Odg approvato all’unanimità dal Direttivo Nazionale di ULS
Roma, 6 settembre 2009
Sinistra e Libertà (SeL) ha rappresentato la vera novità del panorama politico italiano. SeL si è posta, in modo non strumentale e non elettoralistico, l’obiettivo di mettere insieme quanto di meglio è stato elaborato dalle tradizionali famiglie politiche della Sinistra del secolo scorso, per dare corpo ad una nuova soggettività capace di elaborare ed incarnare i valori tradizionali della sinistra per far fronte alle nuove sfide del XXI secolo.
Al di là del quorum fallito - che merita una riflessione a parte sulle difficoltà organizzative di SeL e sulla sostanziale impenetrabilità di un’informazione ormai ostaggio del conflitto di interessi e del bi-partitismo coatto che condizionano la politica nazionale - il risultato elettorale è sembrato dare conforto a questa scommessa, suscitando impegno e partecipazione che sono andate ben al di là della scadenza elettorale.
Sinistra e Libertà ha creato aspettative e speranze nel cosiddetto popolo della sinistra, è stata l’occasione, per molti, per riscoprire la politica attiva, la militanza, per ritrovare una motivazione per impegnarsi a cambiare questo paese.
Tutti noi abbiamo la consapevolezza che si tratta di un impegno gravoso e non facile, molti ci mettono entusiasmo, intelligenza e determinazione, alcuni, però, sembrano temere l’accelerazione inevitabile del processo unitario e, proprio partendo dalle difficoltà, cercano facili alibi per allungare il percorso di costruzione di SeL.
L’idea che il patrimonio rappresentato dal milione di uomini e donne che hanno espresso la loro adesione al progetto di SeL, possa essere lasciato a se stesso, per essere poi richiamato in servizio alla prossima campagna elettorale è una pura illusione.
Senza una struttura organizzativa centrale e territoriale, senza una elaborazione collettiva, senza un tesseramento che dia il senso di appartenenza al progetto, senza un processo tangibile di cessione di sovranità al nuovo soggetto in fieri, da parte delle forze politiche che ne fanno parte, questo patrimonio è destinato a disperdersi e con esso la possibilità di costruire in Italia una forza di sinistra unitaria, laica, ecologista capace di colmare il vuoto lasciato dalla deriva del PD e dall’arroccamento identitario del PRC e del PdCI.
Il Direttivo nazionale di Unire la Sinistra ritiene che l’Assemblea del 19 Settembre debba segnare il passaggio dalla fase progettuale e quella realizzativa: occorre definire un percorso che, con tempi definiti, dia luogo alla nascita di SeL come forza politica autonoma. Non ci si può fermare ad una federazione di forze, più o meno coordinate, da
mettere in campo solo alle scadenze elettorali.
Per questo sono necessari alcuni passaggi irrinunciabili:
1. Creazione di un organismo di direzione politica nazionale, composto da esponenti delle forze politiche, rappresentanti territoriali e personalità esterne, che definisca le
priorità politiche e abbia il compito di gestire la fase congressuale
2. Costituire i coordinamenti regionali con le stesse modalità adottate per la costituzione del coordinamento nazionale
3. Avvio della campagna di tesseramento di SeL
4. Attuare le campagne nazionali nei prossimi mesi per rilanciare l’azione politica di SeL
5. Definire un percorso congressuale autenticamente democratico, dalle modalità certe, stabilendo che, entro Giugno 2010, si svolga il Congresso di fondazione di SeL che concluderà il processo costituente del nuovo soggetto politico
6. Svolgere, entro la fine del 2009, un’Assemblea Nazionale - convocata su base territoriale - con il compito di eleggere le commissioni congressuali su statuto, regole e valori per lo svolgimento del Congresso
7. Apertura delle sedi di SeL a partire dai territori ove esiste un maggiore insediamento della destra
8. Presentazione, senza deroghe, della lista di SeL in tutte le competizioni regionali del Marzo prossimo














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