Aderisco a “Unire la sinistra”.
di Eugenio Pari*
Care compagne e cari compagni.
Permettemi un breve, ma penso significativo riferimento personale: mi sono iscritto a Rifondazione comunista all’età di 14 (l’anno della sua fondazione), per aderire e fondare insieme ad altri compagni e compagne il Pdci a Rimini nel 1998.
Unire la sinistra che non si trincera dietro sterili steccati simbolici per tutelare la propria rendita elettoralistica è una priorità per il Paese scosso fin dalle sue fondamente dalle politiche della destra berlusconiana. Unire la sinistra per spostare il Pd più a sinistra, per promuovere nei fatti e non solo a parole una politica di alternativa al modello imperante proprio quando gli avversari storici della sinistra hanno dimostrato l’enormità delle contraddizioni del sistema capitalistico e la insopportabilità delle sue ingiustizie. Unire la sinistra insieme a chi ci sta non mi fa sentire meno comunista, ma, anzi, è la possibilità più concreta di incidere per la costruzione di una società più democratica e giusta, l’obiettivo di sempre per i comunisti, la ragione sociale della nascita del Pdci.
Occorre comprendere le ragioni dei movimenti di protesta che si stanno via via diffondendo nel Paese a partire dal movimento studentesco e aprirsi a queste esperienze che possono dare vita ad una sinistra che mai come oggi è stata così debole. Occorre l’unità di chi crede che un altro mondo è possibile per far riconquistare a milioni di donne e di uomini il sacrosanto diritto a progettare un futuro migliore del presente.
Gli sforzi delle giovani coppie, degli studenti, dei pensionati, dei lavoratori della conoscenza per arrivare a fine mese rischiano di essere vani perché il modello che, in Italia più che altove, vede i ricchi diventare sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri non può essere modificato dalle politiche blandamente riformiste del Pd e tantomeno dallo sterile identitarismo di chi ripropone con parole e formule stantie la sola unità dei comunisti. Occorre contrastare questo ordine sociale e al tempo stesso lavorare con forme inedite per crearne uno nuovo più giusto e umano.
Diffido dei comunisti rivoluzionari a colpi di falce e martello del XXI secolo perché in molti casi sono solo dei tatticisti che mirano ad ottenere poltrone e prebende attraverso la riproposizione pedissequa di un burocraticismo da Comintern e attraverso una selezione del personale politico di comodo perché addomesticato e mansueto rispetto ai voleri del padrone di partito.
La sinistra deve stare unita perché altrimenti sui lavoratori e sulle classi più deboli “pioveranno addosso sempre pietre”.
Fraterni saluti.
*Capogruppo PdCI e SD consiglio comunale di RImini, segreteria regionale PdCI Emilia Romagna











9 Novembre, 2008 at 17:23
Caro compagno Pari, pero’ questi disgraziati a pensare bene hanno fatto fare di passo passo la tua carriera!
E tu che fai?
Ricompensi e lodi in questa maniera il tuo elettorato, che invece di avvicinarlo lo denigri e lo diffidi!
Diffido dei comunisti rivoluzionari a colpi di falce e martello del XXI secolo perché in molti casi sono solo dei tatticisti che mirano ad ottenere poltrone e prebende attraverso la riproposizione pedissequa di un burocraticismo da Comintern e attraverso una selezione del personale politico di comodo perché addomesticato e mansueto rispetto ai voleri del padrone di partito.
Comunque speriamo che non ti riattacchi al Confucianesimo, come abbiamo letto in alcuni tuoi post.
Sii più realista, comunque quello che affermi e dici è buono, però smettila di praticare Confucio.
Ci ha pensato ad introdurlo in Europa già gesuita Matteo Ricci, che fu il primo a latinizzare il nome di Kǒngfūzǐ in Confucio.
Noi siamo per una Associazione per unire la sinistra, ma senza sputare laddove si è mangiato e difeso i lavoratori a spada tratta.
Come saprai non tutti lo hano fatto con la scusa di dare alle destre il potere solo per essere contrari all’inciuci e fare compromessi a danno delle fascee più deboli.
Chi doveva capir, capisca!?
Saluti
viaflavio@yahoo.it
9 Novembre, 2008 at 17:26
Parlare troppo in politichese non beneficia nulla, sii più concreto!!!
Parlando dei futuri progetti e pregi e non di quello che è stato o che sarà delle forme minoritarie.
Marra Roberto
10 Novembre, 2008 at 00:47
Beh, il mio concittadino Ricci introdusse la cultura europea in Cina, più che introdurre il confucianesimo in Europa…
In ogni caso, sono d’accordo con voi: anche E. Pari spara a zero su chi lo ha fatto accomodare in carrozza (poltrona), come gli altri è ben lungi dal dimettersi da posti acquisiti tramite il vituperato PdCI, i cui militanti al congresso -vorrei ricordare- sono stati piuttosto espliciti…
Pari e c.: se siete davvero diverso dagli arrivisti poltronari del PdCI fateci vedere la vostra coerenza e dimettetevi da tutti gli incarichi di cui continuamente vi fregiate, poi sarete anche moralmente giustificati nei vostri sproloqui.
10 Novembre, 2008 at 07:08
Eugenio Pari si confessa:
“Diffido dei comunisti rivoluzionari a colpi di falce e martello del XXI secolo perché in molti casi sono solo dei tatticisti che mirano ad ottenere poltrone e prebende attraverso la riproposizione pedissequa di un burocraticismo da Comintern e attraverso una selezione del personale politico di comodo perché addomesticato e mansueto rispetto ai voleri del padrone di partito”
Dopo dieci anni che hai vissuto in questa condizione se proprio ci vuoi convincere del tuo pentimento molla l’osso.
10 Novembre, 2008 at 10:38
mi si deve spiegare una cosa. tutto questo roboante moralismo perchè non lo applicate A TUTTI? Il compagno Marco Rizzo sta costruendo un partito nel partito. E’ una cosa ben diversa da un’associazione. Dovreste chiedergli come minimo di dimettersi, visto che sta perseverando nella sua linea che è tra l’altro è ben diversa persino da quella uscita dal congresso.
Potrei andare avanti segnalando delle questioni anche di merito della vostra critica: se fosse come la mettete voi neanche la scissione di Rifondazione Comunista nel 91 sarebbe potuta nascere, perchè il primissimo atto fu il voto alla missione in Kuwait. In quel caso ci fu una drammatica spaccatura in seno al gruppo parlamentare del Pci. Anche allora i compagni si sarebbero dovuti dimettere? E andiamo avanti: la scissione del PdCI da Rifondazione è nata come scissione parlamentare. Dovevano dimettersi anche in quel caso? E andiamo avanti ancora: Turigliatto, Cannavò dovevano dimettersi anche loro?
10 Novembre, 2008 at 10:40
dietro c’è un principio costituzionale che non dico perchè lo conoscono anche i sassi, chi ne ha voglia se lo vada a leggere.
10 Novembre, 2008 at 11:26
E’ urgente unirsi ma tutti, compresi i comunisti dovrebbe esser chiaro anche al Bacciardi i dati di oggi elezioni provinciali di Trento (se pur parziali per ora) confermano che: sia Verdi, Sinistra, Comunisti Italiani ARRETRANO ancora.. continuiamo così marciamo divisi e definitivamente lascieremo la scena politica! perchè saranno le persone a lasciarci!!
10 Novembre, 2008 at 14:33
Caro compagno Alberto,
non si è fatto del moralismo, anzi al contrario!
Riguardo il compagno Rizzo non sappiamo che dire,
comunque l’ultima volta che è venuto a trovarci nei nostri locali a venduto un centinaio di copie del suo libro(sembrava che fosse venuto solo per quello) ed è andato via seppur con degli interventi eseguiti da diversi cittadini e compagni partecipanti con risposta immediata, detto questo trai le tue conclusioni !?
Non per questo devi accusare che si faccia moralismo.
Dovresti dire: Caspiterina!
Eppoi, senza farci perdere tempo dicci l’art. e leggi che pocanzi menzionavi, lo sappiamo che sei preparato (scherziamo).
viaflavio@yahoo.it
10 Novembre, 2008 at 14:35
Compagno alberto, lo sai!
PS: non siamo sassi,ma gente smplicemente ignorante.
Marra Roberto
10 Novembre, 2008 at 15:02
x Alberto: principio costituzionale? Ci dobbiamo appellare ai principi costituzionali invece che ad una ovvia morale comunista?
Pietro Secchia, grande combattente antifascista e organizzatore del PCI, quando venne clamorosamente confinato in Lombardia, dopo anni al senato, non batté ciglio.
Qua invece c’è qualcuno/a che per non essere stato riconfermato/a o altri ben seduti scatenano mini scissioni, alcuni guardandosi bene però sia dal lasciare la poltroncina o dal lasciare il partito, il quale ovviamente offre ancora una buona visibilità.