Sinistra, il tempo si è esaurito.
Riceviamo e pubblichiamo
di Marco Montelisciani
“Sovrano è chi decide sullo stato d’eccezione.”, dice Schmitt. Comincio così, perché viviamo un momento di passaggio epocale, in cui la crisi economica attuale segnerà una cesura storica.
Il potere economico mondiale andrà ricostituendosi in forme nuove e inedite, dando avvio ad una nuova fase del capitalismo. In Italia, il Governo Berlusconi sta stravolgendo la costituzione repubblicana a forza di decreti, dando vita a nuove leggi razziali, smantellando il sistema pubblico dell’istruzione, trasformando tutto l’apparato democratico in un affare privato e, infine, gettando al vento tutto il patrimonio di diritti e tutele conquistato in decenni di lotte della Sinistra e del movimento dei lavoratori.
Per la prima volta, in questa fase di passaggio, in Italia, non c’è una sinistra a poter influire e a poter indirizzare gli eventi. Ciò è drammatico.
E’ necessario, dunque, ricostruire, in tempi brevi, una forza politica della Sinistra, che sia in grado di interpretare lo stato d’eccezione e di presentare una proposta seria e sistemica di cambiamento.
Fare subito, dunque. Ripartendo da zero, cancellando le classi dirigenti attuali e ridefinendo un nuovo percorso e nuovi modi del pensiero e dell’agire politico.
Il pensiero politico. Quel pensiero costruttivo e operativo che è mancato alla sinistra, la cui mancanza ci è costata l’esclusione dalla politica, non solo dal parlamento.
Abbiamo smesso di pensare e di analizzare; abbiamo allontanato gli intellettuali; ci siamo accontentati della banalità delle nostre argomentazioni e della mediocrità dei nostri dirigenti.
Insomma, abbiamo abdicato al nostro ruolo di avanguardia intellettuale delle classi che vorremmo rappresentare.
Non ci può essere politica, a sinistra, che non abbia alla base un solido pensiero politico e l’attenta analisi dell’esistente.
Prendiamo il caso, per esempio, dell’attuale crisi economica.
Dicono tutti: “la crisi finanziaria arrecherà danni all’economia reale”. Ma se in Italia ci fosse una sinistra politica, questa farebbe notare che non è vero che il problema nasce dagli eccessi della finanza. Il problema, in origine, (schematizzo) nasce dall’indebolimento della classe media americana (ovvero la media Borghesia), che non poteva più pagare i mutui e che, quindi, ha mandato in crisi le banche.
La crisi attuale, cioè, nasce dalla crisi della Borghesia, nel più grande paese capitalista del mondo. Non basta, quindi, per risolvere la crisi, dare nuove regole alla finanza.
Una riflessione di questo tipo aprirebbe immensi spazi per una discussione sul superamento del capitalismo.
Dobbiamo, quindi, ritrovare il pensiero, lo studio e l’analisi, come base dell’agire politico, per riformare anche questo.
Riconsegnare agli Intellettuali il compito e la fatica dell’analisi e del rinnovamento del pensiero sarà la chiave di volta per la sinistra nuova e forte. E, da ciò, dipenderà anche la nostra capacità di compenetrazione della società. La nostra capacità di capirne l’essenza più vera. Come scrive Bauman, ” Occorre conoscere il proprio oggetto, perché conoscerlo equivale a disarmarlo.
Dobbiamo, poi, trasformare i modi dell’agire politico e definire nuove forme organizzative dei partiti. Pensare nuove forme di partecipazione democratica; Uscire fuori dai dogmatismi e dalle venerazioni leaderistiche, che abbiamo conosciuto; Costituire una struttura accogliente e in grado di portare avanti, al suo interno, discussioni serene e sincere e, soprattutto, di produrre analisi. Dobbiamo, poi, tornare tra la gente, ascoltare il nostro popolo, che non ci capisce più, perché noi non sappiamo più parlare in maniera credibile.
Ma è necessario anche mettere da parte le corse alle poltrone e le logiche campanilistiche.
Dobbiamo portarci con tutto il nostro entusiasmo e la nostra forza in questo cimento, senza, però, volerci contare. La sinistra nuova deve abbattere queste logiche di nicchia e di auto-conservazione dei ceti dirigenti.
Ma abbattere queste logiche significa anche mettere da parte ogni forma di identitarismo. Stiamo attenti a far sì che la sinistra unita non sia ancora una volta la somma di sigle!
A questo proposito, dobbiamo accelerare nel senso di avviare un tesseramento unico, al fine di evitare frazionismi e tesseramenti multipli delle varie componenti promotrici del processo.
Avviare tanti tesseramenti significa stabilire dei tempi differenziali nelle decisioni. Significa che qualunque cosa, prima di essere decisa nel contenitore della costituente, verrà discussa all’interno delle varie associazioni.
Compagni, con i tempi differenziali si rifà l’arcobaleno. E ciò sarebbe una tragedia per tutta la sinistra.
Invito tutti i compagni delle varie associazioni e, soprattutto, i loro dirigenti a prendere atto di un dato: non può esistere una sinistra unita, che non passi, prima, dallo scioglimento delle organizzazioni pre-esistenti.
Acceleriamo, dunque, compagni, con generosità, che la strada è lunga e in salita. Prima cominciamo a percorrerla, e con passo spedito, prima arriveremo a destinazione.
Al lavoro, alla lotta e allo studio, compagni.











28 Novembre, 2008 at 17:44
Cari compagni, voglio porre alla vostra attenzione un’intervista fatta da Manuela Palermi (la stessa che oggi sembra urlare che è più comunista dei comunisti stessi) del 2005. Leggete bene le parti riguardanti la sinistra e il progetto d’unità, e leggete anche - nell’ultima parte - il giudizio sull’identitarismo.
Questa destra barbarica e di classe”
di Manuela Palermi
Roma 2 novembre 2005
Questa intervista apparirà su Rinascita nel numero in edicola venerdì 4 novembre
Siamo alla vigilia di importanti elezioni. Abbiamo tutti la ragionevole fiducia che il centrosinistra possa vincere. Che situazione si troverà ad ereditare?
Una situazione gravissima. Cinque anni di distruzione politica di un modello di società costruito dal movimento operaio in cinquant’anni di lotte. L’Italia è in guerra, il mercato del lavoro è stato devastato, siamo tornati alla scuola e all’università di classe, sulla pelle degli immigrati è stata fatta una legge vergognosa, sulle tossicodipendenze una legge addirittura crudele. Hanno approvato una serie di leggi sulla giustizia per salvare non solo singole persone, ma perché i cosiddetti colletti bianchi non scontino i loro reati. Siamo alla violazione del principio di eguaglianza.
Per non parlare della legge sull’informazione, la Gasparri, che blinda lo status quo, cioè il predominio berlusconiano.
Per non parlare del condono edilizio, del condono fiscale, del condono ambientale, della riforma delle pensioni, delle cartolarizzazioni… vogliono svendere il patrimonio immobiliare pubblico ai grandi gruppi, vogliono la privatizzazione dei beni storici, architettonici, urbanistici, paesaggistici d’Italia. Aggiungi a tutto questo l’abbassamento drastico della laicità dello Stato, con fatti gravissimi, con interferenze inaccettabili del Vaticano sui diritti di libertà, quelli che vengono chiamati “delle donne” e che hanno cambiato la faccia del nostro paese rendendolo più moderno, aperto, tollerante. La subalternità del governo al Vaticano è evidente nella finanziaria: si tagliano selvaggiamente i servizi sociali e contemporaneamente si danno soldi alle scuole confessionali e si toglie l’Ici alle attività ecclesiastiche che hanno scopi commerciali. E’ davvero un lungo elenco ed ho sicuramente dimenticato qualcosa.
Per esempio la riforma costituzionale…
… che stravolge tutte le regole principali. Affidare in esclusiva alle regioni il diritto al lavoro, alla salute, alla scuola, significa la fine della universalità dei diritti su scala nazionale e la concentrazione dei poteri nelle mani del governo che di fatto esautora il parlamento e il presidente della repubblica.
Che ne pensi della nuova legge elettorale?
E’ un frutto avvelenato. Il tentativo è rendere ingovernabile il parlamento dopo la presumibile vittoria del centrosinistra. Una situazione talmente grave per cui l’obiettivo primario della coalizione è quello di essere una sorta di Comitato di Liberazione Nazionale. Lo spirito è quello di unire tutte le forze democratiche per cacciare questa destra barbarica e di classe.
E qui viene un primo punto politico: un conto è essere coalizzati anche con forze moderate per sconfiggere Berlusconi, altro è riuscire a governare insieme a queste forze.
Si dovranno fare dei compromessi. Ma il vero punto politico è se riusciremo a fare in modo che questi compromessi siano avanzati, sia sul terreno della politica estera, sia su quello della politica economica e sociale, sia sulle questioni di ordine morale e religioso. Su ognuno di questi temi ci sarà inevitabilmente un conflitto nel centrosinistra. Noi opereremo perché sia unitario, leale, trasparente, ma il conflitto ci sarà. E sarà inasprito dal fatto che i poteri forti – Confindustria, Vaticano, Confcommercio ed altri – si sono riposizionati e stanno cercando di mettere il piombo nelle ali del futuro governo di centrosinistra. Contemporaneamente lavorano ad una prospettiva di scomposizione delle attuali coalizioni e di ricomposizione in chiave neocentrista. In tal senso il risultato di Prodi alle primarie è stato davvero positivo, molto importante.
Molti compagni durante le primarie si sono sentiti un po’ disorientati. Innanzitutto perché speravano di poter votare te. E poi per la nettissima presa di posizione del partito a favore di Prodi. Perché?
Perché Prodi rappresenta il bipolarismo. Può piacere o no, ma è l’unica garanzia per la sinistra. E’ grazie al bipolarismo che la sinistra ha la prospettiva di far parte e di contare nel governo dell’Italia. Prodi rappresenta l’equilibrio più avanzato su tanti terreni: ha definito “truppe di occupazione” i militari italiani in Iraq e si è espresso per il loro ritiro in caso di vittoria del centrosinistra, pur essendoci nella coalizione posizioni differenti; è andato a votare il referendum sulla procreazione assistita, a differenza degli altri esponenti della Margherita; ha detto apertamente che bisogna cancellare la precarizzazione selvaggia e inumana del mondo del lavoro. Certo, non è comunista, ma non c’è dubbio che rappresenti l’equilibrio più avanzato. Viene da qui, da queste ragioni, la decisione di non candidarmi, unico segretario dei partiti della sinistra, alle primarie, nonostante molti me lo chiedessero. E viene da qui la scelta di sostenere Prodi.
Confesso che non mi aspettavo la grande partecipazione che c’è stata alle primarie. Forse perché non mi piacciono. Qual è stata la tua reazione?
È stato una partecipazione enorme e la sorpresa è stata di tutti. Ci ha detto una cosa: ci ha detto della straordinaria voglia di partecipazione del nostro popolo. Ovviamente la partecipazione è stata anche un voto contro Berlusconi, una reazione alla legge elettorale, la volontà di essere in campo contro il governo. Ma soprattutto è stata una voglia di partecipazione. Anche in me restano tutte le perplessità per il modello americano delle primarie, per la personalizzazione della politica, per la tendenziale deriva plebiscitaria. E tuttavia al nostro popolo è stato offerto uno strumento di partecipazione e il nostro popolo lo ha usato. Non è la prima volta che accade e noi non possiamo restare indifferenti. Avverto fortemente la necessità di coinvolgere il maggior numero possibile di persone nella politica e nelle scelte.
Una consultazione sul programma potrebbe essere una strada?
Sono molto scettico. Il programma di una coalizione è una cosa molto astratta che diventa concreta dopo, quando si vince. Bisogna trovare le forme per coinvolgere i cittadini, i nostri elettori, su alcune grandi questioni concrete. La mia opinione è che nel caso nascano discussioni all’interno della coalizione – per esempio sul ritiro immediato delle truppe dall’Iraq - si chieda ai cittadini qual è la loro opinione. E si accetti la loro opinione. E’ questo il modo per rispondere al desiderio di partecipazione e per mantenere una connessione vera, democraticamente vera, tra eletti ed elettori.
In questo quadro il problema per noi non è forse quello di far pesare di più la sinistra all’interno della coalizione?
E infatti noi ribadiamo, ancora una volta, e continueremo a farlo, la necessità di dare vita ad una forma confederativa dei partiti che non si riconoscono nel progetto del partito democratico. E’ una proposta rivolta anche ai Ds, a coloro che non si riconoscono nella scelta di unità con La Margherita, che non disponibili ad un percorso inevitabilmente moderato. E’ la nostra ipotesi strategica. L’abbiamo avanzata in tempi non sospetti ai compagni di Rifondazione, ai Verdi, ai Ds, alle associazioni, al volontariato, al pacifismo, ai girotondini. L’abbiamo avanzata soprattutto a pezzi rilevanti del sindacato, e cioè al mondo del lavoro salariato. Anche alle elezioni europee, dove pure non c’era nessuna coercizione perché alle europee non c’è soglia di sbarramento, proponemmo una lista comune. Sono convinto che oggi avrebbe almeno lo stesso peso della Margherita e rappresenterebbe, all’interno dell’Unione, il contraltare alle spinte moderate.
Ed ora, di fronte alle difficoltà crescenti della lista Arcobaleno, al probabile ripensamento dei Verdi, che succede?
L’ipotesi Arcobaleno non è tattica, non ha nulla a che fare con la tattica, è strategica. Abbiamo tenuto due congressi di partito sulla proposta confederativa. E’ sembrato che con i Verdi si iniziasse. Ma oggi, con la nuova legge elettorale che abbassa la soglia di sbarramento dal 4 al 2%, c’è tra loro la tentazione di aderire alla lista unica dell’Ulivo. Per i Verdi questo significa allearsi agli ex democristiani, ed è quanto mai bizzarro dopo tutto quello che, insieme, abbiamo fatto e detto sulla pace, sui diritti, sulla laicità dello Stato. Voglio comunque essere molto chiaro: la linea del partito è stata votata all’unanimità nell’ultima direzione e io non intendo deflettere di un millimetro. La riproporrò alla direzione che si terrà il prossimo venerdì. Il Pdci deve riconoscere la propria parzialità, la circostanza che da soli non bastiamo, e che mettiamo il nostro simbolo, la nostra identità, la nostra storia, la nostra cultura politica, la nostra autonoma organizzazione al servizio di un progetto più ampio.
Come pensi di dare questa connotazione?
Penso alla Camera di consultazione della sinistra di Asor Rosa, penso ad alcuni settori di società civile, ma soprattutto penso a Giampaolo Patta ed al progetto della sinistra Cgil che ha schierato 250 dirigenti sindacali a favore della lista Arcobaleno. Anche nel caso che si dovesse, non per nostra colpa, andare da soli alle elezioni, il Pdci dovrà essere interprete di questa esigenza: noi vogliamo portare in parlamento i dirigenti di partito, la migliore intellettualità italiana di sinistra, un gran numero di donne, intellettuali e lavoratrici; vogliamo portare in parlamento i lavoratori in produzione perché, anche simbolicamente, il mondo del lavoro dipendente abbia una rappresentanza politica nelle istituzioni.
In molti compagni permane una forte spinta identitaria. Qualche volta c’è un po’ di settarismo, ma spessissimo è voglia di riconoscersi in chi li rappresenta …
Voglio dire a questi compagni che il tema è squisitamente politico, non è tecnico-elettorale. E chiedo loro: volete giocare ad una sorta di roulette russa per cui o è tutto o è niente? E’ vero che supereremo la soglia di sbarramento, ma se poi si arrivasse all’1,9%? Non ricorro ad allarmismi strumentali. Voglio solo che tutti gli elementi siano chiari: se non si raggiungesse il 2%, non si eleggerebbe nessun parlamentare, ed un partito senza parlamentari non è presente nella vita politica. Non è un rischio altissimo, ma va comunque valutato. Basta vedere il risultato di Pecoraro Scanio alle primarie… Io sono assolutamente certo che supereremo la soglia del 2%, ma quello che mi interessa è mantenere la nostra strategia. Unità ed autonomia. Dobbiamo essere il partito che rappresenta quella sinistra più larga, dispersa, a volte delusa, quella sinistra che vuole l’unità. Non bisogna fare forzature, bisogna convincere i compagni, bisogna ragionare, comprendere le perplessità, le difficoltà. E tuttavia andare avanti. Ci sono momenti in cui o si va avanti o si resta ancorati ad una piccola nicchia identitaria che non ha niente a che vedere con la cultura politica di chi viene dal Partito comunista italiano.
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ecco perchè non mi fido più di questo gruppo dirigente. Che ha tradito la missione che si era dato il PdCI fin dalla sua nascita, unire la sinistra.
28 Novembre, 2008 at 22:29
CARTA CANTA
Intervista a Oliviero Diliberto dopo la conclusione del Congresso di Rimini 2007.
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Pubblichiamo l’intervista realizzata da Frida Nacinovich per Liberazione al segretario del PdCi. Un’intervista “storica”, nella quale Oliviero Diliberto sancisce ufficialmente il riavvicinamento tra Prc e Pdci dopo nove anni di rottura: “Sono d’accordo con le parole di Bertinotti sulla necessità che la sinistra faccia massa critica”.
“D’accordo con Bertinotti la sinistra deve fare massa critica” Quanto tempo, segretario Diliberto. Che succede? Un pezzo dei diesse non entra nel piddì, la sinistra si confronta, si incontra. Il sondaggio di Ipr Marketing per Repubblica.it parla chiaro: il 60% degli elettori è favorevole alla creazione del partito unico della sinistra. Un partito del genere raccoglierebbe il 16% dei consensi, in pratica un terzo dei voti del centrosinistra. D’accordo, è solo un sondaggio. Ma dietro questi numeri c’è anche un’indicazione?
Partito unico della sinistra? Non metterei il carro davanti ai buoi. Unificare la sinistra è giusto, urgente, è un’esigenza. Ma non discuterei ora delle forme e dei modelli organizzativi, che arrivano dopo il dibattito politico e non prima. Detto questo, credo che le condizioni politiche per unire la sinistra ci siano tutte, soprattutto dopo la nascita del Partito democratico.Ci spieghi: perché la nascita del Partito democratico può aiutare la sinistra a ritrovarsi?
Perché ci sono compagni autorevoli e tanti militanti che hanno deciso di non aderire al Partito democratico, sprigionando nuove energie. E questa è un’opportunità che va colta al volo, subito. Non solo. Al termine della mia relazione al congresso dei Comunisti italiani, il compagno Russo Spena ha detto che era stato fatto un grande passo avanti verso l’unità. E ancora: a Rimini i delegati hanno riservato a Bertinotti una straordinaria e calorosissima accoglienza. Il giorno successivo Salvi ha dichiarato di essere pronto ad affrontare un percorso unitario. Tutti conveniamo su una sinistra unita. Una sinistra senza aggettivi.Aggettivi del tipo “radicale” e “riformista”?
Senza aggettivi che precludono invece di includere. Aggettivi come socialista o comunista. Penso a una sinistra aperta al contributo di tutti, senza pigrizia e alibi intellettuali. Ovviamente senza rinunciare ad essere se stessi, alla propria storia, alla propria cultura politica, all’identità. Ma guardando avanti.Guardare avanti vuol dire anche non voltarsi indietro?
Io propongo di andare avanti. E in questo senso ogni aggettivo è un paletto. Perché dietro gli aggettivi ci sono vissuti individuali e collettivi, ma avanti ci sono le cose da fare. Per la pace, per il lavoro, la scuola, i diritti, la laicità dello Stato. In questi anni qualcuno ci ha provato ad unire la sinistra, ad esempio Asor Rosa. Perché ora si può fare e ieri invece no? Non è che gli ostacoli di ieri sono anche gli ostacoli di oggi?
I tempi non erano maturi. Credo che l’accelerazione avvenga quando ci sono le due condizioni: quelle oggettive e quelle soggettive. Evidentemente prima non c’erano. Io sono determinatissimo ad andare avanti.Che rapporto avrà la sinistra del futuro con il Partito democratico?
Di alleanza, nella diversità. Vogliamo governare e non essere opposizione, vogliamo strappare risultati per quei ceti che abbiamo l’ambizione di rappresentare. E si può essere maggioranza con il Partito democratico.Nasce il Partito democratico, muoiono i Democratici di sinistra.
Il Pd non è un salto, è la recisione di una storia. Ed è anche la fine di un grande equivoco per milioni di donne e di uomini per i quali il Pci si era trasformato in Pds e poi in Ds, ma era sempre quel partito. Ora che i Ds fanno un partito insieme agli ex democratici cristiani, l’equivoco finisce. Lo dico con tristezza, perché paradossalmente non c’è più un pezzo grande, il più grande, della sinistra italiana. Da paese dove vi era il più grande partito comunista dell’occidente, l’Italia si è trasformata nell’unico paese europeo senza un grande partito della sinistra. E allora c’è uno spazio politico oggettivo per la sinistra. Quando si fa la somma dei partiti esistenti si sbaglia. Perché lo spazio è molto più grande, è venuto meno un equivoco.Enrico Boselli vuole rifare il partito socialista. Dove si collocherà in futuro?
Io guardo con simpatia a questo processo, diverso da quello che proponiamo. Se l’ambizione è quella di unire i socialisti, si precludono le porte a noi Comunisti italiani e a Rifondazione comunista. Invece in un grande contenitore di tipo federativo c’è spazio per tutti quelli che ne condividono il programma. Boselli è distante fondamentalmente su due punti: la pace e il lavoro. L’unione - non felicissima - con i Radicali ne è una testimonianza. Alle scorse politiche Pdci e Verdi si sono presentati uniti al Senato.
Ed è stata una felice esperienza, abbiamo fatto eleggere undici senatori e abbiamo deciso di fare gruppo assieme. Sono convinto che i Verdi siano un pezzo importante della sinistra del futuro.Non sarà un problema troppo complesso, quasi irricevibile, unire storie e culture così diverse come quelle che hanno segnato le forze della sinistra negli ultimi venti anni?
Devo dire con molta semplicità che i vissuti diversi sono diversi solo parzialmente. Io Giordano e Mussi, ma anche Angius e Salvi, fino a qualche anno fa stavamo tutti quanti nello stesso partito. Senza alcuna nostalgia per il passato, si può dire che è una sorta di ricongiungimento familiare.
29 Novembre, 2008 at 01:03
Compagni Alberto e Spartaco , grazie per questi “reperti” e speriamo che vengano “letti o riletti” dai vari tipi di “indovino” che NON basandosi sui FATTI CONCRETI prevedono per chi lavora per La Sinistra il ‘fallimento’prossimo venturo o altre ‘amenità’.
Quelli da voi riportati sono FATTI non preistorici , ‘nero su bianco’ a dimostrazione che per taluni la politica è veramente l’arte del ‘possibile’ !!!
29 Novembre, 2008 at 20:02
Che pena pur di non ammettere il vostro fallimento politico e personale vi attaccate a tutte le lamette (dire a tutti i rasoi sarebbe prendervi troppo sul serio). Redimete la vostra frustrante solitudine andando su Proletari@.
29 Novembre, 2008 at 20:26
Compagni buonasera!
Siamo sbigottiti più che mai.
Ciao a tutti.
viaflavio@yahoo.it
29 Novembre, 2008 at 20:42
Caro Bacciardi,per non essere contaminato da persone fallite politicamente e personalmente(quest’ultima te la potevi risparmiare)non devi fare altro che ignorare questo sito.Parlare con te,più che difficile è inutile.
30 Novembre, 2008 at 04:11
Caro Spartaco, non mi riferivo ai compagni del blog che rispetto, mi riferivo a quei post tipo carta canta. Il fallimento politico è riferito alla ipotesi della nascita di un nuovo soggetto politico. Il personalmente ovviamente non si riferiva alla attività o alla vita in generale, anche perchè non conosco personalmente i firmatari. Mi riferivo invece alla collocazione politica personale di alcuni che io considero passeri solitari o se preferisci cani sciolti. Perciò nessuna offesa almeno nelle mie intenzioni ma semplice giudizio legittimo. Se poi hai la coda di paglia è un problema che non mi riguada.
30 Novembre, 2008 at 08:49
dovresti LEGGERE bene ciò che è scritto in quelle due interviste, invece che farneticare di passeri. tanto più che non sono considerazioni personali, e tra l’altro non riguardavano il nuovo soggetto politico che se permetti non lo decidi tu se avrà successo oppure no - lo decideranno DEMOCRATICAMENTE gli elettori con il loro voto se ciò avverrà. Quelle due interviste sono state fatte al più alto esponente del PdCI che ha dichiarato in tempi non sospetti cose PRECISE… cose che oggi ha clamorosamente RINNEGATO. Di questo si parlava e non del nuovo soggetto politico.
In ogni caso non è obbligatorio che vieni qua dentro a scassare i maroni con ‘proletaria’. Lascia almeno la LIBERTA’ ai compagni che leggono questo blog di decidere con la loro testa cosa è buono e cosa non lo è, ma in base ai FATTI e non agli slogan.
30 Novembre, 2008 at 21:15
Personalmente il rispetto dello stalinista Bacciardi non mi interessa , nè le sue teorizzazioni sulle ‘nonopolitiche’ e altre divagazioni teoriche.
Con il compagno Alberto ribadisco ,che dato la sua incapacità di sostenere un dibattito basato sui FATTI e non su quello che vede nella sua ‘palla di vetro’ può esercitare al meglio il suo pseudoeloquio ‘rivoluzionario’ sul sito Proletaria : è in buona compagnia!!!
Auguri dallo stormo dei passeri solitari !!!
1 Dicembre, 2008 at 01:08
Giovedì 4 dicembre – alle ore 21
nel salone del Circolo Garibaldi a Pistoia(Corso Gramsci 52)
ASSEMBLEA PUBBLICA sul tema:
COSTRUIRE LA SINISTRA: IL TEMPO E’ ADESSO !
Saranno presenti:
Giuliana Sgrena - Fulvia Bandoli
a nome delle 82 personalità che, a livello nazionale, hanno sottoscritto l’Appello
per costituire, in tutta Italia, l’Associazione Per La Sinistra.
A Pistoia è già iniziato il Tesseramento
all’Associazione “Per La Sinistra”
Chi vuole opporsi alla logica della frammentazione in tanti piccoli “partitini” e riunificare la sinistra
per renderle voce, ruolo e progetto,
può iscriversi all’Associazione
anche durante l’assemblea di giovedì 4 dicembre.
Auspichiamo adesioni larghe e plurali
per contribuire alla nascita di un nuovo soggetto politico della Sinistra italiana, attraverso un “percorso costituente”, caratterizzato da concreti elementi di novità: non la sommatoria di ceti politici, ma un percorso democratico, partecipato, inclusivo.
1 Dicembre, 2008 at 07:21
Caro Alessio sono gia diversi mesi che dite “il tempo è adesso” immagino per fare il partitino della sinistra. Che aspettate: adesso significa adesso.
Per i passeri solitari: rifatevi le penne andando a visitare il sito di proletari@.
1 Dicembre, 2008 at 11:08
Caro Bacciardi, voi cosa aspettate a fare l’unità dei comunisti? mi pare un progetto che trova grande difficoltà, quindi non temere noi ci proviamo e ci proviamo e ci proviamo tanto messa peggio di così la situazione a sinistra non può darsi. Già dimenticavo al Frosetti e al PDCI di Pistoia conta i posti di assessore vedi commenti sulla riduzione di assessori alle prossime elezioni in Provincia MAMMA MIA che comunisti che siete già ma loro sono di proletari@ ahahah e vi giudicano da come vi comportate ma non l’hai ancora capito?
1 Dicembre, 2008 at 15:09
Cari tutti, piantiamola di picchiarci tra noi. Purtroppo nessuno di noi sta messo bene. Cosa che d’altronde era più che prevedibile leggendo bene le due mozioni: in entrambe infatti si prevedeva la fine del PDCI: nella prima, per la ricongiunzione con RC, nella seconda per la fusione nella Sinistra. Non solo, ma entrambe le soluzioni dipendevano da altri. Un ruolo a priori subordinato. Mai visto in tanti anni un congresso così rinunciatario, perdente, umiliante. E oggi siamo qui a insultarci tra di noi in attesa che RC decida cosa fare. Intanto il Paese va sempre più a destra, perdiamo consensi e credibilità anche per questi stupidi scazzi. Possibile che sia l’unica cosa che siamo capaci di fare?
1 Dicembre, 2008 at 20:32
Io personalmente dico che molte persone che sono favorevoli a costruire un generico partito di sinistra cerdono al Fattore K. Nel senso di fattore che impedisce ai comunisti di raggiungere il governo o semplicemente di intercettare il consenso. Se ragioniamo seguendo la logica del numero, che dobbiamo essere di più, perchè saremo di più saremo più forti (Occhetto diceva cosi) il vostro progetto è semplicemente perfetto. Via la Falce e il Martello, via la parola comunista, togliamo anche il comunismo gia che ci siamo, e il gioco è fatto. Certamente un Partito generico della Sinistra può intercettare più consensi, i consensi di chi è di Sinistra, ma che non ci sta con nomi e simboli del comunismo. Però alla fine si sacrificano le idee sull’altare dei numeri. Una compagna della mia sezione da anni dice che bisogna togliere la Falce e il Martello, perchè sono un ostacolo al consenso, ovvero uno vede quei simboli e ci rifiuta. Questo lo dicono molte persone a Sinistra, che si vergognano di mostrare la propria identità e il proprio pensiero comunisti. Con tutte le pressioni che subivamo, è normale che molti abbiano ceduto, e che abbiano abbandonato certi modi di pensare e di analizzare la società, perchè ritenuti dalla maggioranza vecchi e obsoleti. Ora c’è la Crisi Finanziaria, proprio nel momento in cui molta Sinistra ha abbandonato gli strumenti necessari per analizzare la società, e si rifiuta di riprenderli. Noi dobbiamo tornare ad analizzare seriamente la società e a gridare che il Capitalismo è fallito.
Poi vorrei far notare come nella mia Sezione, dove ripeto avete vinto voi, il lavoro politico si riduce al Consiglio Comunale, ma gia da molto tempo. Per la mia Segretaria l’importante è fare tessere, siamo molto deboli (50 iscritti su 6 comuni), pochi sono attivi. Ma prima quando non avevamo il consigliere, il Partito era molto più attivo, c’erano iniziative, convegni, banchetti e sostegno alle lotte popolari. Ora che abbiamo un eletto in consiglio, più nulla. E poi l’attività è calata ancora di più dopo il congresso, sembra che si dica “la linea politica non mi va bene, quindi io non svolgo attività politica nel partito e col partito”. Faccio notare che piuttosto che cercare di rafforzare il partito, come qualità e quantita, i sostenitori della vostra mozione preferiscono rafforzare la vostra associazione e il vostro progetto. Qui da noi esiste un’ottima esperienza di Forum della Sinistra, ma purtroppo il partito da quando è nato il Forum non agisce più in maniera autonoma, quindi alla fine si indebolisce anche il Forum. Sottolineo che il Documento del CC non ci imponeva di chiudere questa esperienza, come i semplificatori del dibattito lasciavano a intendere, mentre al contrario il vostro Documento ci avrebbe imposto lo scioglimento in un Partito della Sinistra, che però più che una Die Linke sembra prefigurare un’Izquierda Unida all’italiana.
Sul governo posso dirvi che rileggendo l’attività del Governo Prodi, mi sto chiedendo perchè non l’abbiamo fatto cadere noi. Siamo sempre stati tenuti buoni col la scusa del ritorno del Berluska, che è tornato lo stesso, e cosi il Governo è stato monopolizzato dai poteri forti, e le condizioni di vita dei lavoratori non sono cambiate rispetto ai tempi di Silvio, quindi poi hanno votato per lui.
Vorrei sapere poi una cosa: una volta ho letto in uno scritto di Robotti l’idea di una Sinistra ad egemonia comunista. Domanda: se non uniamo i comunisti la sinistra ad egemonia comunista come la costruisci??? Forse ho capito male io però
2 Dicembre, 2008 at 10:21
Vorrei aggiungere, purtroppo ( e non per colpa di chi vuole unire la sinistra tutta) abbiamo compreso che questo progetto non riuscirà a sommare tutta l’attuale sinistra (difficile tenere insieme chi si sente comunista dentro, e chi invece festeggia ogni giorno l’orgoglio comunista…), ma che oggi la virtù politica essenziale, più che l’unità ad ogni costo, è la coerenza: ovvero la capacità di utilizzare lo stesso alfabeto, di condividere la stessa ricerca, di affrontare lo stesso mare, di proporsi, con un ascolto reciproco, se pur si avranno persino differenze di vedute.
La sinistra italiana che dovrà nascere sarà il racconto di questo tempo e di questo paese. Ma ne sarà anche il rimedio. Una sinistra del fare, più che dell’affermare. Adesso dobbiamo cedere ad altri la parola, alle tante persone che sono poco inclini ad avvicinarsi agli attuali partiti della sinistra, dobbiamo cambiare le nostre liturgie, lasciare che essa venga raccolta da chi questa nuova sinistra la sta già fabbricando nella pratica politica quotidiana, nel lavoro sui territori, dentro le amministrazioni, nei tempi serrati delle cento assemblee che già si sono svolte.
Cosa sarà e “quando” sarà questa nuova sinistra italiana? E’ ciò che tutti noi cominceremo a decidere insieme tra due settimane. Cosa non dovrà essere: né un circolo di cultura, né un repertorio di tatticismi o di parole reticenti, ma uno sprigionare di idee, di iniziative che la sinistra attuale mostra di non saper più mettere in campo.
2 Dicembre, 2008 at 12:37
PER LA SINISTRA
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GIOVEDI’ 4 DICEMBRE 2008
ORE 17,30
PRESSO LA SALA DELLA ” SOCIETA’ POPOLARE DI MUTUO SOCCORSO ”
VIA ROMA 17
ORBASSANO (TO)
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ASSEMBLEA PUBBLICA
PRESENTAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA ”
PARTECIPANO:
LUCA ROBOTTI
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CONSIGLIERE REGIONALE,
COMPONENTE ASSOCIAZIONE
“PER LA SINISTRA ” NAZIONALE
PIERO VALENZANO
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CAPOGRUPPO PER LA SINISTRA
AL CONSIGLIO PROVINCIALE DI TORINO
2 Dicembre, 2008 at 12:43
PER LA SINISTRA
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GIOVEDI 4 DICEMBRE 2008
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ORE 21,00
PRESSO LA SALA ” LA CUPOLA ” DELLA SERRA
CORSO BOTTA 30
IVREA (TO)
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NASCE ANCHE NELL’EPOREDIESE
L’ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA “.
PARTECIPANO:
MONICA CERUTTI
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DEL COORDINAMENTO NAZIONALE
SINISTRA DEMOCRATICA
SERGIO VALLERO
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PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
PROVINCIALE DI TORINO
MODERATORE.
MARIA CRUSCA
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DEL CONSIGLIO NAZIONALE
DI SINISTRA DEMOCRATICA
2 Dicembre, 2008 at 12:48
PER LA SINISTRA
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VENERDI 5 DICEMBRE 2008
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ORE 21,00
PRESSO IL ” TEATRO DEL LAVORO ”
VIA CHIAPPIERO 12
PINEROLO (TO)
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NASCE ANCHE A PINEROLO
L’ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA ”
PARTECIPANO:
DIEGO NOVELLI
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GIA’ SINDACO DI TORINO
E PROMOTORE NAZIONALE
DELL’ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA ”
VANNA BONARDO
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SEGRETARIA REGIONALE
LEGA AMBIENTE
2 Dicembre, 2008 at 12:58
PER LA SINISTRA
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ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA ”
DI TORINO
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SI PARTE…… ” PER LA SINISTRA “.
L’APPUNTAMENTO E’ A
ROMA
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13 DICEMBRE 2008
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ASSEMBLEA NAZIONALE
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DELLE ASSOCIAZIONI DI TUTTA
ITALIA.
DA TORINO STIAMO ORGANIZZANDO LA PARTECIPAZIONE
DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE CON DEI PULLMAN.
IL COSTO E’ DI EURO 35 A PERSONA.
PER LA PRENOTAZIONE: TELEFONARE AL 011-4831016
OPPURE info@lasinistrapertorino.it LASCIANDO
NOME COGNOME TELEFONO O E_MAIL E SUCCESSIVAMENTE
VI COMUNICHEREMO L’ORA E IL LUOGO DI PARTENZA.
2 Dicembre, 2008 at 14:24
CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE
” UNIRE LA SINISTRA ”
RIMINI
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SABATO 6 DICEMBRE 2008
ORE 12,00
SALA DEL BUONARRIVO
SEDE DELLA PROVINCIA
CORSO D’AUGUSTO 231
RIMINI
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PARTECIPANO:
UMBERTO GUIDONI,
EURODEPUTATO PDCI,
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
” UNIRE LA SINISTRA ”
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LUCA ROBOTTI
COORDINATORE ASSOCIAZIONE
” UNIRE LA SINISTRA ”
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EUGENIO PARI,
CONSIGLIERE COMUNALE DI
RIMINI
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PER INFORMAZIONI: 334.6766149
2 Dicembre, 2008 at 15:34
sottoscrivo il bellissimo intervento di Alessio. davvero, mi hai tolto le parole di bocca!
2 Dicembre, 2008 at 16:39
Caro Alessio, vorrei dire che non esiste differenza fra comunisti dentro e comunisti orgogliosi di esserlo. Un comunista che si ritenga tale è orgoglioso di esserlo.
Io mi chiedo cosa intendete per nuova sinistra. Forse è una perifrasi per dire che bisogna evitare di mostrarsi o dichiararsi comunisti? Forse è l’ammissione dell’esistenza di due sinistre, una orgogliosamente comunista, e una più generica senza un vincolo di idee, ideali e ideologie? Forse la seconda potrà avere più numeri proprio perchè unirà tutti quelli che sono di sinistra ma che non starebbero mai in un partito comunista, perchè lo ritengono una cosa vecchia e superata legata a dittature come l’URSS. Ma la sinistra orgogliosamente comunista conserva gli strumenti di analisi della società e soprattutto non cambierà il proprio nome solo per avere più consensi. Certa sinistra oggi subordina la giustezza dell’analisi alla ricerca del consenso. Anche la mia segretaria di sezione motivando il voto alla vostra mozione, dichiarò che il nostro partito è inutile se fa un’analisi giusta ma poi non ha le forze per farla valere, da qui la necessità di fare un Partito della Sinistra. Ma la mia segretaria dichiarò che Sd aveva valore nulla, che erano generali senza esercito e che i temi del lavoro e della prospettiva anticapitalista potevano essere temi di divisione e non di unione della sinistra, e quindi bisognava unirsi sui temi della laicità e dell’ambiente. Io non sono contrario all’unità della sinistra, sono contrario a chi in nome dell’unità a sinistra genera divisioni, lacerazioni e pretende “abiure” da altri. E la sinistra che vi accingete a fare non somiglierà tanto alla Die Linke, ma all’Izquierda Unida. La Die Linke metteva insieme anime della sinistra che avevano superato l’ideale del comunismo, infatti in Germania esiste il KPD, l’Izquierda Unida mette insieme l’equivalente spagnolo di ciò che vi accingete a mettere insieme voi, con tutti i rischi connessi. Io vi augurò che non sia cosi, e che un giorno non lontano ci troveremo assieme per discutere di battaglie comuni da portare avanti assieme, nel rispetto delle idee di ciascuno.
Io mi chiedo: perchè siete ancora nel partito? Non lavorate per rafforzarlo, alle europee farete una vostra lista con altri, tanto vale uscire (o almeno io farei cosi). E poi: perchè tutta questa gara per abbandonare i riferimenti al comunismo? Perchè piuttosto non ci impegnamo tutti per far capire che il comunismo è altro da come ce lo descrive il nano?
2 Dicembre, 2008 at 16:42
P.S. perchè almeno non dite perchè la Sinistra che vi accingete a costruire non può contenere riferimenti politici al comunismo, inteso come il marxismo-leninismo e la sua variante italiana?
2 Dicembre, 2008 at 18:07
Vi posto alcune citazioni da scritti letti sul sito di SD.
“…Il livello nazionale ha le stesse competenze dello Stato; rappresenta il
partito a livello europeo nel PSE o comunque a livello europeo e negli altri
organismi internazionali;…” link: http://www.sinistra-democratica.it/la-sinistra-deve-organizzare-la-partecipazione
Un compagno commenta: “Tutto giusto e condivisibile. Siamo però allo stesso punto in cui è arrivata La Sinistra-L’Arcobaleno. Sinistra Democratica vuole la sua costituente. Purchè rimanga nell’orbita del Pse. Anche i Socialisti vogliono rimanere nel Pse. Però vogliono tenersi stretto il loro nuovo partito liberalsocialista. Moderato, autonomo e distante dalla sinistra che loro definiscono massimalista. Rifondazione ha il suo partito. Riconfermato dal recente congresso. Comunista. Ed ha tutta l’intenzione non solo di restare fuori dal Pse ma di opporvisi. Anche Il Pdci ha confermato il suo con un recente congresso. Vorrebbe sì un nuovo partito. Purchè rigorosamente comunista, frutto di un’altra costituente. Magari con Rc e con la sua diaspora. I Verdi hanno riconfermato con un congresso il loron partito. Rigorosamente ambientalista e collocato nell’ambientalismo europeo organizzato. Come se ne esce? Con un ennesimo Partito di Sinistra in competizione con tutti gli altri partitini? C’è qualcuno o qualcosa in grado di costringere tutti attorno a un tavolo costituente per rinunciare al proprio orticello? La sonora batosta elettorale non è stata sufficiente. Forse un Messia,…..sono un agnostico disposto a credere in un miracolo…” link: http://www.sinistra-democratica.it/mussi-cara-rifondazione-ora-di-fare-un-altro-partito
Occhetto dichiara:”Una cosa è certa: la sinistra arcobaleno non è riuscita a rappresentare tale esigenza. In verità, non ci ha nemmeno provato.
Sono venuti meno alcuni presupposti – una cultura di governo e l’accettazione dell’orizzonte ideale del socialismo europeo – che potevano rendere credibile quel tentativo…”
e poi ancora “… Per debellare il male oscuro che ha paralizzato le diverse coalizioni di centrosinistra occorrerebbe superare alla radice l’idea nefasta delle due sinistre, una di governo e l’altra di opposizione.
I due capisaldi – cultura di governo e identità socialista – chiamano in causa una sinistra che sappia superare la divisione tra riformisti e sinistra radicale, che sia ferma nei principi, ma di governo…” link:http://www.ilcantiere.org/index.php?option=com_content&task=view&id=827&Itemid=70
Cosa mi dite??
2 Dicembre, 2008 at 19:26
Non voglio prendere un lunghissimo ragionamento, era ovvio che l’orgoglio comunista è riferito al segretario che così liquidava la manifestazioone del 11 ottobre. Ma appunto io mi sento comunista credimi, ma è “la massa critica” che oramai non ci riconosce più, lo vogliamo capire questo, vogliamo provare a nobilitare la parola POLITICA i comunisti servono se cambiano le cose altrimenti servono solo pure loro per ceto politico.
2 Dicembre, 2008 at 21:44
Alessio non fare il furbo una cosa è aprire un processo per arrivare all’unità dei comunisti. Altra cosa è dire il tempo è adesso (per il partitino della sinistra)come tu dici. Insisto adesso significa adesso. Solo chi crede alla befana può credere a questa sciocchezza.
E’ gia diverse volte che citi Frosetti e i compagni di Pistoia.
Ti ricordo che questi da te tanto disprezzati alle ultime elezioni hanno ottenuto il 10% (a quanto pare il popolo pistoiese ha una opinione diversa dalla tua).
Comunque dato che voi della frazionistica lista civica pensate di essere migliori io mi aspetto che prenderete almeno il doppio, sic!
2 Dicembre, 2008 at 22:07
Vorrei sapere perchè il mio ultimo commento ancora in attesa di moderazione
2 Dicembre, 2008 at 22:12
E poi una cosa: nella linea politica attuale, cosa impedisce a tutti le sezioni che contribuiscono ad esperienze unitarie a sinistra a livello locale di continuarle???? Da come parlate, sembra che il Forum della Sinistra del mio comune debba o sciogliersi o partecipare alla fondazione del Partito della Sinistra. Sembra che la linea attuale implichi una completa chiusura del partito, che non era sancita da alcun documento congressuale. Ma a forza di semplificare il dibattito è sembrata una battaglia fra Identitari Comunisti e Unitari a Sinistra. Se invece tutti avessero attentamente letto il Documento Politico, non avrebbero trovato una sola affermazione che indicava una chiusura del partito. Anzi questa è indicata dal documento come un pericolo. E come ho gia detto Le Case e i Forum della Sinistra non saranno obbligati a chiudere perchè la nostra linea dice cosi. Chi dice questo mente spudoratamente e sapendo di mentire.
2 Dicembre, 2008 at 22:16
E poi, perchè piuttosto che liberarci dei bagagli del comunismo, non ci impegnamo in una battaglia delle idee per far capire che il comunismo è altro da come ce lo descrive il Nano, perchè non ci impegnamo a sviluppare l’eredita teorica di 160 anni di movimento comunista, a capire quali categorie oggi sono individuabili come Proletariato, nel senso marxiano del termine, quali le caratteristiche del capitalismo moderno??? Oggi purtroppo vedo che veramente in pochi si preoccupano dello sviluppo della teoria per adattarla, forse non ne capiscono l’importanza come guida per l’azione.
3 Dicembre, 2008 at 10:02
CHi non crede più nel PdCI può andaresene da subito etrovare altrove la propria collocazione
3 Dicembre, 2008 at 10:44
Caro Bacciardi, forse non sai che il partito ha preso il 10% perchè abbiamo avuto “fortuna” il simbolo era posto accanto al nome del Sindaco e pure i sassi sanno quanti voti in più porti, nelle precedenti elezioni comunali i socialisti presero oltre 8% grazie a questa “fortuna” e poi la controprova è stato che nel medesimo giorno nelle elzioni alle circoscrizioni dove abbiamo preso neppure il 3% CHIARO?
Poi vedremo tra poco si vota per le provinciali vediamo quanto prende il PdCI. Via non fare il furbo te il “tempo adesso” è uno slogan! concordo con la Bandoli il processo invece mi spiace per te sarà lungo eheheh è solo che le elezioni sono un problema per la sua costruzione.
3 Dicembre, 2008 at 10:45
Bacciardi eri meno acido quando ti ascoltavo con il compagno Cazzaniga…
3 Dicembre, 2008 at 11:03
Forza,continuiamo con questa lotta fratricida tra moribondi.
Mi chiedo e vi chiedo:ma questa Sinistra ancora serve?
Può essere una domanda provocatoria ma, analizzando i fatti di questi ultimi anni, è lecito domandarselo.
Vedete come una semplice domanda può aprire un dibattito.Questa domanda non voglio estenderla alle varie realtà mondiali,ma limitarla al nostro continente.Ci siamo mai chiesti il perchè da anni sull’Europa soffia un vento gelido di destra?E’ stata la destra ad essere più convincente della Sinistra,o invece,è stata la Sinistra che ha perso quella forza propulsiva in mezzo alla società lasciando che l’egemonia culturale fosse gestita dalla destra iniettando nelle coscienze il salvifico mercatismo-consumismo voluttuario?Leggo da giorni, che,il mercato anarcoide,è arrivato quasi alla sua fine.Invece,se permettete,chi è arrivata quasi alla fine è la classe lavoratrice sottoposta ad un bombardamento di perdita di posti di lavoro.Ieri sera,parlando con dei compagni,riferivo della scena degli operai della IVECO messi in Cig a 740 €/mese.I loro volti erano segnati dalla rassegnazione,vuoti,quasi in segno di resa.
Da quanto tempo è che la classe operaia e non solo,non si fa più sentire?Perchè?Non sarà per caso che sia il sindacato che la Sinistra preferiscano le comode poltrone televisive anzichè stare in mezzo a loro con sole,pioggia e vento?Da tutto questo,non è lecito domandarsi se questa Sinistra serve?
3 Dicembre, 2008 at 13:50
A FIDENZA LA SINISTRA C’E’
Vieni ad incontrarla
VENERDI 5 DICEMBRE 2008
ORE 21
RIDOTTO DEL TEATRO MAGNANI
FIDENZA (PR)
http://www.sinistraperfidenza.it
3 Dicembre, 2008 at 14:05
PISTOIA; VERSO LA COSTITUENTE DELLA SINISTRA.
=============================================
Discussione verso la Costituente della Sinistra.
Contro la frammentazione,
per riunificare la Sinistra,
per renderle voce, ruolo e progetto.
GIOVEDI’ 4 DICEMBRE 2008
========================
ore 21.00
Salone del Circolo Garibaldi
Corso Gramsci 52
PISTOIA
=======
Assemblea pubblica con:
GIULIANA SGRENA
===============
FULVIA BANDOLI
===============
a nome delle 82 personalità che hanno sottoscritto
l’Appello per costituire l’ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA “.
Durante l’assemblea saranno raccolti fondi a sostegno del
quotidiano IL MANIFESTO, che rischia di morire per i tagli
di Berlusconi all’editoria.
Organizza:
L’Associazione ” Per la Sinistra ”
della Provincia di Pistoia,
sede presso il Circolo ARCI
” L. Bugiani ” - Via Erbosa 12-
Pistoia
3 Dicembre, 2008 at 14:15
PER LA SINISTRA
°°°°°°°°°°°°°°°
DOMENICA 7 DICEMBRE 2008
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
ORE 9,30
CENTRO CULTURALE CANDIANI
MESTRE (VE)
°°°°°°°°°°°
MONI OVADIA
°°°°°°°°°°°
PRESENTA
L’ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA “.
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Incontro dei curiosi - delusi -
speranzosi- militanti - attivisti -
iscritti della SINISTRA.
Organizza:
Comitato Promotore veneziano
Associazione ” Per la Sinistra “.
4 Dicembre, 2008 at 06:51
Caro Alessio a quei tempi con Cazzaniga a Pistoia ci incontravamo tra comunisti. Questa è la ragione della meno mia presunta acidità. Permettimi però di farti notare che quando parli dei comunisti di Pistoia tu non sei da meno. Prova a riflettere e trattare di questioni politiche anzichè continuamente imprecare contro i comunisti e i loro dirigenti. Vedrai che anche le mie argomentazioni scorreranno come l’olio vergine Carapelli.
4 Dicembre, 2008 at 10:48
Ho provato a spiegare le ragioni della necessità di una sinistra più ampia dei soli comunisti e non ripeterò qui le argomentazioni caro Giovanni Bacciardi, non chiedo a nessuno (neppure a me stesso che continuo a ritenermi comunista)di cancellare, negare questa grande famiglia della sinistra, ma la storia insegna purtroppo che devi tener conto della realtà e questa ci dice che non siamo capaci almeno in questa parte del mondo di incidere la crisi è reale vera, ti chiedo quanto siamo presenti tra i lavoratori che per i comunisti sono ABC della politica? quanto la nostra idea del mondo è convincente? e quante persone si sono allontanate anche qui a Pistoia da questi dirigenti, così fammelo dire poco comunisti! se rileggi le cronache dei bolscevichi vedrai quanta attenzione era posta nel combattare fenomeni degenerativi, burocratici e persino lo stalinismo adesso sappiamo bene quanti dirigenti bolscevichi fece fuori. Detto questo penso che se si ripresenta la possibilità della trasformazione capitalistica sarò ben felice di portare un contributo, ma ora lo vedi che siamo inutili come comunisti? non esistiamo.. ecco perchè solo per questo e non mi pare poco credimi… poi so benissimo che ci sono limiti di analisi tra la sinistra in generale , ma questo è normale.
5 Dicembre, 2008 at 04:33
Caro Alessio tu domandi quanto siamo presenti fra i lavoratori. Poco. C’è però chi ci prova ad essere presenti e chi solo li mensiona. Vorrei che tu commentassi cosa sta succedendo a Firenze. Mi spiego. Dopo tanti dubbi, riflessioni, differenti posizioni, oggi il PdCI ha deciso di uscire dalla giunta e dalla maggioranza del comune di Firenze. Ciò è avvenuto quando ormai è risultato più che evidente che quella amministrazione privilegiava gli interessi speculativi e finanziari dei gruppi dominanti contro l’interesse pubblico e di chi lavora e vive a Firenze (spero che anche se abiti a Pistoia ti arrivino le notizie su Firenze) . Ebbene mentre il Pdci esce, i transfughi di Rifondazione e del Pdci aggiungendosi a quelli di SD (denominatisi sinistra) hanno costruito una bella stampella al Pd, stanno nella maggioranza e buonanotte al secchio. Credi che questo sia un bel modo per ricercare un rapporto con i lavoratori o piuttosto un modo per cercar di sistemare un pò di piccolo ceto?
A te l’ardua sentenza
PS. Dei bolscevici ne riparleremo un’altra volta.
5 Dicembre, 2008 at 09:29
Bacciardi:
e così avete trovato il modo di isolarvi politicamente anche a Firenze. bravi, andate avanti così. Qui non si tratta di fare da stampella a nessuno. Credi che i lavoratori stiano meglio adesso? Che vantaggi sul piano sociale, economico e morale ne traggono da questa uscita?
6 Dicembre, 2008 at 19:58
Caro Alessio sono ancora in attesa della tua sentenza.
6 Dicembre, 2008 at 22:32
Sai caro bacciardi mi viene facile risponderti, basta vedere in tante altre situazioni cosa succede con RC e PdCI che stanno dentro un alleanza con il PD davvero inguardabile voi esempi? Penati alla provincia di Milano, Abruzzo che dopo la bufera giudiziara di nuovo tutti assieme alè in una nuova alleanza, Pistoia dove si tiene ben stretto l’allenza con il PD e dove pure qui “l’urbanistica contrattata” non è poca roba aree pepp e pip Bottegone e Piestro dove addirittura si concede al posto di un area artigianale appartamenti! e Pistoia non è molto lontana da Firenze Giovanni…
P.S. Mi pare poter dire poi nella vicenda fiorentina che può essere che i compagni valutino male ma in quel caso è uno sbaglio non ho problemi ad ammetterlo, ma tu ci riesci a scriverlo che pure i tuoi sbagliano oppune no?
6 Dicembre, 2008 at 23:09
Ovviamente per Penati vale per Rc…giovanni