Un’Italia ed un’Europa multietnica
di Umberto Guidoni (http://aprileonline.info)
Le ‘espulsioni collettive’ violano la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la Carta di Nizza. Gli immigrati, una volta saliti a bordo di navi italiane passano sotto la giurisdizione del nostro paese che prevede il rispetto degli impegni assunti a livello europeo. Per di più la Direttiva europea 85, del 2005, stabilisce che chiunque deve essere in condizione di presentare richiesta di asilo. Il governo italiano sta violando tutte le normative europee che riguardano i diritti fondamentali dell’uomo, ma l’Unione Europea non è esente da responsabilitàSecondo il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Hammarberg, l’Italia ha il dovero di accettare gli immigrati in navigazione verso le coste italiane anche se intercettati fuori dai confini marittimi europei. Richiedere lo status di rifugiato politico è un diritto fondamentale sancito da vari trattati. In particolare, dall’Art.19 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE vieta ai Paesi Membri di procedere ad espulsioni collettive. Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso Stati in cui esiste un rischio di essere sottoposto alla pena di morte, a torture o a trattamenti inumani. Riportare i profughi verso la Libia, che non ha firmato le convezioni sul diritto d’asilo, è perciò una grave violazione del diritto comunitario.
A questo va aggiunta la violazione del diritto internazionale che il nostro Governo compie quando stabilisce, unico tra i paesi della UE, il principio del ‘respingimento’. La Convenzione di Ginevra del 1951, firmata da tutti i paesi europei, include il principio di ‘non respingimento’ dei richiedenti d’asilo per imporre agli Stati procedure di accertamento dello status individuale degli immigrati, prima di prendere qualsiasi decisione.
Fatto ancor più grave, le ‘espulsioni collettive’ violano la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la Carta di Nizza. Gli immigrati, una volta saliti a bordo di navi italiane passano sotto la giurisdizione del nostro paese che prevede il rispetto degli impegni assunti a livello europeo. Per di più la Direttiva europea 85, del 2005, stabilisce che chiunque deve essere in condizione di presentare richiesta di asilo. Il governo italiano sta violando tutte le normative europee che riguardano i diritti fondamentali dell’uomo, ma l’Unione Europea non è esente da responsabilità.
Se l’Europa vuole essere una forza di distensione non può utilizzare le sue forze armate solo per fini di guerra, come sta accadendo in Iraq e in Afghanistan, ne solo per proteggere merci che transitano nel Golfo di Aden, ma deve essere capace di interventi umanitari, come un eventuale utilizzo dei militari nel Mediterraneo per il recupero e il salvataggio dei migranti. La Commissione deve condannare senza titubanze l’operato del Governo Italiano che viola palesamente la Carta dei Diritti Fondamentali e la Convenzione ONU di Ginevra ma, al tempo stesso, deve attivarsi per definire una politica comune per l’immigrazione. Una politica che riconosca a tutti il diritto a richiedere asilo politico, stabilisca una ripartizione dei richiedenti tra tutti i paesi della UE e impedisca agli Stati Membri di firmare accordi con chi utilizza la tortura e la pena di morte.
Molti dei profughi che arrivano sulle coste europee sono in fuga da scenari di guerra che, spesso, vedono coinvolti paesi europei: dovremmo riflettere sulle conseguenze delle guerre al terrorismo che abbiamo intrapreso. Il fenomeno dell’immigrazione nel Meditteraneo, confine dell’Europa, non deve essere un problema solo per i paesi che vi si affacciano: per molti degli immigrati la destinazione finale non è l’Italia ma altri paesi europei.
Vista l’incapacità e le difficoltà dei singoli paesi membri a gestire questa situazione, sarebbe auspicabile un intervento coordinato dell’UE. C’è bisogno di armonizzare le politiche sull’asilo, di dare regole uguali per tutti. Bruxelles deve gestire questo processo e dare risposte ai problemi che si stanno verificando sul versante mediterraneo dell’Europa: Italia, Malta, Cipro, Grecia e Spagna.
Gettando poi lo sguardo al prossimo futuro, il fenomeno dell’immigrazione può raggiungere dimensioni “bibliche” se non sapremo mettere in campo politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Secondo l’Università delle Nazioni Unite di Bonn i profughi “climatici”, concentrati principalmente nelle zone più povere del mondo, sono oggi 500 mila ma potrebbero diventare 50 milioni entro il 2050. Prima che il fenomeno diventi ingovernabile bisogna trovare una politica sull’immigrazione comunitaria che guardi alle persone e non solo alle cifre.
Sinistra e Libertà manifesterà a Montecitorio contro il decreto sicurezza del governo italiano, per chiedere maggior rispetto dei diritti dei migranti senza guardare alla loro provenienza. Contrariamente a Berlusconi non temiamo che il nostro paese diventi “multi-etnico”, anzi crediamo che l’Italia e l’Europa debbano fare dell’accoglienza una risorsa. Vogliamo un’Europa aperta a tutti i popoli e a tutte le genti.














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