Lavorare per unire la sinistra sarda
E’ oramai evidente l’esigenza di avviare il processo COSTITUTIVO della SINISTRA.
La discussione che ha interessato i partiti della sinistra in occasione dei congressi appena conclusi e la crisi strutturale del Partito Democratico ha evidenziato in Sardegna quanto sia urgente avviare tale processo.
Una Sinistra che vuole assumersi la responsabilità di governare ponendo al centro dell’agenda politica sarda i temi del LAVORO, dell’ISTRUZIONE, dell’AMBIENTE, dell’AUTONOMIA, dell’UGUAGLIANZA, della GIUSTIZIA SOCIALE e della DIFESA DEI VALORI della COSTITUZIONE.
Il Processo costitutivo della sinistra sarda, senza liquidare la storia, l’esperienza e la funzione dei partiti della sinistra, deve produrre uno sforzo di innovazione politica, aperto alla discussione e all’elaborazione culturale.
La cultura autonomista deve essere il terreno da cui partire per riformare gli strumenti e per esprimere una comune concezione di governo democratico delle sue istituzioni.
Abbiamo la responsabilità storica di consegnare alle generazioni future un LUOGO POLITICO NUOVO che utilizza punti di riferimento che guardano al nostro tempo.
Ci rivolgiamo a tanti compagne e compagni che guardano ai valori della sinistra e alle ragazze e ai ragazzi sardi che possono insieme a noi operare per costruire un domani di DEMOCRAZIA e PARTECIPAZIONE per UNA SOCIETA’ PIU’ GIUSTA.
Lavoriamo insieme senza pregiudizi e steccati trasformando questo sogno in realtà.
Prime adesioni
Antonio Espis Operaio
Gavinuccia Arca Avvocato
Tore Serra Consigliere regionale
Isidoro Aiello Docente universitario
Maria Demurtas Medico
Salvatore Meloni Allevatore
Natale Tedde Medico
Gianni Aresu Lavoratore autonomo
Paola Lanzi Consigliere regionale
Maria Antonietta Mongiu Assessore Regionale
Giovanni Meloni Docente universitario, ex deputato
Claudia Tatti Impiegata
Antonio Attili Insegnante, ex deputato
Luca Pizzuto Studente
Annarella Casu Consulente Aziendale
Marco Balbina Dipendente comunale
Tore Corda Artigiano
Renato Cugini Consigliere regionale
Francesco Carboni Avvocato, ex deputato
Gianni Calaresu Medico
Gavino Piga Insegnante
Marcello Murgia Lavoratore autonomo
Angelo Cossu Imprenditore
Pietro Maurandi Docente universitario, ex deputato
Giorgio Madeddu Impiegato
Maria Grazia Pisano Insegnante
Peppuccio Fadda Consigliere regionale
Annarita Deiana OSS
Cristina Perra Impiegata
Giorgio Cugusi Libero professionista
Alberto Melinu Assessore provinciale
Giovanni De Santis Preside
Ivo Deiana Medico
Giuseppe Pischedda Ingegnere Elettronico
Margherita Demurtas Medico
Liliana Di Giovanni Insegnante
Antonello Licheri Consigliere regionale
Ignazia Dessena Commerciante
Nora Uda Impiegata
Alessandro Marras Dipendente Comunale
Franca Lilliu Impiegata
Antonio Mura Consigliere Provinciale
Rosario Musmeci Insegnante
Bruno Lobina Pensionato
Gianni Perotti Lavoratore autonomo
Antonio Zurru ex sindaco di Nuoro
Laura Cera Avvocato
Salvatore Marrosu pensionato











15 Agosto, 2008 at 14:20
Tanto per non smentirvi:
non c’è un solo operaio.
Il Pd è il vostro partito.
Sappiamo che voi e Vendola prendete soldi dal Pd e dalla Legacoop per rovinare la sinistra.
Siete finiti
15 Agosto, 2008 at 22:13
E’ bello vedere come i Compagni Sardi amano la propria terra come la Lega !?
Per noi sarebbe in primis abolire tutti i vantaggi che hanno le Regioni a statuto autonomo…….. o tutti o nessuno!!!
Marra Roberto
15 Agosto, 2008 at 22:27
Sono daccordo con il Compagno Marra nostro V.Presidente, tra voi, il Trentino e la Sicilia costate un botto alle casse dello Stato Italiano.
Senza invidia ma con i conti alla mano.
Tutte le voci di defiscalizzazioni che altre Regioni non hanno e contributi vari lontano anni luce su altri territori della nostra Penisola.
La Preziosa Michele
15 Agosto, 2008 at 22:41
Paragonare il Trentino alla Sicilia di Cuffaro e co . è un pò DURA ; francamente non capisco il vostro “leghismo” alla rovescia.
15 Agosto, 2008 at 22:50
Non ci crederete ma la maggior parte di noi sarebbe ancora vicino alla Repubblica Romana come Territorio, la quale si estendeva dalla Romagna alle Marche e dall’Umbria al Lazio facendone una macro Regione distinta e separata come lo dovrebbe essere dai primi Giacobini Romani che sventolarono il Tricolore al Campidoglio.
Non per disfattismo politico ma proprio per un accostamento all’identità di Autonomia Sarda e di Sinistra.
Si intende, trattata come le altre Regioni senza approfittarne di Autonomia e trattamento Speciale per la posizione e l’interesse geografico.
Una provocazione scherzosa di alcuni Soci.
Affettuosi saluti
15 Agosto, 2008 at 22:52
Eros sai quanto costa il Trentino l’anno alle casse Italiane e se non parli tedesco nemmeno ti rispondono nella provincia di Bolzano.
Era un paragone reale e non virtuale.
Marra Roberto
15 Agosto, 2008 at 22:57
Comunque ci fa piacere che ci sia almeno un’Operaio nella lista abbondante di adesioni.
EROS sei sempre il solito!
M/T
15 Agosto, 2008 at 23:14
Compagno Marra , forse manchi da un pò di tempo da Bolzano e scusami se ti ricordo che il Tirolo arrivava fino a SALORNO : pertanto la lingua madre , se non erro, era ed è il tedesco . Poi il fascismo ha cercato di “annullare” la lingua “madre” , vedi ad esempio la toponomastica , come ha fatto , tragicamente, altrove ( Slovenia ect).
In Trentino le “opere” si vedono, assai di meno a Roma , Lazio o altre parti “autonome” ( vedi la citata Sicilia) dove non mancano le “risorse” ma “forse” prendono altre strade.
15 Agosto, 2008 at 23:25
Ti premetto che Roma non prende nessun contributo checchesia e lo faceva indipendentemente con le sue proprie forze, ora vedremo con Alemanno.
Hai ragione a dire che nel Trentino ” Alto Adige” si vedono le cose, tanto è vero che se fosse per me, a titolo prettamente personale avrei accontentato i nativi di ricongiungersi all’Austria con il loro territorio ben oliato dalle nostre casse, ma, per ovvi motivi che tu saprai, legati ad uno dei più autorevoli uomini della DC, quel territorio (meraviglioso) rimase con noi…..
Marra Roberto
15 Agosto, 2008 at 23:53
Compagno Marra ,ti ricordo gli “innumerevoli” contributi per ROMA CAPITALE a partire dalla legge 15/12/1990 n.396 1.
15 Agosto, 2008 at 23:56
Compagno Eros……penso che sia il minimo per la nostra Capitale non trovi?
15 Agosto, 2008 at 23:59
Compagno EROS, dato che tu ogni qualvolta nei blog o vinci o la patti auguriamo ai Compagni Sardi un buon lavoro.
Marra Roberto
16 Agosto, 2008 at 10:23
Cari Compagni,Compagne e Amici, pregherei quando intervenite, ripeto, quando intervenite in qualsiasi blog della rete (nel mondo della sinistra)di usare meno possibile, la nostra intestazione ed E-mail, nonostante sia a disposizione di tutto il Direttivo.
Non perchè sia una limitazione all’espressione del nostro pensiero, ma bensì, seppur condividendo la maggior parte della forma e dei contenuti dei Compagni, in alcune situazioni può essere intrapresa questo tipo di comunicazione come segno di kazzeggio sproporzionato e non comprensibile per alcuni individui, sebbene, frutto di provocazioni e discussioni del tutto accettabili con gli autori dei blog.
In alternativa, firmarsi e parlare a titolo personale.
Grazie.
Il Presidente
Amleto Lanna
17 Agosto, 2008 at 09:31
Credo che l’intervento del compagno Serra sia da condividere e apprezzare nella forma e nell’impegno profuso. Siamo agli albori di una nuova realtà di sinistra dove tutti, dico tutti, dovrebbero adoperarsi per promulgare quanto di buono stiamo cercando di fare, ognuno nei propri territori e nelle proprie sedi, un qualcosa che tagli con il passato e guardi al futuro, un futuro fatto di sinistra con le sue difese sociali, il suo sguardo rivolto alla Palestina, la sua determinazione per il controllo sostenibile ambientale e del territorio, il suo impegno per la tutela dei diritti dei lavoratori, il suo “no” secco alle guerre di qualsiasi genere e natura, e non ultimo la preservazione di quei doveri/diritti che la famiglia deve assolutamente avere per poter guardare ad un futuro migliore per se e i suoi figli.
Ho condiviso sin da subito la mozione di Katia e di Umberto proprio perchè pensavo a tutto questo e a quello che “purtroppo” non siamo riusciti a condividere e a trasferire come sinistra negli ultimi 10 anni, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Quindi caro compagno Serra continua così e avrai tutto il nostro appoggio, a monte delle regioni autonome e di tutto quello che ne pensiamo ma che, secondo me, nulla hanno a che vedere con questo blog e con la volontà di tutti noi di costruire una sinistra forte e impegnata sul territorio come non mai.
Saluti e serenità
Lello
18 Agosto, 2008 at 10:07
E’ assai importante osservare che l’esigenza di procedere davvero alla ricostruzione di un soggetto politico della sinistra sia sentita in maniera autonoma e spontanea in molte realtà locali. Questa è una premessa indispensabile a far sì che non sia una sterile operazione politica ma una feconda rinascita, nel 1991 avremmo detto rifondazione.
L’autonomismo sardo citato dal compagno si inserisce in questo contesto, nella storia della sinistra sarda che difficilmente potrebbe non avere questa connotazione. E confondere lo sfruttamento delle prerogative delle regioni autonome per il consolidamento di un sistema di potere, spesso clientelare, con le esigenze storiche e culturale per cui invece quell’autonomia (da usare in tutt’altra direzione) c’è è un brunettiano (nel senso di prassi del Ministro Brunetta).
19 Agosto, 2008 at 18:10
Chiedo scusa se utilizzo il blog per una comunicazione al moderatore ma non c’è altro metodo per contattarvi. Il giorno 17 agosto ho inviato un commento per questo blog, ma con mia somma meraviglia vedo che non l’avete pubblicato, eppure era solo un incoraggiamento nei confronti di Salvatore Serra a continuare sulla strada intrapresa. Vedo poi l’ultimo commento di David datato 18 agosto, quindi presuppongo che il mio è stato censurato. Beh!!!! Se cominciamo così andiamo bene.
Saluti e serenità
Lello
P.S. Quando ho inviato il commento è venuta successivamente fuori la pagina che mi diceva che il commento era stato inviato correttamente, quindi è da escludere anche la possibilità che non abbiate ricevuto nulla.
Mi permetto di darvi un altro consiglio: mettete un indirizzo di posta elettronica per contattarvi.
20 Agosto, 2008 at 16:26
Per Lello: come primo messaggio andava approvato dall’amministratore del blog. Beh, semplicemente sono stato quattro o cinque giorni in ferie.
Se leggi tutto il blog, è stato passato di tutto, figurati se censuravo il tuo messaggio pacato e d’incoraggiamento!
20 Agosto, 2008 at 22:40
raffaele buonasera, ci fai capire meglio.
A noi interessa molto quello che hai detto a ferragosto! andato lamentabilmente sul blog in data odierna, poichè il Compagno si era preso qualche pausa estiva del tutto meritata.
Di sicuro e di fatto è a forma gratuita il suo servizio, quale accoglitore dei messaggi….uno vero!
Il direttivo
21 Agosto, 2008 at 19:14
Forma gratuita e volontaria, certo.
Però le ferie le prendo lo stesso, eheheh!
Un saluto.
21 Agosto, 2008 at 20:00
Saresti un martire se non ti prenderesti qualche volta uno stacco……
ahahahah
4 Settembre, 2008 at 08:17
Cari compagni,
Prima di parlare in maniera così semplicistica di autonomismo, credo si bene che vi informiate, e che soprattutto per quanto riguarda la Sardegna, occorre fare dei doverosi distinguo, la sua specialità è sotto gli occhi di tutti:
Ha un tasso di disoccupazione fra i più alti in Italia; il tasso di natalità è il più basso fra le regioni italiane; il divario infrastrutturale rispetto al resto del territorio nazionale è altissimo, si pensi ad esempio allo stato dei collegamenti aerei e marittimi, che forse conoscete di più perché tanto se ne parla durante la stagione estiva.
Se vi è capitato di leggere Gramsci “sulla questione meridionale” vi rammento che traeva spunto proprio da ciò che conosceva meglio la sua terra.
L’autonomismo della Sardegna ha le stesse radici del comunismo e del socialismo e gli stessi pensatori, l’autonomismo Sardo non è separatismo o federalismo, non è neanche richiesta di elargizioni a pioggia o assistenzialismo, ma strumento di rivendicazione.
Il debito dello Stato nei confronti della Sardegna è di oltre dieci miliardi. E in questa materia non si possono certo fare sconti.
Negli ultimi 10 anni, infatti, sono stati trascurati aspetti fondamentali della parte di gettito fiscale irpef e iva che automaticamente dovrebbe ritornare alla Regione. È una vertenza che vale da 650 a 700 milioni di euro l’anno, un valore importante capace di modificare il bilancio regionale, la cui situazione è gravissima. I debiti si sono moltiplicati i nei cinque anni di governo del centro destra.
il gettito che lo Stato gira alla Regione è invariato da quindici anni, non cresce come dovrebbe insieme al prodotto interno lordo e ai redditi. Alla Regione spettano i sette decimi del gettito prodotto in Sardegna e così non è stato. Poiché la legge non è cambiata è evidente che lo Stato è debitore nei confronti della Regione. Al bilancio della Regione Sardegna sono mancate cifre importantissime che adesso rivendichiamo per poter colmare il divario con il resto della nazione, anche se importanti passi si sono fatti con il governo di centro sinistra alla regione.
Con l’importante apporto della sinistra :
1. si sono ottenuti importanti finanziamenti per il lavoro.
2. si è scritta una importante pagina sulla restituzione delle basi militari, in testa quella della Maddalena, ciò costituiva argomento di lotta fin dal 1968;
3. ci si è dotati di un pino sanitario all’avanguardia, che attende una corretta applicazione sulla quale vigileremo da sinistra. Perché ciò che è pubblico lo rimanga e perché le gestioni siano trasparenti corrette.
4. si sono stanziati importanti finanziamenti per il diritto allo studio;
5. si è riconosciuta e preservata la specialità ambientale della Sardegna con il piano paesaggistico che dovrà portare ad una più attenta programmazione delle edificazioni e delle infrastrutture, tutto ciò per salvaguardare quello che è la nostra più grande ricchezza.
6. Ecc.
Ecco perché rivendicare programmaticamente l’autonomismo, per la Sinistra in Sardegna, ha una grande valenza e scusatemi se l’ho fatta un pò lunga.
Saluti fraterni
4 Settembre, 2008 at 09:41
Cristina non ci stupiremo se fossi Sarda e se non ti offende, diremo Italiana!
Sono talmente tante le cose che hai detto che preferiremo lasciare da parte Gramsci.
Diciamo soltanto una cosa noi, più che altro per provocazione perchè quello che tu dici crea fazioni di poveri e meno poveri tra noi Italiani, una certa sorte di guerra tra poveri, il quale con queste rivendicazioni non ha fatto altro che dividerci e creare a più non posso clientelismo e delatori sia a destra che a sinistra.
Un esempio, forse stupido, ma che raccoglie una differenza enorme per pendolari al contrario con un pizzico di provocazione.
Quanto paghi il volo per venire a Roma o ad altre città della Penisola, invece quanto noi paghiamo, un volo per venire a Cagliari o qualsiasi altra città della Sardegna.
Il Direttivo
4 Settembre, 2008 at 14:58
Oltre a essere nata in Sardegna e viverci sono cittadina del mondo non che italiana, solidarizzo e partecipo alle lotte di tutti coloro abbiano esigenze di riscatto in qualsiasi territori, nazione, regione,quartiere, borgata, campo nomadi, bidonvil vivano, qualsiasi religione professino, qualsiasi colore abbiano.
Per quanto concerne il costo dei biglietti aerei, posto che sarebbe giusto che tutti pagassero lo stesso prezzo, dovrai riconoscere che visto che non possiamo spostarci in macchina o in treno sul mediterraneo per noi l’aereo riveste “onere di servizio pubblico”. Non dimenticare che siamo Italiani e la nostra insularità; che è diversa da quella siciliana, 13 ore di navigazione rispetto ad 1 o 2, non ci da gli stessi diritti di cittadinanza italiana, quale quelli riconosciuti ad “Ogni cittadino che può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche” come recita la Costituzione, che ribadisce ancora “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”Il paragone con la Sicilia non vuole comunque sminuire le sue specificità ne porre in dubbio alcuno la sua autonomia regionale.
Posto che il nostro diritto alla libera circolazione non è diverso dal vostro a venire qui che è comunque territorio nazionale ammetterai, che se la Regione e non la Nazione si accolla il maggior costo dell’aereo per consentire ai cittadini sardi che si recano nel territorio nazionale per motivi i più disparati: lavoro,salute, studio perchè non abbiano a subire un costo troppo diverso da quello degli altri cittadini, che per gli stessi motivi possono spostarsi semplicemente in treno, non è una così grave discriminazione. Mi auguro che anche per venire in vacanza qui il costo dei biglietti diventi inferiore o che le ore di traversata diminuiscano, che sia offerto un miglior servizio, forse si discuterebbe di meno esuberi ci sarebbero più posti di lavoro, l’economia migliorerebbe il Pil regionale aumenterebbe e 7/10 dell’erario che rientrano alle casse regionali sarebbe più cospicuo
Non voglio alimentare la guerra fra poveri ma nessuno in questo paese deve essere trattato da cittadino di serie B.
Cordiali saluti
4 Settembre, 2008 at 16:38
Comunque, la massima soldarietà a tutti i Compagni che hanno combattuto e che combattono a favore dei lavoratori, gli emarginati,le persone svantaggiate,le fasce più deboli etc. etc..
Lavoriamo per una sinistra unita, italiana e che non ci deluda più come ha fatto in questi ultimi tempi…….mi riferisco a coloro che si sono attaccati alla poltroncina e non sono più scesi avendone combinate di cotte e di crude.
Noi al congresso siamo stati coerenti e forse audaci non avendo lekkato il kulo a nessuno. Come purtroppo molti hanno fatto per delle briciole, calpestando la dignità.
Noi purtroppo siamo abituati ad essere depredati……nonostante lottiamo intensamente per il diritto alla casa e per togliere il degrado dalla nostra vita,parliamo delle periferia romana.
Moltissime volte ci vuole meno ad arrivare a Roma da Olbia che da un Quartiere all’altro di Roma (ironia veritiera e scherzosa).
Credimi che a volte sarebbe stato un lusso averci trattato da cittadini di serie B, poichè si e no ci hanno trattato da serie C fino ad oggi, comprese tutte le marachelle che sono state fatte in questi ultimi anni ben mascherate dai nostri candidati elettorali e referenti sia in Campidoglio che in Paramento.
Chi vuol capir capisca!?
Ciononostante, era una provocazione per aiutarci a vicenda.
Un saluto caro, mitica compagna Cristina.
viaflavio@yahoo.it
4 Settembre, 2008 at 21:43
sono d’accordo con cristina e condivido l’analisi sulla specificità territoriale della Sardegna e sui risultati ottenuti dalla giunta Soru:Mancano pochi mesi alle elezioni e questa giunta non dimostra alcuna capacità di autocritica e capacità di rilancio.
Condivido l’analisi di Cristina e riconosco che la giunta Soru ha ottenuto risultati importanti in molti campi.Ma ha perso e continuerà a perdere consensi in molti settori vitali e uno di questi e propio la sanità, dove a fronte di tante promesse e speranze si è risposto ,si approvando un piano sanitario regionale, ma che duole dirlo , perchè questo è il cavallo di battaglia del centro destra, è rimasto un contenitore vuoto.Da operatore della sanità non ho visto un miglioramento dell’assistenza, nè una diminuzione del clientelismo
5 Settembre, 2008 at 08:43
Ai carissimi compagni di viaflavio, simpatici provocatori tutta la mia vicinanza, spesso la lontananza delle istituzioni territoriali è abissale se confrontata a quella fisica fatta di strade, spesso ci si sente isolati, soli e piccoli in confronto ai problemi che tutti i giorni si devono affrontare, e ancora più spesso ci si domanda quanto valga la pena lottare, se poi anche coloro della nostra parte quando si tratta di enunciare sono bravissimi, a rendere concrete le parole meno, a fare l’analisi del perché si perde si è insufficienti a trarne le conseguenze e a dimettersi non sene parla proprio.
Allora non ci resta che riprovare noi a ripartire dal basso ancora una volta facciamo i manovali e cerchiamo di dare voce a chi non la ha, ricostruiamo mattoncino su mattoncino dalle sue macerie la sinistra senza steccati perché altrimenti si raccoglie poco, recuperiamo fra le macerie il buono ma soprattutto diamo nuovo vigore e cerchiamo di porvi del nuovo perché il collante sia la speranza di una società migliore.
Ciò che Maria dice sul versante della sanità è assolutamente vero, e ciò si riflette anche su altri settori quello idrico ad esempio, ma bisogna anche dirci tra di noi che la portata legislativa della giunta Soru non si era vista da diversi decenni, e sta per concludersi un quinquennio, l’attuazione e i risultati in genere sono nel secondo quinquennio, e dobbiamo operare primo perchè la prossima giunta sia ancora di centro sinistra, secondo perché la sinistra che rappresentiamo abbia voce e peso politico, altrimenti tutte le leggi fatte dal centro sinistra, avranno norme attuative del centro destra e allora si che sarà tragica e triste per tutti.
5 Settembre, 2008 at 21:38
Cari compagni
Vista la vivace discussione scrivo un breve commento per esprimere , innanzitutto la mia condivisione al documento portato avanti da Tore Serra e dai compagni.
Ho letto con molta attenzione e ho ritenuto,inoltre, di porlo all’attenzione di diversi compagne e compagne.
Io credo , però, che ora è importante avviare indistintamente in tutte le regioni italiane, un processo che ci porti alla costruzione di una sinistra in grado di fare tesoro di tutte le culture, le lotte e le esperienze senza ripetere gli errori che hanno fatto sorgere e crescere settarismo e superficialità. Credo che quello che c’è in ballo oggi è troppo importante per permetterci discussioni.
Ora c’è bisogno di decidere tutti insieme il CHE FARE . Se un nuovo soggetto di Sinistra deve sorgere deve coinvolgere l’insieme del popolo della sinistra, quindi, non solo partiti ma soggetti, per soggetti intendo sia Associazioni ma anche compagni, che in tanti anni hanno contribuito alle battaglie per la pace, la giustizia sociale e l’ambiente. Solo unificando l’insieme di queste forze riavremmo una sinistra politica capace di incidere nei processi economici e sociali.
Non chiudiamoci in aspetti territoriali, i compagni sardi è giusto che difendano le proprie pecularietà, ma cerchiamo di trovare una sintesi comune che ci porti ad abbattere barriere e steccati almeno tra noi compagni .
Ciao a tutti Anna
6 Settembre, 2008 at 15:41
…spero che -se diventerete autonomi, indipendenti o quello che desiderate- almeno i soldi li spendiate meglio di come fa Soru: leggete qua che storia…
http://www.giornalettismo.com/archives/4146/il-santo-graal-dei-sardi-regalato-a-ratzinger-ma-non-e-abbastanza/
6 Settembre, 2008 at 19:17
Abbiamo letto la storia di cui parlava giacomo L.all’indirizzo sotto il suo intervento.
Cose da non cerdere!?
Siamo rimasti sbigottiti e allucinati.
Incredibile!
Invitiamo tutti a leggerlo come abbiamo fatto noi.
Certo se è tutto vero ci vengono forti dubbi.
Il Direttivo
7 Settembre, 2008 at 18:48
Io mi rivolgo a tutti coloro che hanno aderito ” lavorare per unire la sinistra sarda”
Avete letto cosa ha suggerito di leggere giacomo L..
Io compagni l’ho letto, e credetemi, ne sono rimasto addolorato.
Dite qualcosa, sarebbe il minimo, in specialmodo il compagno Salvatore Serra intervenisse a tal riguardo!
Amleto Lanna
7 Settembre, 2008 at 19:03
Per quanto mi riguarda, credo che Soru (che mi è sempre parso un uomo intelligente, lo dico davvero) e la sua maggioranza avranno un bel po’ di peccati da farsi perdonare, sennò proprio non si spiega! Il mercato delle indulgenze di luterana memoria…
E comunque, questa vicenda la dice lunga sul “fine teologo” Ratzinger: si scaglia contro il materialismo, l’edonismo, l’opulenza… ha avuto anche il coraggio di ammonire i poveri sudamericani di non farsi abbindolare dai nuovi marxisti!
E poi per bere un sorso di vino durante la messa fa chiedere a terzi un calice di 1,5 kg d’oro (a cui vanno aggiunte le pietre preziose, che scherziamo?)… va bene l’autonomia dall’Italia… ma cari compagni sardi, vi serve pure quella dai preti a questo punto…
8 Settembre, 2008 at 00:17
mi rivolgo a te compagno,come ti chiama la compagna Antonella Casu….. Caro Tore ma perchè non dici una parola?
Apri un blog e ci sembra che tu te ne fotta di quanto viene argomentato nello stesso dai compagni con i loro interventi, seppur alcuni un pochino provocatori, tra l’altro è anche giusto cosi, per mordere con la nostra rabbia e farci mordere da coloro che si credono tutto e dippiù, confrontandoci lealmente con un po’ di spiritosaggine che non guasta mai.
In fondo spero e mi auguro che abbiamo tutti dei punti in comune che si possono condividere, non per questo siamo della IZQUIERDA.
Caro Compagno Serra, vorrei sapere dove cavolo sei e se leggi il tuo blog!
E rispondi porca l’oca….. non avrebbe senso creare un blog ed essere latitanti, ma come funzioni nella tua vita.
Amleto Lanna
9 Settembre, 2008 at 00:55
Io dico, dopo tutto questo tempo di latitanza del blog da parte di Salvatore Serra, che lo stesso blog andrebbe chiuso, poichè il compagno Tore, autore di questo vespaio tra Compagni non è stato degno di partecipare o moderararlo.
Ma che razza di compagno Sei …. se lo sei!
Rolando Lanna
9 Settembre, 2008 at 01:01
A Tore ma come fanno i Compagni a considerarti se non intervieni sul tuo blog?
A meno che, non fai come alcuni che conosciamo, parlano per te e programmano per te.
Che Compagno che sei……… ma facci il piacere, fai cancellare questo blog o tu o chi te lo ha inserito a nome tuo a mò di scimmietta.
D’Urso Devotina
9 Settembre, 2008 at 02:02
APPELLO
SABATO 13 SETTEMBRE: MANIFESTAZIONE
ORE 15.00 P.ZA MATTEOTTI
EMERGENZA DEMOCRATICA: DIFENDIAMO LA CONSULTAZIONE CONTRO IL DIKTAT DI BERLUSCONI E LA VIOLENZA DI SARLO
“SIAMO TUTTI VICENTINI”
Torniamo in piazza per difendere Vicenza da una nuova base di guerra e la consultazione popolare del prossimo cinque ottobre che il Governo Berlusconi vorrebbe impedire.
Per leggere l’appello vai all’indirizzo http://www.nodalmolin.it/notizie/notizie_227.html
10 Settembre, 2008 at 18:33
Cari compagni,
leggo sempre con attenzione i vostri commenti. Sono sempre graditi anche quando vengono usate espressioni “ortofrutticole e zootecniche “, del tipo. “dove cavolo sei” e “ “scimmietta” . Al di là dello scherzo sono convinto sostenitore del processo costitutivo della sinistra unita, ovviamente di tutta la sinistra non solo di quella autonomista sarda che è una piccola parte del processo generale ormai avviato come testimoniano i numerosi commenti su ogni notizia che viene riportata sul sito.
Saluti comunisti
Tore
10 Settembre, 2008 at 23:47
Compagno Tore buonasera, ringraziamo di aver visto le tue lusinghe…….daltronde ci è sembrata una tattica vincente, non ti preoccupare che le noccioline non te le diamo,scherzi a parte, fa piacere che l’autore del blog ogni tanto s’interessi dei contenuti di Compagni Inkazzati e meno inkazzati, di questi ultimi ne vorrei contare qualcuno.
Ciononostante, ti mando un saluto caro e comunista doc.
A presto, ma con qualcosa meno frammentario.
Amleto LANNA
Presidente
Associazione Culturale viaflavio
Membro del Comitato Stilicone
Dimissionario del Direttivo Politico
PDCI Palmiro Togliatti Roma
14 Settembre, 2008 at 15:25
Il cielo è grigio, la pioggia cade incessante, questo è il sabato mattina su
Vicenza; ma tra le strade della città berica è tornato a splendere il
sole. Ottomila persone hanno sfilato lungo i quattro chilometri di
percorso, da Piazza Matteotti al Festival No Dal Molin, sotto la pioggia
e, in alcuni momenti, sotto la grandine.
29 Settembre, 2008 at 11:44
mobilitazioni il 4-5 ottobre
Il 5 ottobre, nella città di Vicenza, si svolgerà la consultazione popolare indetta dall’amministrazione per chiedere ai cittadini se vogliono che l’area del Dal Molin – all’interno della quale gli Stati Uniti vorrebbero costruire una nuova base militare – debba essere sottoposta a un processo di acquisizione dal parte del Comune.
Ma la vicenda Dal Molin non riguarda solo la città di Vicenza; a essere in gioco, infatti, è la realizzazione di una nuova base militare statunitense, ovvero di uno strumento utile alle future guerre; ma, anche, il diritto delle comunità locali – di tutte le comunità locali – di potersi esprimere sui progetti che riguardano il proprio territorio e che investono il proprio futuro. [...]
Per leggere tutto l’appello vai all’indirizzo http://www.nodalmolin.it/notizie/notizie_246.html