridionali.
D’altro canto i nuovi disastri idrogeologici e quelli ambientali che hanno colpito duramente il territorio, gli interventi urgenti di bonifica dello stesso dopo i tanti veleni buttati in mare o seppelliti in terra, dimostrano che la più grande opera pubblica necessaria per la Calabria e la Sicilia è, appunto, la bonifica e il riassetto idrogeologico del territorio.
Come si fa, in queste condizioni, a continuare a sostenere il Ponte sullo Stretto. Come si può pensare sprecare una quantità enorme di denaro pubblico su un’opera inutile al Paese e a due regioni colpite duramente dal proprio degrado territoriale, carenti di infrastrutture “ordinarie”.Come si fa a mettere in discussione il finanziamento per i forestali calabresi proprio nel momento in cui maggiormente occorre l’intervento “produttivo” per affrontare l’emergenza delle tante frane, degli smottamenti, di manutenzione straordinaria che possa evitare ai tanti comuni dell’interno, delle colline e delle montagne calabresi di rimanere isolati dal resto della regione.
Sinistra e Libertà propone che si utilizzino i cospicui finanziamenti destinati al Ponte per un intervento straordinario di bonifica della Calabria e della Sicilia, per la dotazione infrastrutturale necessaria al superamento dell’isolamento delle due regioni e per un sistema interno di trasporti civile.
E’ questa la priorità assoluta delle regioni dello Stretto, non altre.
Siamo preoccupati della visita di Berlusconi di oggi a Messina, del populismo che elargirà a piene mani, dimenticando che i guai del Mezzogiorno, quelli che sono sobbalzati agli onori della cronaca a suon di morti e dispersi, hanno sì origine antica, ma anche responsabilità moderne di un Governo che in materia ambientale e urbanistica sta destrutturando le normative in materia, rendendo inefficaci i sistemi di prevenzione e controllo.
L’incontro fissato tra Governo e Regioni del Sud per affrontare queste tematiche, tante volte fissato e tante volte rimandato, è più che mai opportuno. Non ci aspettiamo un inversione di tendenza: non è nelle corde di questo Governo una politica a favore del Mezzogiorno. Ma almeno ci sia chiarezza e si arrivi ad un conflitto su questioni fondamentali per le regioni meridionali, facendo in modo che questo sia il dibattito vero del confronto elettorale che ci aspetta.














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