Unire la sinistra: quale il suo futuro
Riceviamo e pubblichiamo
di Spartaco Innocenzi
Siamo tutti indaffarati a correre presso al capezzale della Sinistra o delle Sinistre per farla/e rianimare ormai da tempo prive di sensi. Già è un’impresa titanica rianimarla una, immaginiamo due. Ma la cosa sconcertante è che, dopo rianimate, non ne vogliono sapere di camminare insieme, dimentichi della loro odissea nonché malattia quasi incurabile: divisione acuta.
Ma poniamo il caso che vengano prese da un attacco di straordinaria follia e decidessero di unirsi, quale futuro aspetta loro?
Con molta sincerità, a meno di cataclismi politici, il risultato conseguito nel 2006 sarà molto difficile ripeterlo: diciamo che sarebbe miracoloso ottenerne la metà, 5-6% raddoppiando il consenso (per modo di dire) delle elezioni trascorse. Dai vari commenti di questi giorni tutti incentrati sull’evoluzione del dibattito a Sinistra, molte voci all’interno del PD (la maggior parte di provenienza ex Margherita) affermano con tono perentorio che con questa Sinistra è pura illusione fare accordi spingendo sull’acceleratore verso l’UDC. Del resto, dopo la vittoria alle provinciali di Trento, Rutelli, alias “pane e cicoria”, ha ribadito con forza le maggioranze di nuovo conio. Dal versante ex DS, sono al limite propensi di interloquire con una Sinistra moderata (molto moderata, aggiungo io). Sappiamo molto bene che la forza della destra deriva essenzialmente dalla presenza di Berlusconi padre padrone, dispensatore di favori e nomine. Nel momento che verrà a mancare (politicamente) -e credo che questo sia l’ultimo suo mandato- il popolo berlusconiano (ovviamente non tutto) dove andrà a parare se non in un partito moderato? E qual’è il partito moderato per eccellenza se non l’UDC? Ecco il teorema ventilato da tempo: eliminare le ali sia di destra che di Sinistra. A questo punto, il famoso sole dell’avvenire non farà neanche “capoc cella”. A meno che una parte della Sinistra strada facendo non venga folgorata sulla via del…PD. Sarà politica da fantascienza? Personalmente la vedo così: a voi la parola.










13 Novembre, 2008 at 00:20
Si, la vedo esattamente come te, caro Spartaco. Però aggiungo che il problema è che ora Vendola, dopo aver lanciato il sasso nello stagno, sta tentennando, sta proponendo di rifare l’Arcobaleno, cosa che sarebbe suicida. Allora mi chiedo che ne è stato del progetto di fare un partito nuovo, largo, plurale ecc…? Se ci presentiamo come ad Aprile altro che 3%, quello sarà un sogno, un lunghissimo sogno. Per di più vedo che Rifondazione sta morendo, non certo (o non tanto) per colpa della sua maggioranza, ma proprio perché vedo una pulsione suicida in tutta la sua classe dirigente: Vendola, perso il congresso, vede smorzare la sua spinta espansionistica all’interno del PRC (perché alcuni sostenitori li perdi se non vinci la battaglia congressuale), ponendovi in parte rimedio con le iniziative e con l’”istituzionalizzazione” della sua area, contando su una redazione, quella di Liberazione, che lo pubblicizza a tutto spiano, così come acuni esponenti del PD che cercano sponda con tutta la sinistra. Tuttavia non ha fatto i conti con SD, da sempre per la creazione di un partito unico, e con molti nella sua area, che sarebbero disposti ad una scissione che lui non vuole (ed è per questo che adesso sta ripiegando sul ritorno dell’Arcobaleno), per non apparire uno scissionista, aspettando un risultato insignificante alle europee per procedere, asserendo che il partito s’è svuotato, che è morto, per poter dire “ve l’avevo detto…” e procedere, quando loro stanno facendo poco e niente per rilanciare il PRC (anche in vista di future separazioni, sennò con quale elettorato hai consenso per il nuovo partito?), del resto i Vendoliani sembrano già lavorare per un’altro partito, e parlando con compagni più vecchi, alcuni storici, do loro ragione: la rovina di Rifondazione è da ascrivere a tutta la sua classe dirigente, maggioranza e minoranza, elette da una base che ci crede per davvero, ma le cui corse egoistiche verso potere o ricchezza hanno portato un partito che nel ‘96 ha sfiorato il 10%, una bellissima speranza, ad una vera miseria. Sono profondamente nauseato.
PS: Per eventuali errori nella scrittura, mi scuso ma sono stanchissimo
13 Novembre, 2008 at 14:07
Le 15 tesi di Bertinotti pubblicate oggi chiariscono bene secondo me i problemi in campo, se dico se la sinistra tutta non si unirà partendo ovviamente dalla trasformazione della società( come riafferma Bertinotti) non esiste futuro per nessuno (pRC, PdCI, Verdi , ecc.)ma non esistono fughe in avanti altrimenti il massimo sarà il riproporre un ulteriore partito nella sinistra. O tutti assieme oppure è una scelta pure quella, moriremo tutti a sinistra di stenti.
13 Novembre, 2008 at 16:07
Alessio, perché non cominciamo a prevedere, terminate le europee e con un risultato buono per la sinistra, un coordinamento comune al parlamento europeo (potremmo anche “utilizzare” la Sinistra Europea)? Sarebbe già un bel passo, seppur piccolo, perché è un po’ difficile fare qualcosa tutti insieme, ognuno ha le sue analisi e le sue soluzioni ai problemi, un diverso modo di intendere la politica e un diverso punto di riferimento politico, non confondiamo l’esigenza (sacrosanta) della gente di non aver troppi partiti a sinistra (per giunta utile) con l’unità a sinistra, intesa come creazione di un partito generico, con nuovismi e occhettismi posticipati. Perché non è male l’idea di riunire i comunisti (tanto PRC e PDCI non hanno acquisito una certa “omogeneità”?), però bisogna vedere con chi e come, con quali comportamenti, essere comunisti e di sinistra. Me ne rendo conto dal fatto che sto notando che il progetto della mozione 1 sta rischiando di diventare un’aggregazione di comunisti “folkloristici”, non quelli che il PCI ci ha fatto conoscere.
13 Novembre, 2008 at 16:29
Compagni , penso che ancora una volta , se serviva, siamo di fronte alla politica di un passo avanti e due indietro che TANTI DANNI ha procurato alla SINISTRA .
Mi riferisco senza scagliare alcun ‘anatema’ alle posizioni vendoliane e alle tesi odierene di Bertinoti : francamente si può correggere il ‘tiro’ nelle posizioni politiche ma , almeno a me, è incomprensibile non seguire la rotta che si è scelto.
Si rileva ( vedi il manifesto) che i ‘vendoliani’ , mi si scusi lo schematismo, vogliono , in primis, evitare di essere indicati come SCISSIONISTI , anatema ‘gravissimo’ secondo lo stampo dell’ortodossia.
Ora , modestamente, credo che sia GRAVISSIMO , e i FATTI politici di quest’ultimo anno e mezzo sono li a dimostrarlo ( risultati elettorali e ALTRO ), continuare a rinviare le scelte dimostrando , palesemente , l’INCAPACITA’ di prendere DECISIONI non solo quando si è al Governo del Paese ma anche quando si tratta di decidere le linee strategiche su cui fondare la propria azione politica .
GRAVISSIMO è, e scusate se ‘mischio’ un dato odierno alla questioni delle scelte , il fatto che nulla si sia detto oggi , a SINISTRA, sullo scandalo del finanziamento pubblico che i partiti , presenti o non in Parlamento, riceveranno SOLDONI PUBBLICI ( dei lavoratori che pagano il 90% delle tasse) anche per i tre anni mancati della precedente legislatura .
Sono consapevole cheil ‘rifiuto’ di tali soldi colpirebbe DURAMENTE sopratutto noi TUTTI che siamo fuori dal Parlamento : ma come facciamo a parlare di una nuova moralità politica se poi rimaniamo nello ’sguazzo’ della casta ?
Ho ripreso questo tema quotidiano per sottolineare con forza la volontà POLITICA che rispetto alle ‘titubanze’ nazionali viene espressa dai territori in cui tutte le iniziative per la costituente della SINISTRA hanno a FONDAMENTO la COSTRUZIONE di un nuovo soggetto politico nella forma che il confronto delle idee e il lavoro politico QUOTIDIANO determineranno.
Compagni, è veramente il tempo che ‘ la campagna accerchi la citta’ , che smuova questi ‘culi di pietra’, che faccia presente che le ‘ compatibilità’ non sono le alleanze elettoralistiche e le ‘problematiche’ delle ’simbologie’ bensi il LAVORO POLITICO per la costruzione di una unità tra e per i lavoratori a fronte del durissimo attacco alle loro condizioni sociali ed economiche .
13 Novembre, 2008 at 19:20
Prima mi riferivo ad alcune zone, in cui rischia di prendere pieghe diverse il progetto della mozione di maggioranza, ma non a un dato nazionale.
13 Novembre, 2008 at 20:04
Premessa: ho 16 anni, sono una nuovissima leva.
Nella sezione dove sono iscritto, al congresso la maggioranza ha votato per la Mozione 2, Belillo-Robotti-Guidoni. Io ero in disaccordo, mi è stato permesso di dirlo, ma non potevo votare, ero solo simpatizzante. Ora qui nel mio territorio non si sta facendo assolutamente nulla per rilanciare il partito. Alla mia Segretaria non va giu la linea politica stabilita dal congresso, ed è profondamente pessimista. Tutto ciò ha ovvie ricadute sull’azione politica, oltre al fatto che siamo veramente pochi iscritti. Il tutto per me non va proprio bene. Credo che il fatto che siamo in pochi, le dia un motivo valido per non digerire la linea politica nazionale. Qua abbiamo costruito il Forum della Sinistra, il nostro gruppo consiliare si chiama PdCI per la Sinistra Arcobaleno (ho chiesto di cambiarlo, perchè la Sinistra Arcobaleno non esiste più), ed è molto più facile raggiungere le persone come Forum della Sinistra, che come PdCI. Per agire nella mia scuola, per fare qualche nuova leva, mi ha consigliato di partire col cercare ragazzi che la pensano come me, e costruire un Gruppo Studentesco apolitico e apartitico allo scopo di saggiare il terreno. Se però vogliamo anche avere qualche altro iscritto alla FGCI, per il momento sono l’unico, prima o poi bisognerà far conoscere il partito. Il problema sta qui: come si fa a presentare il partito, tanto più ai giovani, che o non gliene frega nulla, o non ne vogliono sentir parlare. Se avete lumi su questo consigliatemi, grazie.
P.S. io sono col Documento del CC, ed ho ottimi motivi e argomenti, non sono un pecorone che va a slogan, come qualcuno qui pensa dei sostenitori del Documento 1. Rispetto la vostra opinione.
13 Novembre, 2008 at 20:05
le 15 tesi per la sinistra di Bertinotti hanno un unico limite di fondo: non si pongono il tema della politica delle alleanze e non chiariscono se il nuovo soggetto ha ambizione di governo o meno (…anzi mi ha preoccupato che neghi in maniera totale la possibilità di ricostruire una coalizione di centro-sinistra). Visto che un governo di sinistra propriamente detto allo stato attuale è impossibile, e visto che ci troviamo di fronte ad un governo che più reazionario non si può, non si può fare ancora il regalo, immeritato tra l’altro, al Pd attuale, dell’egemonia a sinistra. Bisogna dimostrare che c’è un’altra cultura di governo, un’altra opzione di governo, per il popolo della sinistra.
Ciò che disegna Bertinotti - pur se molto, molto stimolante e ben costruita e in molti punti condivisibile - è una versione riaggiornata di un partito di sinistra strutturalmente d’opposizione. Almeno così ho inteso io.
13 Novembre, 2008 at 22:49
Non ho letto le tesi di Bertinotti, ma non sarà mica il solito Bertinotti che ha guidato e portato la sinistra in questo stato?
Non sarebbe, meglio che riflettesse in silenzio sugli sbagli che ha fatto? Non ne ha indovinata una, per cui senza leggere le sue tesi io sono contrario. Va a finire che ci ritroveremo Bertinotti in parlamento Europeo e la sinistra in brache di tela. I processi a Sinistra sono due, per scelta di Rifondazione, uno il rilancio di Rifondazione l’altro è il progetto della Sinistra Unita ognuno di noi deve scegliere, continuare a modificare questo stato di cose in questa fase è una idea suicida, vorrebbe dire rifare il congresso di RC. Bertinotti dopo 6 mesi soffre di crisi di astinenza…non ha capito che la sua astinenza più lunga sarà,meglio sarà per la sinistra. Ovviamente parere personale
13 Novembre, 2008 at 23:41
Compagno ross.rob. legittime le tue idee su Bertinoti ma altrettanto legittimo il suo DIRITTO ad esprimere le sue INDIPENDENTEMENTE dagli sbagli, dal tempo trascorso ect.
Dobbiamo smetterla , in specie a SINISTRA, di imporre divieti o altre forme di proibizione all’espressione di idee , proposte, analisi ect: sono modalità , ripeto per l’ennesima volta, ’staliniste’ che devono essere SEPPELLITE DEFINITIVAMENTE ,sono la dimostrazione di una INTOLLERANZA insopportabile !!!
Condivido che debba essere fatta la SCELTA tra la linea ‘identitaria’ e quella della SINISTRA UNITA : sono due linee ‘alternative’ nei contenuti politici , due ‘progetti’ diversi.
Poi in politica non si ‘indovina’ ma si verifica nella realtà concreta la prassi politica e da questa si traggono gli insegnamenti per correggere , cambiare linea politica.
Quando si abbandona questo ‘metodo’ e ci si rinchiude nelle ’segrete stanze’ ad elaborare organigrammi e compatibilità correntizie allora i RISULTATI sono quelli dell’aprile scorso .
E’ il momento della scelta e come è stato detto recentemente il ‘tempo ,in politica, non è una variabile indipendente ‘.
14 Novembre, 2008 at 01:12
Nutro grande simpatia ed esprimo la mia solidarietà nei confronti di quei compagni sottoposti perennemente a un insopportabile sballottamento generato da un ceto politico cosiddetto sinistrorso.
14 Novembre, 2008 at 12:49
…prima ci riprendiamo Occhetto, eh sì, ormai sono passati tanti anni da quando il buon Achille, a capo di una classe dirigente “comunista” mandò a gambe all’aria 60 anni di conquiste dei comunisti italiani.
Adesso rimettiamo in auge Bertinotti, che di Occhetto ha tentato di continuare l’opera… e teorizza, teorizza… prima ha fatto saltare Prodi, ha distrutto Rifondazione, ha condotto POCHI MESI FA una campagna elettorale autolesionista con l’Arcobaleno e adesso ci indica la via con 15 tesi,che sarebbe meglio definire 15 paragrafi, di mezze teorie fumose e luoghi comuni. Ma per piacere!
14 Novembre, 2008 at 13:05
o mi chiedo se credete veramente che sia tutta colpa di Bertinotti, pinco pallo, o Occhetto della disfatta totale della sinistra. Su, su… cerchiamo di andare un po’ più a fondo che le motivazioni sono molto più profonde, gravi e collettive. Ad esempio una certa pigrizia intellettuale, di cui in passato siamo stati un po’ tutti affetti, nel limitarci a ‘delegare’ potere, invece che costruire una comunità VERA in cui la discussione fosse non ipocrita, aperta e costruttiva.
Io, pur non avendo condiviso il Bertinotti del 98, vedo oggi un Bertinotti decisamente diverso, almeno più interrogativo del passato e in qualche modo cosciente - anche se non lo ammetterà mai - di quell’errore storico che ha impedito a Rifondazione, quando eravamo tutti insieme - di diventare finalmente un partito di massa del 15% con una cultura di governo.
A me oggi non interessa la polemica con tizio o con caio, magari per delegare ‘passivamente’ ad un altro burocrate (e ce ne sono tanti il lista d’attesa) che poi mai e poi mai lavorerà a costruire qualcosa di più grande oltre la pura nicchia di testimonianza.
Credo che oggi come oggi servano momenti di riflessione collettiva, diciamo un tam-tam autoorganizzato per costruire DAL BASSO l’unità della sinistra. E se Bertinotti scrive 15 tesi me le leggo, ma poi la discussione vera si fa democraticamente, collettivamente.
Credo che il tempo delle vecchie pallosissime discussioni su Occhetto qui Occhetto là, Bertinotti su e Bertinotti giù, Diliberia si Diliberia No, Ferrero qua e Ferrero là, Vendola ora Vendola dopo, rimangono pura discussione da bar piuttosto che un dibattito vero sul ‘chi, come, cosa’ deve essere la sinistra unita che verrà.
14 Novembre, 2008 at 14:31
Compagno giacomo l., qui nessuno si ‘riprende’ nessuno , tu puoi fare le tue critiche ma bisogna SMETTERLA di lanciare solo accuse. Se hai delle IDEE sul da farsi : esprimele !!!
Al riguardo di Occhetto direi , che dopo quasi 20 ANNI !!!
l’analisi sui FATTI potrebbe essere più ’serena’ , cioè sui contenuti politici rilevando che la “crisi” del PCI era già in corso da tempo e l’attendismo degli ‘eventi sovietici’ , che erano già scritti, andava sempre più acuendo. .
Dopo la fine della ’spinta propulsiva’ ( Berlinguer) non si era dato corso ad una nuova Yalta ,nel senso togliattiano di ‘ancoraggio’ della politica del partito all’evolversi della situazione politica nazionale e quindi ai mutamenti di linea che essa richiedeva e che la nuova fase storica che si apriva con la “caduta” del ’socialismo reale’
imponeva .
Penso che uno fra i tanti “insegnamenti” che possiamo trarre dal DISASTRO è che una forma organizzativa a sinistra dovrà ‘liberarsi’ dal mito del ‘capo’ e/o del ‘politburo’ che detiene ‘ perennemente’ il ‘verbo giusto’ , la LINEA, e la gestisce con il fantoccio del CENTRALISMO DEMOCRATICO .
Il costituendo soggetto politico dovra imperniarsi sul confronto serrato delle IDEE , sulla verifica nel FARE delle analisi e strategia politica , su gruppi dirigenti il cui mandato sarà revocabile a tutti i livelli senza attendere , come in passato ,l’OFFERTA delle DIMISSIONI del ‘capo’ .
Una ’struttura’ molto più ORIZZONTALE che VERTICALE .
Ora non è più tempo di NOSTALGIE : occorre FARE politica!!!
14 Novembre, 2008 at 16:27
Caro Eros, penso che con l’affermazione “mito del capo” offendi tanti compagni, che nei capi ci credono, ma non sono pecoroni che vanno dietro al più forte. Il sottoscritto sostiene la linea della maggioranza del partito, ma non ha alcun mito del capo.
Sul da farsi io sono perchè l’unità dei comunisti (in un partito) non sia contrapposta all’unità della sinistra. Da quando è nato il PdCI predica l’unità della sinistra, come confederazione però, ed ha sempre sottolineato che il partito non si scioglieva. Io sono per questa linea: unità dei comunisti in un solo partito (da farsi subito) e unità della sinistra in confederazione (per la quale ci vorrà molto più tempo). Questa linea non mi pare escluda nessuno e mi sembra una proposta ragionevole, sulla quale lavorare e impostare un cessate il fuoco interno. Per me dopo il disastro dell’Arcobaleno, dovremmo rallentare il processo unitario, invece di partire subito con l’idea di un partito unico. Un processo unitario che sia serio, ha bisogno di molto tempo, tempo per riflettere, per confrontarsi, per conoscersi e per chiarire ogni eventuale problema prima di iniziare il percorso. La linea del partito unico della sinistra non è mai stata la linea del PdCI, come la vedo io. Un partito unico sarà una sorta di PD più a sinistra, in cui non riusciremo a metterci d’accordo perchè abbiamo 3 culture politihe diverse, che hanno tanto di comune, ma anche tanto di diverso. La Confederazione offre più margini, come vediamo nella CGIL.
14 Novembre, 2008 at 17:03
per fare il partito unico dei comunisti, se la grammatica e soprattutto la logica hanno valore sostanziale, presuppone che i due partiti si sciolgano in un’unica formazione politica. Non riesco a capire perchè questa, per carità rispettabilissima, opzione ha dignità politica fintantochè rimane nell’alveo del proclama, mentre invece la proposta di costruzione di un’unica formazione politica che esalti la pluralità delle culture in un’unico progetto politico non ha invece la stessa dignità politica. Dove stia scritto poi che questo progetto diventi un ‘Pd più di sinistra’ è un mistero. La verità è che non si vuole sciolgere, ne unire i due partiti comunisti in un unico contenitore, ripropoinendo (senza nemmeno spiegare nel concreto il come, il quando e perchè) la ‘confederazione’. Ora: verissimo che abbiamo proposto in passato la confederazione della sinistra, ma ci siamo sempre attestati nel propagandarla questa volontà, senza dare forza e contenuto concreto a questa proposta.
Siccome la sinistra rischia di scomparire non tanto come agglomerato di partito/i ma in quanto cultura politica, io non vedo all’orizzonte altre vie che l’unità della sinistra, a patto di lavorare, ragionare e riflettere su due piani: innovazione politico-culturale e svecchiamento dei gruppi dirigenti. Fin quando rimarranno le attuali dirigenze e gli stessi schemi di cultura politica la sinistra si ridurrà a un nucleo marginale, seppur combattivo, di residualità.
postilla: la ‘maggioranza del partito’, non so tu ma io lka vedo così ogni giorno che passa in maniera sempre più evidente, mi sembra più interessata a trovare il modo per perpetuare il proprio potere sul piccolo orticello - magari variando la proposta originaria di fusione con la ‘confederazione dei comunisti - piuttosto che cimentarsi sulla costruzione di un progetto politico maturo e di largo respiro.
Secondo me lasciare tutto com’è con 4 o 5 formazioni politiche divise a sinistra del Pd non serve a nessuno, tantomeno ai lavoratori.
14 Novembre, 2008 at 17:20
Leggerò presto le “tesi” di bertinotti e relative risposte, intanto però faccio notare una cosa pratica.
In nome dell’unità della sinistra Sd e spesso la minoranza prc con la fondazione dell’associazione “Per la sinistra” nei territori con gran proliferare di iniziative e accelerazioni ai tavoli comuni sono stati gli unici artefici della rottura delle esperienze di sinistra unita che esistevano già.
Perché in tutte le esperienze locali nelle quali la “sinistra unita” si era costituita con tutti i soggetti, cioè senza il divieto d’ingresso per verdi e comunisti, dal momento in cui le minoranze sono saltate fuori dicendo “D’ora in poi la sinistra unita siamo noi” il tavolo è ovviamente saltato.
Al netto l’operazione ha prodotto meno unità, non più unità. Così come a livello nazionale è stato l’esito dell’azione poltica di Vendola, minoranza PRC e ultraminoranza PdCI.
E per carità, è legittimo, ma basta dirlo. O l’operazione è stata sbagliata, o non si voleva fare l’unità.
Se il senso di fondo è che esiste un’area in italia che vuole sancire una propria identità che si colloca in una sinistra post-ideologica e pretende il proprio autonomo partito io non ne faccio parte ma lo capisco e lo rispetto.
Quello che proprio mi fa incazzare è che si giochi sporco e la si voglia far passare come “l’unica” sinistra o peggio l’unificazione della sinistra.
14 Novembre, 2008 at 17:23
Caro Giacomo , non intendevo nè offendere nè dare del ‘pecorone’ a nessuno ma evidenziare di non fare del capo un “mito” è un buon ‘corroborante’ alla ‘vita’ di qualsiasi organizzazione politica e non.
Per il resto non concordo con la tua ‘visione’ politica e quindi per me ed altri , secondo le notizie che leggo e quello che pratico, di tempo ne è passato (sprecato)abbastanza e il momento della decisione per la COSTRUZIONE della SINISTRA UNITA non è più rinviabile .
Non si pretende di ‘omologare’ nessuno ma i pilastri su cui ‘poggiare’ la SINISTRA UNITA mi sembrano chiari : centralità ai BISOGNI COLLETTIVI , ALLE LIBERTA’CIVILI ect.
Credo che non ci sia più tempo per tutte le ‘compatibilità’ o per le confederazioni di sorta in cui ritornerebbe ad agitarsi la tentazione dell’egemonia degli attuali gruppi dirigenti di RC e PdCI .
E’ un ‘vecchio giochetto’ che a sinistra conosciamo assai bene : si tratta invece di lavorare , subito, alla costruzione di un soggetto politico che operi una discontinuità con i metodi, le non analisi o analisi assai arretrate ( come hanno dimostrato i FATTI) , la democrazia interna ,la seleione dei gruppi dirigenti che ci hanno portato al DISASTRO dell’aprile come epilogo di una LUNGA STAGIONE DI LONTANANZA POLITICA DAL ‘POPOLO’ CHE SI PENSAVA DI RAPPRESENTARE MA CHE NON SI ASCOLTAVA PIU’ DA TEMPO.
E aggiungo : non raccontiamo più la GRANDE BALLA che la CADUTA dell’aprile sia dovuta alla mancanza dei ’simboli identitari’ !!!!.
Recenti dati elettorali seppur parzialissimni nel contesto nazionale sono li a dimostrare che non c’è ’simbologia’ che tenga .
14 Novembre, 2008 at 18:55
…appunto, sono passati 20 anni dall’Occhetto di allora, il quale era già, diciamo, un politico navigato. Bertinotti pure, dopo aver affossato Rifondazione, ora si ripresenta a 70 anni per fare cosa? Il grande vecchio? Si può essere o meno seguaci di capi e capetti ma cui ci stiamo arrovellando per trovare qualcosa di nuovo spremendo teste con alle spalle esperienze lunghe, spesso variegate, tutte -o quasi- segnate da fallimenti. Ovvio che anche il PdCI e il PRC, ancor di più se faranno un Partito Comunista unico, dovranno cambiare marcia, sennò siamo finiti non solo come sinistra ma anche come comunisti.
Voglio dire: io che ho 20 anni, che ne ho 25, che ne ho 30… dei rammarichi e dei ripensamenti di Bertinotti, di Ingrao, di Occhetto -scusate- ma al fine della mia lotta politica me ne sbatto!!! Rispetto chi ha esperienza, rispetto chi è più anziano, rispetto le persone: ma non possono venire dettare l’agenda a noi. Possiamo parlare di movimento dal basso quanto vogliamo, ma la visibilità ce l’hanno questi signori e non questo ipotetico movimento che non si vede. Quanta gente frequenta o a presenziato il lancio di questa sinistra? O aspettiamo di vedere le masse organizzate il 13?
Il mio rammarico è constatare che decine di compagni, anche dirigenti, anche eletti o ex tali, pur stando ancora nel partito usano le loro risorse non per il partito ma per le loro parrocchie: vale per Unire la Sinistra, ma anche per Rizzo.
La confederazione sarebbe stata la strada meno problematica, e vedo che tutti coloro i quali si muovono per dare vita ad associazioni non fanno altro che dividere. E che dire di Fava, persona più che rispettabile, ma politicamente assurda: convocò a priori la costituente di sinistra, prima dei congressi di PdCI e PRC che sono nel bene e nel male la spina dorsale della sinistra in questo paese. Che si poteva ottenere con questi presupposti?
14 Novembre, 2008 at 20:50
Io concordo su alcune cose dette da Garibaldi, SD da febbraio pretende di dettare legge su tutta la sinistra. Lo dicono anche molti aderenti dell’area Vendola che SD dovrebbe cambiare un minimo atteggiamento. Perchè SD è un movimento che predica l’unità della sinistra, ma sulle basi che vuole lei. Molti iscritti e dirigenti di SD con perifrasi del tipo “bisogna superare le ideologie” dicono a chiare lettere che bisogna superare il comunismo, che la nuova sinistra deve collocarsi nell’alveo del Socialismo Europeo. Poi condivido anche il fatto che voi, che con l’Area Vendola e SD state costruendo un rispettabile progetto politico, non possiate definirvi la vera Sinistra. E soprattutto non si può, come qualcuno fa, usare la parola Sinistra in contrapposizione alla parola Comunismo. Chi lo fa vuol dire chiaramente che ha vergogna del suo essere comunista, e capisco anche che di questi tempi sia difficile dichiararsi a viso aperto comunista. So benissimo che è più facile presentarsi come un generico Partito della Sinistra, a cui possono aderire tutti coloro che in un modo o nell’altro vi si riconoscono, che come un Partito Comunista, con una chiara connotazione di identità, di ideali e politica. Queste ragioni erano alla base dei ragionamenti di molte persone favorevoli alla svolta di Occhetto prima, e al PD ora, cioè bisogna sacrificare l’identità, con tutto quello che ne consegue, del partito per poter essere di più, per poter aggregare più persone. Questa è una ragione più che giustificabile, ma io non la condivido (NB: non sto dicendo che questa è la vostra ragione ndr). Ora rivolgo alcune domande: quali forme organizzative avrà la Sinistra che volete costruire? A quale Gruppo Europeo aderirà: GUE/NGL o PSE? Quali saranno i personaggi che incarneranno i riferimenti politici e ideali del soggetto? Il soggetto che proponete di costruire come si pone rispetto al Capitalismo? Si propone il superamento dello stesso, oppure altro?
15 Novembre, 2008 at 00:58
Compagno Giacomo , le tue domande finali mi sembrano vogliano tendere al solito esame del DNA , permettemi : è una ’solfa’ che non porta da nessuna parte.
Se si dice che i ‘pilastri’ del costruendo soggettopolitico dovranno essere i BISOGNI COLLETTIVI , la DIFESA-ALLARGAMENTO dei DIRITTI CIVILI di TUTTI ( nativi, meticci, extracomunitari ect) , l’ecologismo strutturale e non OCCASIONALE e cosi avanti , secondo te un ‘programma ‘ per l’AGIRE POLITICO che per schematicità contenga questi punti è di DX o di SX ? è generico ? è inglobato nel modello capitalistico o ne propone il cambiamento? il cambiamento è dietro l’angolo o bisogna costruirlo se , diamine , tutti , proprio tutti ,compreso Ferrero e Diliberto, dicono che il ’senso comune’ è virato a dx , o no?
E allora, per favore, SMETTIAMOLA con gli esami preventivi e giudichiamo i FATTI , operiamo nella concretezza e poi ad ognuno il ‘libero arbitrio’.
E ancora : dietro alla lotta per i BISOGNI COLLETTIVI (lavoro, istruzione, casa, sanità, servizi pubblici e cosi avanti) cosa ci stanno: persone con ‘generici ideali’ o persone che pongono al centro dell’operare politico la LOTTA alla disuguaglianza socio-economica e quindi al suo generatore primo, il modello di società capitalista .
Ma una DIFFERENZA c’è tra i ‘generici’ e gli ‘eletti’: credo che i primi si rendano conto che il percorso da fare è lungo , che bisogna avanzare per tappe , consolidando i risultati attraverso l’innesto di una nuovo orizzonte culturale anche a SX ( critica dello sviluppismo, della ’schiavitù’ del PIL , del falso ecologismo sostenibile funzionale al capitale , della critica al consumismo come ‘fase suprema del modelloo capitalistico’ nell’attuale situazione storica ect ect).
I secondi , credo, siano votati ad un modello di ’setta’ riscontrabile , scusa, quando tu additi ai primi di voler ‘costruire’ un ‘…Partito della Sinistra cui possono aderire tutti… ‘ cioè una cosa INDIFFERENZIATA .
Ora io e altri lavoriamo per promuovere la più ampia partecipazione al confronto delle idee per la costruzione CONDIVISA di un Partito della SINISTRA che corrisponda a quanto detto sopra che, quindi, abbia solide basi ‘ideali’ presenti nel FARE POLITICO ,non solo nell’enunciazioni, ma rifugga dall’essere una ’setta’ di eletti .
15 Novembre, 2008 at 09:40
condivido totalmente quanto detto da Eros e non aggiungo altro.
15 Novembre, 2008 at 09:53
Buongiorno Compagni,
strano che il compagno alberto, nel finale, si accontenta di dire due parole e non aggiunge altro!?
Comunque, abbiamo letto con vera attenzione i commenti di tutti…………sono tutti condivisibili!
Buonagiornata Compagni.
D’Urso Devotina
15 Novembre, 2008 at 11:11
Ma appoggiare Costantini candidato alla presidenza in Abruzzo per IDV uno di quelli che più si impegnò (VOTANDO CONTRO LA COMMISSIONE INCHIESTA sul G8!), ma come il segretario Diliberto s’indigna della sentenza e non pone problemi nel sostener ein Abruzzo uno che l’affossò? si pongono preclusioni su tanti siamo andati da soli in Alto Adige in Trentino e qui in Abruzzo no?…
15 Novembre, 2008 at 15:31
A me però pare che il superamento del capitalismo non sia una caratteristica di tutte le forze che dovrebbero costruire il Partito della Sinistra. A me non pare proprio che i Verdi e SD siano per il superamento dell’attuale sistema capitalistico. E poi l’unirsi in un unico soggetto di sinistra, mi sembra, comporterà la scomparsa di ogni riferimento al marxismo e ai suoi sviluppi. Il marxismo è l’ideale di riferimento dei comunisti, ma dei soli comunisti. Non è universale e quindi resterà solo come una tendenza culturale. Ed ora che i fatti dimostrano che Marx aveva azzeccato tutto, dobbiamo gettarlo a mare. Se il marxismo sarà nel DNA politico del soggetto unico di sinistra, sarà senz’altro una buona cosa, ma dubito che sarà accettato come riferimento.
Caro EROS il mio non è un esame del DNA, ma sono le questioni che mi sono posto io e che mi hanno portato a non scegliere la vostra linea. A tutte quelle domande, ora con le fonti di cui dispongo, viene fuori che sarà un soggetto con una forma organizzativa a mezza via fra il partito e il movimento, che molto probabilmente si collocherà nel PSE, con tutto ciò che comporta. Lo schierarsi nel PSE significherà l’adesione ai principi della Socialdemocrazia e quindi l’accettazione dell’attuale modello di sviluppo, cercando solo di smussare le asperità più grandi.
Andate a consultare il sito di SD e a leggere i commenti dei vari utenti, troverete cose che forse non incarnano molto lo spirito unitario.
Inoltre non vi ho ancora chiesto come si collocherà il Partito della Sinistra rispetto a Cuba e agli eventi dell’America Latina. Non credo che il soggetto unitario si schiererà con decisione con Cuba e il Sud-America, perchè questo per molti, anche nel nostro partito, è un punto di vergogna. Appunto a me pare che qualcuno abbia votato la vostra mozione perchè si vergognava di molte cose, come il sostegno a Cuba e l’idea comunista, intesa come il marxismo (Marx, Engels, Lenin) e la sua variante italiana (Gramsci, Togliatti e Berlinguer). Qualcuno si vergognò anche del fatto che Diliberto sia andato a Mosca a commemorare il 90° della Rivoluzione e a parlare davanti a tutta la piazza, unico leader straniero invitato a parlare.
15 Novembre, 2008 at 15:34
Sulla vergogna lo scrivo, perchè dove abito io è più facile presentarsi come Associazione o Forum della Sinistra, che come Partito dei Comunisti Italiani. E qualcuno ha ammesso chiaramente che si vergognava di tutte le cose che io ho scritto sopra, e che preferiva cancellarle per poter avere più iscritti.
15 Novembre, 2008 at 16:26
Compagno Giacomo, libertà tua di INSITSTERE con altre domande ( Socilademocrazia, marxismo, CUBA -America Latina ect.ect.): cerca però di darti per primo delle risposte .
Per quanto riguarda CUBA ti consiglio , per ‘ampliare’ la tua informazione senza , ovviamente, prendere nulla per ‘oro colato’ , una visita al sito http://www.desdeCuba.com.
Sul tema della SOCIALDEMOCRAZIA mi viene spontanea una ‘provocazione’ : il livello delle tutele sociali e dei salari-stipendi è più elevato in ITALIA o in GERMANIA ?
Spero che questa domanda ’schematica’ non ti induca a dire , come fai, che siamo/ diverremo ’socialdemocratici’ ( che non ritengo un OFFESA) e quindi ’servi dei padroni’ , poi guardati il portale della Die Linke e trova posizioni politiche che stiano nel ’solco’ degli ‘eletti’ nostrani.
Trovo poi risibile il fatto che occorra fare ENUNCIAZIONI dell’uso del marxismo per essere considerati comunisti o, minus, di sinistra:come ho detto sopra non SERVONO i proclami servono i FATTI e stai pur certo che per analizzare e promuovere l’agire politico il marxismo è una fonte ma non ESCLUSIVA.
Ora un po’ di lievità : se non ho risposto ‘bene ‘ rimandami a settembre dato che a nessuno si nega un esame di riparazione recentemente reintrodotto.
15 Novembre, 2008 at 16:29
Ho trovato questa notizia su internet e ve la invio:
10/11/2008.
Benevento: Italo Palumbo aderisce all’associazione ‘Per la Sinistra’
Italo Palumbo, assessore al Comune di Benevento e segretario provinciale dei Comunisti Italiana, aderisce all’associazione politica “Per la Sinistra” promossa, tra gli altri, da Claudio Fava, Franco Giordano, Paolo Cento, Gennaro Migliore e Nichi Vendola.
“L’obiettivo è quello di lavorare a un nuovo soggetto politico della sinistra italiana attraverso un processo che deve avere concreti elementi di novità: non la sommatoria di ceti politici ma un percorso democratico, partecipativo, inclusivo – si legge nel manifesto fondativo dell’associazione -. Per operare da subito promuoviamo l’associazione politica ‘Per la Sinistra’, uno strumento leggero per tutti coloro che sono interessati a ridare voce, ruolo e progetto alla sinistra italiana, avviando adesioni larghe e plurali.
Fin da ora si formino nei territori comitati promotori provvisori, aperti a tutti coloro che sono interessati al processo costituente, con il compito di partecipare alla realizzazione, sabato 13 dicembre, di una assemblea nazionale. Punto di partenza di un processo da sottoporre a gennaio a una consultazione di massa attorno a una carta d’intenti, un nome, un simbolo, regole condivise”.
15 Novembre, 2008 at 19:18
E sulla vergogna cosa mi rispondete??
Sulla Die Linke posso dire che non corrisponde alla Sinistra che vi proponete di costruire. Prima di tutto la Die Linke si colloca come Sinistra di Alternativa e non fa il galoppino della SPD, anzi può strapparle l’elettorato più sensibile. Voi non lo so, ma Vendola e Fava implorano il PD di spostarsi a sinistra e fare delle alleanze con il nuovo soggetto. Per me questo è dare al PD il coltello dalla parte del manico, ancor più di quanto non l’abbia già. E se il PD si allea con l’UDC che faranno Vendola e Fava?? E poi a livello di composizione: la Die Linke aggrega Comunisti, Post-Comunisti e Socialdemocratici di Sinistra, quindi è una forza abbastanza omogenea.
E poi non date risposte neanche sull’arroganza di SD, che pretende di dettare legge da Febbraio in tutta la Sinistra. Quest’argomento vi ha penalizzati, per me il vostro documento doveva chiarire l’atteggiamento di Bertinotti, che aveva dichiarato “Il comunismo sarà una tendenza culturale”, doveva chiarire perchè a Sassuolo SD andava ai banchetti a strappare i manifesti elettorali, come denuncia il PdCI locale, doveva chiarire perchè i compagni della FGCI Liguria sono stati sommersi di insulti da parte degli altri e quindi hanno lasciato il Network Giovani, doveva chiarire perchè nell’Arcobaleno non si poteva fare un minimo accenno al comunismo, a Marx, ad Engles e a Lenin senza essere etichettati come retrogradi, vecchi, ideologici e obsoleti. Quella che doveva essere una Sinistra senza aggettivi si era trasformata in una sinistra che voleva negarli completamente. Molti compagni del partito sono rimasti offesi da questi atteggiamenti, non comprendevano se fosse peggio uscire sconfitti come è stato, o ottenere un buon risultato, ma essere declassati come tendenza culturale. E naturalmente si saranno chiesti:”Perchè dopo tutto questo, dobbiamo sostenere un documento che vuole una specie di Arcobaleno bis”. Queste qua erano le insicurezze non solo dei seguaci di Marco Rizzo, non solo di qualche anziano molto attaccato ai simboli, non solo di qualche “veterocomunista”, ma di molti compagni, anche giovani, che credevano e credono negli ideali comunisti e che vogliono che la sinistra da ricostruire ne tenga conto anche a livello politico, non solo a livello culturale. Quando una persona viene anche isolata in virtù del suo ideale, non può accettarne la declassazione.
Perdonatemi lo sfogo, ma queste insicurezze sono vere, non sono manie di persecuzione o nostalgie, e nel vostro documento non c’era risposta a ciò.
15 Novembre, 2008 at 19:19
Discutere con voi è stimolante ed interessante. Credo che ne usciremo tutti più ricchi
15 Novembre, 2008 at 19:19
ricchi di idee, esperienza e riflessioni
15 Novembre, 2008 at 19:49
Nessuno pretende(credo) che in nome del nuovo soggetto politico coloro che attualmente militano nel partito o in RC debbano prendere la scolorina e cancellare identità,passione,ricordi.Per troppo tempo la sinistra ha evitato accuratamente di contaminarsi e quindi inglobare realtà del mondo proveniente dai movimenti,associazioni,comitati,singole personalità,ovvero tutto quel mondo appartenente alla cosidetta democrazia partecipativa.Aver seguito i dettami di Marx,Lenin,Gramsci,Berlinguer,a mio parere, non esclude nuove aperture rivolte a quelle persone che si battono per salvare il mondo dall’emergenza inquinamento e quindi ricercare energie alternative;a coloro che si impegnano per la conquista dei diritti civili oscurati in modo invadente da oltre Tevere;ai vari comitati e assocciazioni che lottano affinchè anche in questo paese si possano conoscere due parole escluse dal comun sentire:moralità e legalità.La questione morale posta da Berlinguer,anche a sinistra,spesso si è dimenticata.A tutto questo,inoltre,c’è l’emergenza democratica e la difesa della Costituzione più volte sul procinto di cambiamento.Per fare tutto ciò,occorre riappropiarsi di quella egemonia non solo politica ma culturale attualmente sovrastata da quella berlusconiana.Ricordiamoci cari compagni, questa è l’ultima occasione per la Sinistra,in caso contrario possiamo dare il rompete le righe.
15 Novembre, 2008 at 20:23
Caro Marco tu che dici “Punto di partenza di un processo da sottoporre a gennaio a una consultazione di massa attorno a una carta d’intenti, un nome, un simbolo, regole condivise” credo che a gennaio avrai una grande delusione. La sinistra che tu immagini esiste solo per chi crede nell’esistenza della befana.
Claudio Fava, Franco Giordano, Paolo Cento, Gennaro Migliore e Nichi Vendola non sono la sinistra, essi sono solo ceto politico. Oggi, come organizzazioni politiche di sinistra presenti o possibili al di fuori dei comunisti esiste solo ceto politico e pie illusioni. Non perdere tempo. Cento rimarrà nei verdi, Vendola e altri rimarranno nel PRC, Fava rimarra fava e così via e tu rischi di rimanere col cerino in mano trasformandoti in passero solitario. Ricordati che la solitudine politica può fare brutti scherzi. Conosco alcuni che fantasticando sensa senso in proposte grandiose si sono attaccati al fiasco, altri si sono identificati con Napoleone e altri ancora sono finiti a Montecatini. Cerca di accettare la realtà per quella che è e contribuisci nella lotta e nella riflessione al processo di costruzione dell’unità dei comunisti. Non è molto ma almeno è una base di partenza concreta come ai potuto constatare alla manifestazione dell’orgoglio comunista di Roma.
15 Novembre, 2008 at 21:24
Caro Compagno Spartaco,
siamo davvero contenti che intervieni nel blog, dimostri serietà e volgarmente fatecela passare…….palle.
Non fai come alcuni che mettono il commento eppoi se ne fregano comunque vada.
Ne approfittiamo per salutare tutti i compagni e meno compagni(senza offesa), di questo interessantissimo e partecipato post all’insegna del dibattito e proprie passioni,condivise e non!
Di Francesco Vincenzo
15 Novembre, 2008 at 23:28
Il ‘nostro’ Sig.BACCIARDI fa ora la Cassandra al massimo livello scendendo ad un infimo gradino, in cui la POLITICA non c’entra per niente ma c’entra solo il solito modo ’stalinista’ di vedere i fatti non corrispondenti al proprio pensiero.
Dire che Vendola e altri sono ‘ceto politico’ richiederebbe domandargli come debbano essere definiti DILIBERTO , RIZZO e co : guardati in casa tua , dentro la tua ’setta’ e continua a fare l’unto di STALIN .
Gli interventi del nostro dimostrano a quali bassezze si può arrivare : con tali pretesi ‘comunisti’ NON si può condividere NULLA perchè con le sue argomenazioni ci si affonda nel BUIO della storia del movimento operaio .
Lasciamolo ‘farneticare’ perchè non so quale altro aggettivo si possa usare di fronte alle SOLITE calunnie che sembrano costituire il vero linguaggio politico del SIG.BACCIARDI.
E’ inconcepibile che un componente l’Ufficio Politico di un partito, come ‘pomposamente’ ha dichiarato ,possa esprimere la ‘miseria’ dei concetti di cui sopra : per questo non stupisce lo 0,… anche dei recenti risultati elettorali .
Poi i FATTI dimostreranno quale sarà l’EPIFANIA cosigliando al nostro la lettura di Eliade per comprendere il termine nella sua profonda accezione .
Compagno Giacomo , alle tue ulteriori DOMANDE rispondo dicendo :1) SD ,non credo sia arrogante quando pone il problema di non posporre sempre il giorno della ‘partenza’ e NESSUNO si inchina passivamente ma ci si confronta 2) conosco le componenti della Die Linke ma ,ripeto, quello che interessa è verificare la PRATICA QUOTIDIANA dell’agire politico che non mi sembra si richiami agli ’schemi identitari’3) alla banale ‘favoletta’ che si vuol fare un alleanza col PD replico rilevando che gli ANTAGONISTI al PD sono disponibili sui PROGRAMMI ( classica foglia di fico) a fare le alleanze a livello locale (Diliberto, Ferrero, Grassi e co.) 4) non ho tua risposta sul ‘problema’ socialdemocrazia .
Per ultimo compagno Giacomo ti lascio riflettere sui contenuti del confronto politico espressi dal Sig. Bacciardi : in essi non c’è NULLA , proprio NULLA che possa richiamarsi al comunismo , sono solo VOLGARITA’ nei confronti di chi ha IDEE e propone una strategia politica diversa dalla sua, se ne ha, perchè in tutti i suoi post vi sono solo accuse e dileggi per i ?generici’ mentre i suoi ‘peana’ sono riservati ai depositari del ‘verbo identitario’.
16 Novembre, 2008 at 10:32
Cari compagni,
“ANTIFASCISMO”
Può sembrare oggi una parola obsoleta per i più giovani,
non deve esserlo mai!
La scolorina su questa introduzione non la si deve mai mettere.
Noi parliamo per i cittadini giovani di Roma che si affacciano per la prima volta sul blog.
Roma è città nedaglia d’oro della Resistenza.
Roma è Capitale della Repubblica nata dalla Resistenza.
Un riferimento storico,anche se un giorno ci sarà una grande unità a Sinitra “cari compagni”, la memoria storica dell’antifascismo il quale a nostro dire, resta un riferimento importante, anzi fondamentale,del compattamento democratico della città.
16 Novembre, 2008 at 18:53
BENEVENTO: SE NE VA DAL PDCI IL SEGRETARIO PROVINCIALE E ADERISCE ALLA ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA ” Scrive:
15 Novembre 2008 alle 16:08
Fonte:http://www.ilquaderno.it
10/11/2008
Benevento: Italo Palumbo aderisce all’associazione ‘Per la Sinistra’
Italo Palumbo, assessore al Comune di Benevento e segretario provinciale dei Comunisti Italiana, aderisce all’associazione politica “Per la Sinistra” promossa, tra gli altri, da Claudio Fava, Franco Giordano, Paolo Cento, Gennaro Migliore e Nichi Vendola.
“L’obiettivo è quello di lavorare a un nuovo soggetto politico della sinistra italiana attraverso un processo che deve avere concreti elementi di novità: non la sommatoria di ceti politici ma un percorso democratico, partecipativo, inclusivo – si legge nel manifesto fondativo dell’associazione -. Per operare da subito promuoviamo l’associazione politica ‘Per la Sinistra’, uno strumento leggero per tutti coloro che sono interessati a ridare voce, ruolo e progetto alla sinistra italiana, avviando adesioni larghe e plurali.
Fin da ora si formino nei territori comitati promotori provvisori, aperti a tutti coloro che sono interessati al processo costituente, con il compito di partecipare alla realizzazione, sabato 13 dicembre, di una assemblea nazionale. Punto di partenza di un processo da sottoporre a gennaio a una consultazione di massa attorno a una carta d’intenti, un nome, un simbolo, regole condivise”.
16 Novembre, 2008 at 19:49
Caro compagno Spartaco,
io ho solo constatato che oggi come oggi a Sinistra si rifiutino i riferimenti al comunismo, ideale a cui credo la maggioranza di voi qui dentro aderisca. Se si viene etichettati come obsoleti, vecchi, ideologici e retrogradi parlando di comunismo, Marx, Lenin, Gramsci e Togliatti o difendendo l’esperienza cubana, io non vedo alcuno spirito identitario, vedo piuttosto un fastidio per una parola e un concetto di cui oggi molti si vergognano. Se Bertinotti dice che comunismo è una parola indicibile, io capisco che lui se ne vergogna, capisco che farebbe di tutto per liberarsi del termine e di tutto ciò che ad esso si lega. Persone che hanno lo stesso atteggiamento di Bertinotti, e sono tante, potrebbero accettare espliciti riferimenti al comunismo, potrebbero accettare che esista ancora come tendenza politica e non solo come tendenza culturale??? Io non lo so, ma sono più propenso a pensare di no. Anche SD è complice di questo atteggiamento. Cosi una Sinistra plurale non si può fare, perchè non si accetta che qualcuno desideri che il comunismo sia ancora “il movimento che tende ad operare per il cambiamento dello stato di cose presenti” invece che una tendenza culturale. Il problema non sta nel fatto che si può essere aperti restando dei coerenti marxisti, sta nel fatto che c’è una generalizzata chiusura proprio contro il marxismo.
Sul PD: il fatto che si sia disponibili a fare delle alleanze a livello locale sui programmi, non mi pare neghi l’alternatività al PD. Il Documento congressuale vincente specifica che se si possono fare alleanze su dei programmi condivisi e ci sono i rapporti di forza adeguati si può stare al governo, se no si sta all’opposizione. Si comprende che non si può più fare, o è estremamente difficile farlo, un centro-sinistra vecchio stampo, e che le alleanze vanno fatte in modo diverso. Non si può più fare un’alleanza che tenga insieme da Mastella a Diliberto, con un programma che dice tutto e il contrario di tutto per tenere assieme tutti, si devono fare delle scelte. Al PD, correttamente, si è detto: o con noi, o con l’UDC. Se si riesce a fare l’alleanze, e si riesce ad andare al governo, bisogna però rispettare il programma concordato. Se vediamo che non viene rispettato, siamo legittimati ad uscire. E questo secondo me non dimostra incapacità di governo, dimostra che si è compreso il più grosso difetto del vecchio centro-sinistra: troppo eterogeneo, fondato su compromessi precari, sottoposto a veti incrociati, e quindi impossibilitato a governare.
Caro Eros, spero che tu non mi stia paragonando a Bacciardi. Il suo modo di fare è senz’altro sbagliato, ma io non sono qui per insultare, bensi per conoscere, capire e confrontarmi. Altrimenti non userei espressioni tipo “secondo me” o “a mio parere”
16 Novembre, 2008 at 19:56
Innanzitutto, se vogliamo fare una vera sinistra che ambisca a governare e che venga sentita come utile, a prescindere dalle costituenti, innanzitutto bisogna tornare a frequentare i luoghi di lavoro, le università, i luoghi di conflitto, e parlo soprattutto ai dirigenti, ai Diliberto, Rizzo (questi due più presenti da questo punto di vista), Bellillo e Guidoni. Il secondo punto è che essi tutti facciano un passo indietro, a qualsiasi livello, da quello cittadino al nazionale, perché IN TUTTI I PARTITI si vedono giovani davvero molto capaci andarsene schifati, perché c’è qualche burocrate di troppo che, per non perdere il proprio posto, alle elezioni li utilizza per essere rieletto. Inoltre non bisogna avere eccessi di governismo, perché anche per questo la gente, delusa, non ci ha votati ad aprile. Per converso, neanche la sindrome del ‘98, che questo ci fa fuori prima ancora di farci prendere dalla febbre ipergovernativa.
PS: Quoto pienamente Garibadi, perché una sinistra unita non significa rifare il PDS, non confondiamo l’esigenza delle persone di non vedere 300 partitini diversi a sinistra, di non vedere scissioni su scissioni, e di non vedere i comunisti stile ‘98, col fatto che qualcuno vuole fare una sinistra buona e generica per arruffianarsi il PD, facendo compromessi che molti non capirebbero, come al governo, altrimenti nessuno eviterà un’altra batosta come quella di aprile.
16 Novembre, 2008 at 21:04
Caro Ed, sono assolutamente d’accordo… e anche per questo che stimo Guidoni. Perché gli ho sentito dire che “il nostro traguardo non sono le elezioni europee, ma la realizzazione del nostro progetto politico”. Questo a scapito dei suoi interessi… e poi perché è uno che non viene dalla politica, ma dalla società civile.
16 Novembre, 2008 at 21:34
Compagno Giacomo, in merito al ‘difendendo l’esperienza cybana’ ti consiglio la lettura, sul sito indicato sopra, del pezzo :Socialismo riciclado :criterios sobre un nuevo proyecto.
Vi sono sempre sullo stesso sito altri pezzi assai interessanti che raccontano lo stato socioeconomico di CUBA ,oggi, e che somigliano molto a un vissuto recente (ex paesi del ’socialismo reale’).
Metto nel conto che dato il contenuto dell’analisi si dirà che è diretta emanazione della CIA ma , non rivolto a te, si dice che ‘non c’è più cieco di chi non vuol vedere’ e permettemi :la ’scomparsa’ dell’URSS forse , a molti, non ha insegnato NIENTE.
Mi auguro che capirai il senso di quel NIENTE che non vuol dire saltare sul ‘cavallo’ del modello capitalista ma guardare alla storia ’sovietica’ con gli OCCHI APERTI .
Buona lettura .
16 Novembre, 2008 at 21:53
Guarda Claudio che (e penso l’hai capito) anche se non supporto questa mozione, Guidoni è l’unico per il quale provo una grande stima.
16 Novembre, 2008 at 23:33
Scusate lo sfogo, è finita la partita da pochissimo, la Roma ha vinto contro la Lazio. tra noi compagni con prole, quì nell’associazione c’è un casotto.
Uno sfottò continuo che ci accompagnerà fino alle ore piccole, siamo al 90% amanti del calcio.
I laziali sono in minoranza hahahahah però fanno tanto casino!
Un saluto da tutti a voi tutti, EROS ci sorprendi sempre dippiù.
viaflavio@yahoo.it
16 Novembre, 2008 at 23:34
Grande Giacomo, sono d’accordo con te!
Non desistere nel tuo lavoro per il partito e i frutti arriveranno.
Spero ci conosceremo presto
Massimiliano
16 Novembre, 2008 at 23:48
Compagno ED,
hai mai visto partecipare il compagno Guidoni nel blog?
a prescindere nelle introduzioni!
Non ci sembra corretto il suo modo di partecipare nel blog, poichè del tutto assente nei dibattiti di noi tutti.
E’ come se il compagno SPARTACO avesse introdotto questo tema e fosse sparito!?
Forse avrà troppo da fare!!!
Saluti veri di stima e simpatia a tutti.
I compagni di viaflavio.
16 Novembre, 2008 at 23:53
nel disastro totale, tra discussioni su chi è più comunista di chi, la notizia che la Roma ha vinto è una garanzia che il mondo non è perduto.
in ogni caso, direi che il tempo dei test, degli esami del sangue è FINITO. Mentre noi stiamo, più o meno amabilmente, discutendo (ancora??) se il socialismo reale sia stato effettivamente ’socialismo reale’, altri 4 ragazzi sono stati vigliaccamente aggrediti da quattro nazisti, la CGIL è il nuovo (e ultimo) bersaglio di questo governo fascio-leghista e alla Vigilanza Rai è stato compiuto un vero e proprio blitz da regime. Direi che ce n’è abbastanza, ce ne dovrebbe essere abbastanza, affinchè si ragioni un pochino al di là degli slogan e della facile propaganda e si cerchi di ragionare di politica in termini concreti. La sinistra, tutta la sinistra, dovrebbe trovare un punto di sintesi. sennò il baratro culturale, sociale, morale ed economico è dietro l’angolo.
17 Novembre, 2008 at 00:12
Compagno Alberto , condivido il tuo richiamo e CHIUDO con le risposte a quesiti da relegare a futuri incontri ‘conviviali’.
Infatti l’onda di DESTRA monta sempre più ed il tempo deve essere dedicato al FARE.
17 Novembre, 2008 at 00:26
Compagno alberto si vede che vivi nella solitudine, non ti offendere!
Quando parli che centinania di compagni si sono incontrati solo per vedere la roma o la Lazio eliminando di fatto uno dei tanti incontri che si fanno nel territorio non diciamo quotidianamente ma quasi, sei proprio un stupido.
Anzi, cerca di trovare qualche luogo d’incontro con altri compagni dal vero e non in rete, pensiamo che ti farebbe molto bene.
Portandoci anche i tuoi figli e la tua compagna, noi purtroppo siamo fatti male, ci piace incontrarci anche per delle kazzate come dici tu ed EROS, “vedere una partita di calcio”
Coglioni!!!
“il fatto dei ragazzi picchiati” succede proprio perchè tipi come voi non li difendono nei territori quotidianamente, con punti di riferimento dal gioco, alla conversazione e a vedere calcio, checche se ne dica.
Saluti a tutti i compagni e mi raccomando non parlate di squadre di calcio o di calcio che è patrimonio della destra a sentire alberto ed EROS, fate ridere, le nostre serate a quanto pare ve le sognate!!!
A proposito lo abbiamo detto anche ai meno giovani…… non vi diciamo che hanno detto.
Questa sera EROS e alberto avete fatto la figura dei coglioni per dippiù una bella coppia di palle non da calcio.
PS: non vi diciamo nemmeno chi c’era, il quale ha detto che siete delle persone che potrebbero andare a meditare sulle montagne o nelle campagne tanto è uguale come riuscite nella vostra solitudine captare consensi.
viaflavio@yahoo.it
17 Novembre, 2008 at 00:50
…mah…mah… veramente il mio era un modo per dire che sono contento che la Roma abbia vinto.
17 Novembre, 2008 at 07:28
x associazione via flavio: grazie Roma, ieri sera davanti alla tv mi sono commosso.
X Eros……..
X Giacomo, spero proprio che tu non sia paragonato a me come spero io non sia paragonato a te. Difficilmente mi vedrai dialogare con degli anticomunisti incalliti. Nonostante il giudizio nei confronti dei tuoi post (che non mi pacciono per nulla) non mi sono permesso di farti fino ad ora nessuna osservazione. Per me vale ancora la differenza fra comunisti e anticomunisti. Quello che sembra non valere per te.
Tutto è stranamente possibile in questo mondo perciò non mi neraviglia il precedente riferimento a Rizzo e ora a me per ingraziarti l’interlocutore e che interlocutore amico di Cuba (sic).
Io preferico dialogare con coloro che ogni giorno combattono e lavorano per l’unità dei comunisti come Diliberto, Rizzo e soprattutto giovani che forse non sai quanto sono tanti.
Per esempio prova ad andare sul sito di Proletaria e se ne hai voglia prova anche a paragonarti a loro.
17 Novembre, 2008 at 08:56
hai letto bene Giacomo? Bacciardi non ha scritto vai a vedere sul sito del Partito, confrontati con altri compagni del Partito, ma con una sua componente frazionista.
postilla: se Diliberto e Rizzo sono comunisti io sono la fata turchina.
17 Novembre, 2008 at 10:20
Ma dai alberto, certo che poi diventa davvero uno sport pungolare su Bacciardi su ogni minima cosa, altro che calcio. E’ questo sarebbe uno spirito unitario? Mah. Poi, checché se ne dica, Rizzo (che non mi entusiasma per niente) e Diliberto sono comunisti così come lo siete anche voi che fate parte di questa associazione, anche se ci sono delle differenze che non devono mai essere una scusante per continue separazioni. Ai compagni di Viaflavio dico che effettivamente non hanno proprio torto sulla scarsa partecipazione di Guidoni, e infatti la vita mi ha insegnato che, se fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, perché ho avuto le mie delusioni, anche su chi credevo non avesse mai potuto darmele, come nei rapporti personali anche quelli politici, quindi, spero solo non deluda anche lui.
17 Novembre, 2008 at 10:45
a me viene da dire una cosa: ma non comprendiamo che siamo oramai sull’orlo dell’inutilità completa? sia che ci dichiaramo comunisti doc, comunisti nuovi, sinistra e via così? è proprio da questa divisione che da sempre la sinistra perpreta e non solo in Italia basta osservare la Francia sai quanto durerà Sarkosy, divisi i socialisti, il PCF ormai come il Panda, e verdi spaccati, l’unico tentativo e LRC che farà a Gennaio un congresso di scioglimento per fare una nuova formazione politica anticapitalistica, come spesso accade noi assomigliamo molto ai nostri cugini francesi, non possiamo obbligare nessuno ad unirsi ovviamente ma sicuramente se saremo scomparsi dalla scena politica non meravigliamoci.
17 Novembre, 2008 at 10:54
quando Bacciardi viene qua e PROVOCA - perchè io lo chiamo così uno che si comporta in questa maniera - dando dell’anticomunista a chi non la pensa come lui (e sottolineo questo dato che non c’entra un cazzo con la linea politica, è proprio una mentalità piccola piccola) quando poi qua si sta discutendo con un giovane compagno in maniera CIVILE. Se permetti mi infastidisce molto la cosa. Mi infastidisce perchè Bacciardi viene qua a NON a discutere, ma a ripetere a pappagallo quattro slogan e a MINACCIARE gli altri compagni. E non contento parla come se anche questo sito FOSSE SUO e si permette di fare pubblicità a quel proto-partito che è Proletaria.
M’incazzo. Perchè qua c’è gente che cerca di spremere le meningi per uscire da questo disastro, anche cercando di mettersi in discussione, e questo qua viene qua dentro a FARNETICARE di anticomunismo. Ma chi cazzo è??
Mi scuso davvero con i compagni. Mi scuso davvero ma farmi dare dell’anticomunista da questo tizio è davvero troppo.
17 Novembre, 2008 at 13:19
Ho datto una scorsa agli interventi dopo il mio ultimo. C’è sempre una cosa che mi perplime: ma davvero crediamo che il discrimine qui sia tra comunisti e anticomunisti? In seconda battuta forse, ma ho l’impressione che si continui a dibattere di cose che non sono i reali motivi delle scelte.
Prima di tutto ogni volta che si chiede di definire l’identità di questa “Sinistra” sento rispondere che si vuole fare l’esame del DNA.
EROS scrive “i ‘pilastri’ del costruendo soggettopolitico dovranno essere i BISOGNI COLLETTIVI , la DIFESA-ALLARGAMENTO dei DIRITTI CIVILI di TUTTI ( nativi, meticci, extracomunitari ect) , l’ecologismo strutturale e non OCCASIONALE e cosi avanti”.
Ma quale di questi punti, scusate, non è già proprio delle formazioni politiche esistenti? Si tratta del minimo comune denominatore di PdCI, PRC e SD, quindi di principi talmente ampi e consolidati da non essere messi in discussione.
Ora che i fatti, piaccia o no, dimostrano che l’operazione “La Sinistra” non riesce a mettere assieme l’esistente ma al meglio creare un altro partito, permetterete che si chieda quali sono le ragioni politiche profonde per cui non vanno bene quelli esistenti. Posto che anche questa “Sinistra” avrà queste basi, quel’è la ragione strategica per cui si stacca da PdCI e PRC? C’è per forza, altrimenti non ci sarebbe la differenziazione, solo che non viene mai detto esplicitamente.
Anche perché, ripeto -e nessuno mi rispnde mai su questo- quanto stanno facendo Fava, Vendola e Robotti sta creando, nei fatti, nelle realtà concrete, più divisione e non più unità.
Quando si fanno scissioni e si vuole parlare in buona fede non si può continuare a coprirsi con formule ariose o dicendo che la “nuova identità” verrà decisa con una “consultazione ampia”. Intanto: ma quale ampia! abbiamo idea della situazione vero? E poi non è così, lo sappiamo.
Ciò che davvero non posso accettare è che la ragione possa essere semplicemente aggrapparsi al PD come salvagente per un po’ oppure -ancora peggio- seguire la fascinazione per un personaggio ormai scaduto come Vendola, che ha già dimostrato di non saper reggere il ruolo di uomo-soluzione, che per quanto “stalinista” come concetto poteva pure funzionare nel mometo di crisi.
17 Novembre, 2008 at 13:27
e tu vorresti lasciare tutto così com’è in mano a QUESTI dirigenti del PdCI e del Prc? Non hanno fatto abbastanza danni? E’ questo il punto chiave. Solo questo.
17 Novembre, 2008 at 13:31
il QUESTI è riferito a chi ancora tiene pervicacemente le redini dei rispettivi partiti a dispetto della sonora sconfitta che non li ha minimamente consigliati di farsi da parte e cercare di lasciar avanzare una nuova generazione più capace ad affrontare questa fase.
17 Novembre, 2008 at 13:44
Alberto, su questo ti do ragione, per carità, facce nuove ce ne vogliono, però neanche nel costituendo partito della sinistra non se ne intravedono. Anzi, ci saranno Vendola, Fava, Mussi, Giordano, Migliore, Bellillo, Robotti, Guidoni, Cento. Allora se vogliamo fare un’altra nicchia, con altrettante caste, con un altro identitarismo (altro che PRC e PdCI), permetti che allora è meglio partire dall’unire i due partiti comunisti, che sono sopravvissuti in molte realtà al disastro elettorale? E questo rispetta e come la scritta che il partito di Diliberto ha nel suo simbolo: “Per la Sinistra”.
17 Novembre, 2008 at 13:46
E sopraggiungo, a scanso di equivoci, con pari dignità della mozione di minoranza.
17 Novembre, 2008 at 14:17
Calma cari Compagni,ricordatevi che noi veniamo da lontano e andremo lontano,ma così lontano, che ci vorranno i cani San Bernardo per venirci a cercare!
17 Novembre, 2008 at 15:53
Spartaco a chi e a cosa ti riferisci?
17 Novembre, 2008 at 15:54
Concordo con il compagno Alberto , sia per quanto concerne la risposta al Sig.Bacciardi sia al compagno Garibaldi.
Quest’ultimo rileva che nei cosidetti “pilastri” si riconoscono TUTTI , ora le obiezioni in merito a questo TUTTI sarebbero assai ampie prese caso per caso, sottolineo solo ,ad es., quello dell’ECOLOGISMO STRUTTURALE .
Non mi sembra proprio che esso sia stato avvertito a SINISTRA il divenire uno dei problemi centrali nella lotta per il CAMBIAMENTO dato ancora l’ ASSOLUTA mancanza nel dibattito all’interno dei vari partiti della sinistra sullo sviluppismo e la “trappola” del PIL : sbaglio ?
Ho detto , si badi bene , dibattito nei partiti e quindi assunzione nei PROGRAMMI, DIFFUSIONE di IDEE (CULTURA) di questi temi che a me sembrano collocati nel “solco” della richiamata lotta per il CAMBIAMENTO.
Inoltre non ritengo che tale ASSUNZIONI di analisi e battaglie dovessero essere delegate al movimento dei verdi, che rispetto, ma che non credo debba essere l’unico a farsi carico dei suddetti temi .
Poi compagno Garibaldi esiste il problema della FORMA e SOSTANZA dell’organizzazione politica .
Io penso che i modelli “storici” di organizzazione a sinistra costruiti sui canoni collocati in precise situazioni storiche vanno superati e su questo evitiamo la favoletta del NUOVISMO o peggio dell’anti…. .
Si tratta di costruire , per me, un’organizzazione politica che si liberi, definitivamente , dalle scorie del cosidetto CENTRALISMO DEMOCRATICO che è improponibile non in nome del NUOVISMO ma in nome del libero confronto delle idee .
So bene che l’obiezione è che una organizzazione deve poi condurre ad unità di azione politica il suddetto confronto ed evitare la ‘paralisi’ : per questo ,penso, una organizzazione centrale LEGGERA ma diffusa sul territorio può evitare la ‘costruzione’ di ‘burocrazie’ centrali che hanno pesato e pesano ,molte volte, in maniera antidemocratica sul dibattito imponendo , per l’AUTOCONSERVAZIONE’ forme e metodi di confronto politico funzionali alla costruzione a tavolino della maggioranza a cui essere ‘asserviti’ in nome del CENTRALISMO DEMOCRATICO.
Poi non credo che esista alcuna ‘fascinazione’ nè per Vendola o altri : anche questa del’capo’ è una china che da tempo sta pervadendo anche a sinistra e ci dice di quanto sia ormai profondo lo ’scavo’ della dx , complici i massmedia e altro al loro servizio, nel ’senso comune’.
Ricostruire la partecipazione al dibattito ,alla definizione delle scelte politiche e al loro esplicarsi nella LOTTA QUOTIDIANA significa rifiutare la scelta del modello politico veltroniano cioè l’importazione del ‘modello americano’ con il presupposto di arrivare , anche in Italia, ad una ‘non-scelta’ fra due schieramenti politici che di fatto GOVERNANO il sistema ma non ne propongono il cambiamento.
La stessa ‘fascinazione’ dell’elezione di Obama , il suo percorso attraverso le ‘primarie’, viene spesa come un modello da ‘perseguire’ dimenticando TOTALMENTE il contesto storico, sociale ed economico in cui ‘nascono’ , si evolvono si svolgono le primarie negli USA .
Ciò che si deve ritornare a praticare o meglio bisogna PRATICARE a sinistra è il ritorno alla partecipazione attiva , ad ascoltare la gente e non c’è (vedi ad.es. il PD) simulacro di primarie , questa ‘democrazia’ che verrebbe DATA ogni 4 o 5 anni ( amministrative, politiche, europee) che risolva il problema dell’attuale LONTANANZA.
Solo il MUOVERE, il PERMANERE, IL VERIFICARE nella lotta
quotidiana gli obiettivi per la ri-conquista della CENTRALITA’ dei BISOGNI COLLETTIVI saranno il ‘lievito’ di una ri-costituita organizzazione della sinistra .
E, per i compagni di viaflavio, se i BISOGNI COLLETTIVI e altro , come detto, sono i pilastri, le FONDAMENTA èl’ANTIFASCISMO .
17 Novembre, 2008 at 16:39
caro ED,il famoso motto togliattiano condito con tono sarcastico,è dedicato a coloro che pervicaciamente pensano di poterlo perseguire difendendo l’esigua forza della falce e martello.Al contrario quel motto vale se oggi tutte le forze di Sinistra e progressiste camminano insieme.Difendendo il proprio orticello,di strada ne faremo molto poca.
Invece mi sembra più appropriato quello che diceva Marx:”I valori e l’ideologie si giudicano non da quello che astrattamente propongono ma da ciò che concretamente riescono ad attuare”
17 Novembre, 2008 at 16:56
Io non sono d’accordo con questa ennesima scissione spacciata per unità a sinistra, caro Spartaco, te lo dico (meglio precisare) senza spocchie, senza arroganza e quant’altro. Un conto è però camminare insieme tutti e 4, cosa che non per forza deve portare alla loro fusione.
17 Novembre, 2008 at 16:59
Compagno Spartaco Innocenzi , plaudo alla tua MAGNIFICA citazione a cui dovrebbero ‘ispirarsi’ tutti coloro che ,invece, vogliono ‘ossificare’ il metodo marxista e poi pretendono di GIUDICARE.
Aggiungo , citando dall’articolo di Scalfari di ieri : ” Bisogna dimenticare le proprie botteghe se si vuole l’assalto al futuro impedendo che ci venga confiscato”.
Prepariamo lo SCIOPERO GENERALE del 12 dicembre affiancando la CGIL nei luoghi di lavoro,nella scuola , nella società e l’ASSRMBLEA NAZIONALE del 13 dicembre della costituente per la SINISTRA UNITA .
17 Novembre, 2008 at 17:03
No compagni,non si può andare avanti di questo passo.Non so voi,ma talvolta sono avvolto dallo scoramento in quanto la nostra azione si basa essenzialmente in una lunga e interminabile sequela di opinioni frutto anche di letture di personaggi che ricoprono a vario titolo il mondo politico,economico,sociologico.Tutti questi personaggi,da anni,propongono varie terapie per curare le ingiustizie del mondo,e nonostante ciò,stiamo scivolando sempre più verso l’abisso della distruzione del lavoro,dell’economia,del pianeta a livello eco-energetico.
Certo,leggere e confrontarsi è sempre utile,ma al di là dell’approfondimento culturale peraltro base essenziale per il cambiamento della società,e in modo particolare di quella odierna,ho la sensazione che “questa forza propulsiva”rimanga fine a se stessa.A mio parere,il mondo si può cambiare oltre che con l’idee soprattutto con l’azione.L’idea deve essere propedeutica all’azione.Non voglio lanciare il grido “proletari di tutto il mondo unitevi”o prefigurare una rivoluzione,ma pensare che solo e soltanto “acculturandosi”possiamo incidere al cambiamento, lascia il tempo che trova.E allora che fare?
Dobbiamo ritornare alla mobilitazione,uscire da questo torpore ormai protrattosi da anni.Un primo segnale sta provenendo dal mondo della scuola,università, coinvolgendo insegnanti,docenti,famiglie e tutti senza bandiere contro il “minculpop”di questa destra sempre più arrembante in quanto dall’altra parte si sta discutendo se non litigando sul da farsi.Lo scontro che sta venendo tra le due opposizioni,quella parlamentare contro l’altra extraparlamentare,ha del grottesco.Il PD,dopo aver belato per mesi,solo adesso fa sentire qualche miagolio più che ruggito determinato e sollecitato dal suo compagno di ventura(per quanto?) Di Pietro.
A Sinistra,si salvi chi puo!Sinceramente non pensavo che dopo la catastrofe elettorale proseguisse questa lotta fratricida dura a sopirsi.
Neanche la manifestazione dell’11 Ottobre è riuscita a calmare gli animi ed a interrompere la lunga guerra che ha contraddistinto la storia della Sinistra.
Qui prodest?Non di certo alla classe lavoratrice,ai ceti deboli, ormai diventati un esercito di milioni di persone;alla stessa democrazia e Costituzione sempre più in pericolo .
A questo punto, cari compagni,debbo arguire di trovarsi dinanzi ad un manipolo di irresponsabili opportunisti dediti solo al mantenimento delle loro posizioni e privilegi. Il 13 Dicembre,in occasione dell’assemblea nazionale “Per la Sinistra” sarebbe il caso che per una volta i “generali” si accomodassero in platea e “l’esercito”sul palco.
17 Novembre, 2008 at 18:04
Scusate se rispondo dopo molti post, non ho accesso continuo al pc.
Sto scappando per cui tocco 2 punti:
@alberto: accetto ogni tipo di motivazione con spirito aperto, ma non che l’unico motivo è il ricambio dei dirigenti perché i nuovi dirigenti in nome dei quali si fonda un altro partito 1) non sono nuovi 2) vengono da decenni di analisi sbagliate, almeno altrettanto sbagliate di quelle dei dirigenti di PdCI e PRC.
Su tutto il resto discutiamone.
@EROS: mi pare che si continui a far finta che siamo nati ieri. Il PRC ha abbandonato anni fa le “SCORIA del centralismo democratico”. Tutt’ora lo rinnega.
Facciamo un nuovo partito perché gli attuali si occupano poco di ambiente? Suvvia.
Nuove forme e strutture: non sono ancora date, si dice solo che sono nuove, quindi non è per quello che sta avvenendo la scissione.
A conti fatti io credo che abbia ragione Alberto nella sua analisi del perché del nuovo soggetto, è una questione di dirigenti.
Per quanto mi riguarda è uno dei motivi per i quali non mi convince, anche perché mi sa che tutta l’operazione rischia di rimanere proprio tra i dirigente…e poco altro.
17 Novembre, 2008 at 21:07
Finalmente qualcuno si confessa: “io sono la fata turchina.”
Ero arrivato fino a Napoleone ma alle fate sinceramente non avevo pensato.
17 Novembre, 2008 at 21:09
Scusate dimenticavo di fare propaganda.
Visitate il sito http://www.proletaria.it
17 Novembre, 2008 at 22:13
Compagni,
SPARTACO,ED,alessio,EROS,Giacomo,alberto,ross.rob.,Bacciardi,
giacomo.l.,Garibaldi,Marco;
sembrerà sciocco, forse al di fuori degli schemi, ma……
vi vogliamo un sacco di bene!
Anche se a volte, come lo facciamo noi nei vostri confronti, ci fate tutti voi girare le palle!
Cerchiamo di comprenderci….. VFK.
Saluti.
I Compagni di viaflavio.
viaflavio@yahoo.it
18 Novembre, 2008 at 00:22
Compagno Garibaldi , come al solito quando , legittimamente, si è convinti della giustezza delle proprie posizioni si cerca di RIDICOLIZZARE quelle degli altri .
Ho portato l’esempio della QUESTIONE ECOLOGICA come un TEMA del CAMBIAMENTO , forse oggi un TEMA CENTRALE e tu lo RIDICOLIZZI dicendo che non si CREA un nuovo partito per questo .
Suvvia non prendiamoci per i fondelli per non dire altro e se vogliamo essere CHIARI occoore proprio un CAMBIAMENTO come auspicato dal compagno Spartaco : ” l’esercito” salga sul palco e i “generali” scendano , aggiungo io ,DEFINITIVAMENTE, in platea.
Poi ancora compagno Garibaldi cerca di leggere compiutamente quello che scrivono gli altri , con libertà di condividere o meno, evitando però di estrapolare singoli pezzi : cosa proponi tu come forma organizzativa ? il permanere della ‘forma’ degli attuali partiti di SX ( PRC e PdCI )? il loro ‘modello’ di vita interna ?
Diversi , ripeto fino alla noia, NON CONCORDANO con le analisi e la strategia politica delle maggioranze (legittime) che governano RC e PdCI , pertanto si impegnano nella costruzione di una organizzazione che porti avanti il PROGRAMMA che condividono e che NON RITROVANO nei suddetti partiti .
Mi sembra assai semplice da comprendere e pertanto non si chiedono abiure ma libertà di scelta : anche a sx i tempi della “chiesa” sono finiti !!!
18 Novembre, 2008 at 09:19
L’ultimo periodo dell’intervento di Spartaco - “A questo punto, cari compagni,debbo arguire di trovarsi dinanzi ad un manipolo di irresponsabili opportunisti dediti solo al mantenimento delle loro posizioni e privilegi. Il 13 Dicembre,in occasione dell’assemblea nazionale “Per la Sinistra” sarebbe il caso che per una volta i “generali” si accomodassero in platea e “l’esercito”sul palco.” - lo condivido pienamente. E’ quello che ho sempre pensato anche io: è finita l’epoca dei ‘fideismi’ a prescindere. E’ giunta l’ora di ricominciare a discutere di POLITICA, ma veramente: guardandosi in faccia e ripartendo TUTTI da zero. Partecipazione, democrazia, unità: queste devono essere la stella polare per costruire una forza politica che sia UTILE ai lavoratori e al Paese.
18 Novembre, 2008 at 13:26
“E’ giunta l’ora di ricominciare a discutere di POLITICA, ma veramente: guardandosi in faccia e ripartendo TUTTI da zero. Partecipazione, democrazia, unità: queste devono essere la stella polare per costruire una forza politica che sia UTILE ai lavoratori e al Paese.”
Ottimo. Sono anch’io d’accordo su questo.
Però quando i “nuovi” soggetti sono lanciati pubblicizzati e (temo) gestiti dai “vecchi” “leoni” della “sinistra buona”; quando PRIMA si dice di essere strategicamente alleati col PD anche a livello locale, e solo DOPO si comincia a delineare un programma… allora penso che si continua a prenderci in giro, che in realtà non si vuole altro che conservare il proprio “essere ceto politico” e che le idee e i programmi per quanto buoni e condivisibili nascono già come irrilevanti orpelli di facciata.
Stretto tra un partito dalle ridotte dimensioni e risorse, un po’ troppo prigioniero di se stesso, e un “nuovo che avanza” così connotato, credetemi compagni mi vien voglia di ri-abbandonare tutto… che di ottimismo della volontà ce ne vuole a tonnellate!
19 Novembre, 2008 at 00:12
Parte Prima – Principi fondamentali
I Democratici di Sinistra sono un partito che si fonda sui principi di sussidiarietà e di federalismo solidale e che organizza la sua democrazia federale secondo i principi della democrazia di mandato.
Titolo I – I valori
Articolo 1 – Valori fondanti
1) Costituiti sul convergere di differenti tendenze culturali e politiche che si rifanno ai valori democratici e antifascisti fondativi della Repubblica italiana, al pensiero socialista – nella pluralità delle esperienze storiche riconducibili alla tradizione democratica e riformista del Pci, del Psi e del movimento operaio italiano –, al pensiero laico e liberale e al pensiero cristiano sociale, aperti all’incontro con culture e movimenti che hanno messo al centro della loro azione i diritti umani e il valore delle differenze, il personalismo comunitario e la salvaguardia dell’ambiente, i Democratici di Sinistra assumono queste tendenze consapevoli della necessità della loro continua rielaborazione a confronto con le sfide della modernizzazione e del mondo che cambia e si uniscono per contribuire alla costruzione di una società aperta e plurale, libera e solidale, giusta e sicura.
2) Il partito “Democratici di Sinistra” è membro del Partito del socialismo europeo e aderisce all’Internazionale socialista.
3) Gli iscritti e le iscritte ai Democratici di Sinistra condividono i valori della libertà e dell’uguaglianza, dell’equità e della giustizia, del lavoro, della solidarietà sociale, della pace. Operano per affermare tutti i diritti di cittadinanza promuovendo uno sviluppo umano sostenibile e una società interetnica e interculturale.
4) Per i Democratici di Sinistra la libertà è strettamente legata all’uguaglianza e si fonda sul riconoscimento della differenza come valore, rifiutando ogni discriminazione di sesso e di orientamento sessuale, di razza, religione, cultura. La libertà nell’uguaglianza si afferma pienamente nella fraternità e quindi nella solidarietà che ne è la forma sociale. I Democratici di Sinistra si impegnano per il superamento delle disuguaglianze sociali e per la piena affermazione delle pari opportunità per ognuno. Il dispiegarsi delle libertà individuali trova la sua prima sede nelle dimensioni relazionali, familiari e comunitarie. In coerenza con questi valori, e con i principi della Costituzione Repubblicana, i Democratici di Sinistra assumono i diritti umani, i diritti di tutte le donne e di tutti gli uomini come criterio costitutivo della loro politica e si impegnano a promuovere una convivenza civile fortemente orientata allo sviluppo delle libertà individuali, al diritto di ogni donna e di ogni uomo a progettare e realizzare il proprio sviluppo umano e la propria cittadinanza civile e politica. Per i Democratici di Sinistra la cittadinanza è garanzia di diritti e di opportunità per gli individui e, insieme, assunzione di responsabilità di ciascuno verso la libertà degli altri e di tutti.
5) I Democratici di Sinistra condividono una concezione della politica che ha forte il senso delle sue ragioni fondanti e la consapevolezza del proprio limite. Aderiscono con convinzione all’idea e alla pratica di uno stato laico e sono per una politica fortemente orientata a valori. In una realtà di pluralismo etico e di fronte a questioni complesse e delicate come quelle che riguardano la vita umana, il nascere e il morire, le relazioni interumane, la non-violenza, il partito e la sua politica riconoscono e rispettano la libertà di coscienza di tutti e concorrono a delineare i tratti di un’etica civile condivisa.
6) I Democratici di Sinistra assumono pienamente la coscienza e la responsabilità verso tutte le specie viventi e la promuovono impegnandosi, in particolare, a salvaguardare le condizioni che rendono sostenibile sulla Terra la vita delle generazioni future.
7) Il partito “Democratici di Sinistra” è un partito di donne e di uomini che promuove la democrazia paritaria e il superamento della divisione dei ruoli tra donne e uomini nella società e nella politica. Assumono, pertanto, questo orientamento come costitutivo nell’organizzazione, nella democrazia e nell’elaborazione progettuale del partito. Per i Democratici di Sinistra un rinnovato patto di solidarietà tra le generazioni è uno dei valori e degli obiettivi centrali per la ricostruzione di un più ampio patto sociale nel paese. Sono dunque impegnati a realizzare nel partito una forte promozione dell’adesione dei giovani, un dialogo costante tra le generazioni, un’elaborazione progettuale e un’iniziativa politica coerenti.
9) I Democratici di sinistra sono un partito in cui la sovranità appartiene alle iscritte ed agli iscritti che la esercitano secondo le modalità democratiche e le garanzie previste dal presente statuto. I Democratici di Sinistra si fondano sui principi di sussidiarietà e di federalismo democratico e solidale che si organizza secondo i principi della democrazia di mandato, della partecipazione e della responsabilità.
10) Il Consiglio nazionale dei Garanti verifica la coerenza degli Statuti regionali con i principi generali dello Statuto.
STATUTO ASSOCIAZIONE “UNIRE LA SINISTRA”
PREAMBOLO
Vogliamo un’Italia diversa, un paese in cui il diritto di cittadinanza sia una
condizione praticabile e concreta, dove il potere venga esercitato per
l’interesse collettivo, dove si sconfiggano le mafie e la corruzione, dove le
regole valgano per tutti allo stesso modo, dove prevalga la solidarietà e il
senso di comunità, in cui tutti si contribuisca al suo funzionamento e venga
sconfitto l’egoismo dell’evasione fiscale, una società in cui i lavoratori non
vengano più considerati una merce e possano contare realmente nelle scelte
democratiche.
Siamo per un Paese che non ha paura di cambiare, che guarda alla modernità come
una possibilità di rendere più eguali i propri cittadini, che sceglie la strada
dei diritti, per sconfiggere i privilegi e le furberie, per una società che
opera per dare possibilità e strumenti di socialità a tutti i suoi cittadini.
Per un Paese che è laico e pluralista, che non discrimina chi fa scelte
sessuali, religiose o culturali diverse da quelle della maggioranza, ma ne
codifica nuovi diritti e nuove frontiere di uguaglianza, per un Paese che
sceglie l’Europa come modello sociale e opera per una progressione dei suoi
livelli di welfare e di integrazione sociale.
Siamo per un Paese che si sviluppa in modo armonioso, che accetta l’idea dello
sviluppo, interpretandolo come una possibilità di crescita, armoniosa con
l’ambiente e portatrice di nuove uguaglianze, per una pratica, a sinistra, del
“fare”, di proposte e soluzioni nuove e praticabili.
Siamo per un Paese che si batte per la pace e un mondo multipolare, per
sconfiggere una cultura che spezza i legami sociali e mette cittadini contro
cittadini, che vuole spezzare la nazione e che instilla la paura verso chi non
si omologa o contro chi è immigrato.
Siamo per un Paese che si fondi sul valore dell’antifascismo e della democrazia,
contro ogni revisionismo, per una Europa della pace e della cooperazione.
Siamo per un’Italia diversa, per questo siamo di sinistra, perché non può
esserci cambiamento senza una sinistra, forte, unita e concreta, libera da
pregiudizi e steccati che ne limitino le sue caratteristiche popolari e di
massa.
Serve all’Italia una grande alleanza delle forze democratiche e sociali, una
prospettiva in cui far identificare tante donne e uomini che oggi si sentono
sole e non rappresentate da una sinistra accecata dalla difesa della propria
identità, chiusa nel fortilizio delle proprie convinzioni.
Non potrà esserci una prospettiva di cambiamento senza una sinistra, più grande,
più radicata, più popolare e aperta alla società di oggi, per questo noi ci
battiamo perché si ritrovi quel filo comune che ci faccia riprendere il cammino
insieme, tra diversi che hanno le stesse speranze.
La nostra storia è quella di milioni di italiane e italiani, quella del
movimento operaio, dei movimenti per i diritti civili, della lotta alla mafia e
alla criminalità, dell’impegno civile e per le nuove frontiere dei diritti,
dell’impegno locale per il diritto di cittadinanza, per il multiculturalismo.
La nostra idea di socialismo si intende come liberazione, come affermazione al
diritto al lavoro, alla giustizia, alla solidarietà.
L’unità di tutta la sinistra è necessaria ed urgente per il Paese, per i
lavoratori, per la democrazia.
Quindi?
19 Novembre, 2008 at 02:13
@ EROS: guarda che non c’è nessuna ridicolizzazione dell’ambientalismo. Cercavo solo di andare al nocciolo. Posto che la questione è importante…ti pare sufficiente per fare un diverso partito? A me no. Credo neanche a te. Quindi non facciamo finta che lo sia.
Lo dici nel finale, la volontà nel fare “La sinistra” sta nel non condividere la strategia dei dirigenti di PRC e PdCI. Quindi c’è una nuova “identità politica” che vuole il suo spazio. Quello che ho scritto io diverse volte in passato.
Quindi questa NON E’ l’unità della sinistra ma l’ennesimo partito a sinistra.
Basta che ci capiamo. A me va benissimo, non mi sta bene quando si fa una cosa e se ne dice un’altra.
Non te la prendere se dibatto e argomento contro le tesi degli altri, anche contro le tue, siamo qui per discutere, non lo faccio con l’intento di “denigrare”.
Figurati se un iconoclasta come me dovesse incazzarsi ogni volta che si becca indirettamente del comunista trinariciuto schiavo di diliberto…
19 Novembre, 2008 at 06:59
Buongiorno Massimiliano,
………..?
In due parole cosa volevi dire!
Saluti
viaflavio@yahoo.it
19 Novembre, 2008 at 07:12
Prima abbiamo avuto la fata turchina, ora è arrivato Mosè con i suoi 10 comandamenti. Forza compagni che siete sulla strada giusta.
19 Novembre, 2008 at 12:54
CRISI O FINE DEL MOVIMENTO OPERAIO
Riporto un articolo di Mario Tronti apparso su “Liberazione”
Intervengo anch’io per punti. (dopo le 15 tesi di Bertinotti). Stiamo rielaborando una materia difficile, in parte ostile. Puntualizzare serve a chiarire e porta ad approfondire. Scelgo dal testo di Bertinotti, molto esteso orizzontalmente, solo alcuni temi, che ritengo essenziali e forse preliminari.
La tesi 8, densa e chiara, contiene una formula felice: occorre un’uscita da sinistra dalla crisi del movimento operaio. D’accordo. Ma ci sono delle differenze di sfumature, non superficiali, che avrebbero appunto bisogno di un approfondimento. Crisi o fine del movimento operaio? Ci sono macro-fenomeni in atto, e cioè macroscopici processi di industrializzazione in paesi che si chiamavano in via di sviluppo e che oggi, congiuntura permettendo, sono ad alti ritmi di sviluppo. Che rapporto si stabilirà tra industrializzazione e proletarizzazione? Le tendenze che riusciamo a scorgere ci dicono che la crescita quantitativa degli operai non si rappresenta come emergere di una classe operaia, cioè non si dà le forme storiche del movimento operaio, organizzazione sindacale e politica più ideologia socialista. Io credo che l’idea di sinistra dovremmo farci capaci di cominciare a declinarla non solo a livello nazionale ed europeo, ma a livello mondo. E in questo senso non si tratta di rinascita ma di nascita. E francamente non la metterei come “un ricominciare da capo”. Perché, messa così, è difficile non contrarre la malattia, l’epidemia, del nuovismo. Hanno fatto più danno i nuovi inizi che le vecchie chiusure.
Va messo in campo invece il tema dell’eredità. La sinistra-mondo si fa erede del movimento operaio internazionale, che ha avuto nel Novecento il più alto, e il più complesso, grado di sviluppo storico: a cui non ha corrisposto il più alto e più complesso grado di sviluppo teorico. E questo è un altro bel problema da mettere a tema. La mia idea è che nel nostro secolo passato, la rivoluzione conservatrice ha prodotto più pensiero della rivoluzione operaia. E questa è stata non ultima causa, non della fine del movimento operaio, che forse era segnata dalle oggettive leggi di movimento del capitale, ma dalla sua cattiva fine, molto al di sotto della sua grande storia. Rinnovamento nella continuità sono d’accordo che è formula non più utilizzabile, legata irrimediabilmente ai tentativi falliti di riforma del socialismo. Ma è nostra necessità rimetterci nell’onda della storia di lunga durata, che è poi la storia eterna delle classi subalterne, che con l’irruzione della classe operaia ha fatto un salto di coscienza, di lotta e di organizzazione, che sta dietro di noi come memoria e sotto di noi come radice.
La tesi 6 pone il tema del lavoro correttamente come momento di analisi e come soggetto di iniziativa. E’un punto decisivo. La stessa attuale crisi di fase capitalistica tenderà a scaricare sui lavoratori il peso delle sue difficoltà. Se è vero che il passaggio di ciclo porta con sé una sorta di rivincita dell’economia reale, con le sue regolate rigidità, contro un eccesso di finanziarizzazione selvaggia, allora il conflitto di lavoro riprenderà il posto che gli spetta nell’agenda politica. Non avverrà automaticamente, perché si cercherà di imbrigliarlo, prima che esploda. Gli accordi separati, e non solo, servono a questo.
La sensibilità del sindacato soggetto politico ha già colto questo mutamento di scenario. Bisogna far sentire a questa Cgil che se è isolata nel Palazzo proprio per questo non lo è nel Paese. Scuola e lavoro è un tema che non è necessario portare dall’esterno nel movimento degli studenti, perché c’è già in esso più che implicitamente. Gli slogan: non pagheremo noi la vostra crisi e riprendiamoci il futuro fanno qualcosa di più che un accenno a questo. Il giovane di liceo e di università ha capito che lo aspetta un destino o di non lavoro o di lavoro precario. Compito della politica della sinistra è amplificare questa condizione, portare la critica non solo sul governo ma sul modello di società che esso gestisce e rappresenta. Il 12 dicembre è una prova, su cui investire molto. Operai e studenti uniti nella lotta, si diceva negli anni Sessanta. Non siamo a quei livelli, ma il passaggio di crisi montante giustifica un grido come “studenti e lavoratori uniti nella lotta”.
Io penso che nell’idea e nella pratica della Sinistra il lavoro abbia, e debba avere, una sua centralità. E’ questo un altro motivo di continuità con la storia del movimento operaio. Anche se oggi, centrale più che il mito del lavoro è l’esistenza del lavoratore e della lavoratrice. E questo forse è un fatto di discontinuità. Quante volte ci siamo detto che occorreva parlare al lavoratore in carne ed ossa. A volte un pesante armamentario ideologico ce lo impediva. Ma oggi l’armamentario ideologico di cui ci dobbiamo soprattutto liberare è quello che hanno subito tutte le sinistre riformiste, nell’ultimo trentennio del ciclo neoliberista, quello della deriva dal lavoratore al cittadino, e poi al consumatore, e poi magari al telespettatore, e che ha fatto annegare lo specifico dei lavoratori nel mare indistinto della “gente”. Riportare il lavoro al centro dell’agenda politica vuol dire saper far girare tutte le altre contraddizioni intorno al lavorare, in modo differente, dell’uomo e della donna, nella condizione della propria giornata, sia esso lavoro delle braccia o della conoscenza, materiale o immateriale, dipendente o autonomo, precario o fisso, e così via. Il primato egemonico del mercato ci ha messo in testa che lavoratori è una parola vecchia e chi la pronuncia vive nel maledetto Novecento, quando i lavoratori erano una forza. Va rovesciato questo senso comune. Ho idea che ci aiuterà il capitalismo in crisi al recupero di questa parola.
Le tesi 12 e 13 sono importanti. E’ vero: dalle due sinistre siamo finiti in nessuna sinistra. E’ una situazione drammatica. Nichi Vendola la dice con la formula efficace: noi predichiamo il cambiamento, ma il cambiamento non ci riconosce. E non illudiamoci, come siamo soliti spesso fare: non sarà un Obama, dagli States, a risolvere i nostri problemi. La parola change è catturata dall’oggettività dei processi, non sta più nelle mani dei soggetti. L’associazione per la sinistra è un passo avanti, soprattutto nel senso in cui la dice ancora Vendola, “luogo di ri-tessitura di relazioni socialmente e culturalmente necessarie a far vivere il ‘senso’ della parola sinistra”. Non è un approdo, è un passaggio: a vari, pazienti, stadi. L’altro paradosso è che non abbiamo molto tempo, eppure dobbiamo muoverci a piccoli passi. E’ urgente una piccola sinistra, e poi è necessaria una grande sinistra. Se non fossi così contrario a mischiare morale e politica, direi che è un imperativo etico, per noi oggi, dare a quel mondo dei lavoratori una seria adeguata meritata forza politica. Perché se no, che ci stiamo a fare?
Dovremmo tutti responsabilmente metterci intorno a un tavolo per fare il primo di quei piccoli passi. C’è l’occasione delle elezioni europee, sbarramento o no, si vota col proporzionale, è una conta non truccata, non c’è il pericolo di Berlusconi al potere, perché ci sta già saldamente, grazie a magistrali operazioni anche lì di nuovo inizio, c’è in giro un mare di pentiti per essersi lasciati infinocchiare dal ricatto del voto utile, c’è un movimento di lotte nel sociale, destinato a crescere di qui a primavera, c’è un grande sindacato in campo deciso a raccogliere la spinta del malessere, dell’insoddisfazione, della rivendicazione, diffusa nel paese: che cosa d’altro dobbiamo aspettare per presentare una proposta unitaria della Sinistra? Non ci deve frenare lo scacco dell’Arcobaleno. Ci deve spingere la volontà di rovesciare quello scacco. La sinistra scomparsa deve ricomparire. Bisogna “far vedere” che nel paese c’è un popolo della sinistra: in campo e deciso a far pesare la propria soggettività. Una lista di coalizione “Unità della Sinistra” mostrerebbe una realtà ed evocherebbe un bisogno, che c’è per l’oggi e che guarda al domani. Gli assetti organizzativi si vedranno dopo, ma allora si potrà ragionare sulla base di un consenso reale. Tutt’altra condizione da ora, quando mi sembra che a volte parliamo di una cosa che non c’è.
19 Novembre, 2008 at 13:48
L’articolo è buono e contiene, specialmente nella parte riguardante la centralità del lavoro e il modello di politica di sinistra da applicarvi, spunti di riflessione importanti. Però l’ultima parte scade nell’elettoralismo - vizio un po’ diffuso anche tra gli identitari. Il progetto dell’unità della sinistra non deve essere funzionale a questa o a quell’elezione parlamentare, bensì ad un progetto di società. E’ molto più complesso e se vogliamo stimolante.
19 Novembre, 2008 at 15:44
Voglio complimentarmi con il compagno alberto!
Ahoò, nun te perdi na virgola, abbenanche nun s’abbusca.
Con affetto fatte abbraccicà.
Amleto Lanna
19 Novembre, 2008 at 16:20
Se noi la smettessimo una volta per tutte di spaccare il capello in quattro lasciando a casa la lente d’ingrandimento,faremo cosa utile non solo alla Sinistra,ma soprattutto all’intero paese.Personalmente,mi sembra un atto irresponsabile nel momento in cui stiamo vivendo la più grandi crisi economica e occupazionale.Recenti dati della CGIL dicono che oltre 1.300 aziende italiane stanno approntando la richiesta di Gigs;il che vuol dire migliaia di lavoratori e relative famiglie sul lastrico.E allora,in queste condizioni, non possiamo specchiarci allo specchio dicendo chi è il più bello del nostro piccolo reame mentre il castello sta franando.Invito tutti i compagni impegnati nelle varie iniziative a cominciare da quella di Napoli di gridare forte e chiaro che CI SIAMO ROTTI I COGLIONI di aspettare che i vari generali finiscano di lustrarsi gli stivali peraltro neanche impolverati.
Un ultima annotazione.Sembra che l’assemblea nazionale “Per la Sinistra”venga posticipata in quanto il giorno prima si terrà lo sciopero generale indetto dalla CGIL.Inoltre,tale posticipo,sembra anche dovuto dai tentennamenti di Vendola ancora indeciso sul da farsi.
19 Novembre, 2008 at 17:15
A cura di SPARTACO INNOCENZI.
Invito tutti i compagni impegnati nelle varie iniziative a cominciare da quella di Napoli di gridare forte e chiaro che CI SIAMO ROTTI I COGLIONI di aspettare che i vari generali finiscano di lustrarsi gli stivali peraltro neanche impolverati.
Caro compagno INNOCENZI,
siamo daccordo con tutto il cuore.
viaflavio@yahoo.it
19 Novembre, 2008 at 18:49
Anch’io sarò a Napoli sabato, a raccontare l’azione che il CANTIERE UMBRIA (di cui il compagno Spartaco Innocenzi è una delle colonne principali) sta conducendo da molto prima della catastrofe elettorale di aprile, per stare tra le gente, prendendo la testa delle inziative più importanti in difesa dei beni comuni e degli interessi veri del popolo della Sinistra, non di quelli delle caste e delle nomenklature, responasibili del disastro. A noi, della conservazione di cariche e incarichi di chi ci ha portati a questo punto, non c’importa niente, non ci deve importare niente. Si tratta perlopiù di generali ormai senza esercito, salvo rare eccezioni, preoccupati di salvare i galloni e le greche. Ma il grande popolo della Sinistra è un esercito senza generali, che i suoi generali e i suoi colonnelli li sta trovando, nell’impegno quotidiano, nel lavoro metodico e umile di ascolto dei problemi di quelli che ci stanno intorno, nella disponibilità a battersi per il bene comune. E ci stiamo da comunisti, come sale e lievito di qualcosa di più grande dei nostri numeri, ahimè, risicati. Ma intorno a noi, in questa regione che da rossa quasi certamente passerà di mano per colpa di una squalificata, spocchiosa, pasticciona e affaristica classe dirigente di sinistra (stavola scrivo sinistra con la s minuscola, perchè non sono disposto più a riconoscer