Non voglio guardarmi indietro sapendo che tutto è spento, voglio guardare avanti sapendo che c’è tanto da illuminare
Non voglio guardarmi indietro sapendo che tutto è spento, voglio guardare avanti sapendo che c’è tanto da illuminare. Voglio ringraziare tutte le compagne e i compagni che in tutta Italia hanno creduto e credono che la ricomposizione della sinistra sia elemento fondamentale per rappresentare le ragioni delle fasce più deboli della nostra società. E’ una battaglia che abbiamo cercato di fare unendoci allo sforzo che si sta compiendo in altri partiti della sinistra, purtroppo le logiche di autoconservazione e di settarismo presenti nel nostro partito e nel nostro congresso, hanno mortificato un esaltante momento di confronto.
Noi continueremo a lottare nel nostro partito e tra la gente per unire tutta la sinistra e lo faremo con determinazione a partire dai territori dove siamo maggiormente visibili.
Nel congresso che si è concluso nell’affanno e nella stanchezza politica generale, non abbiamo perso Noi, perchè le nostre idee coincidono fortemente con centinaia di migliaia di militanti della sinistra che ha ritenuto di non partecipare a congressi le cui conclusioni erano scontate ed inutili, basti pensare al dato di affluenza generale ai congressi del nostro partito (poco meno di 4.000 compagni in tutta italia).
Noi non rinunceremo alle nostre idee e continueremo incessantemente a dire che l’unità della sinistra è la condizione fondamentale per combattere i poteri forti. Lentamente ma con caparbietà, cercheremo di convincere anche chi non è ancora convinto.
Il nostro partito ha rinunciato aprioristicamente a misurarsi sul terreno dell’unità della sinistra ed ha rinunciato ad impegnarsi nell’elaborazione politica e programmatica, rifugiandosi colpevolmente in una già collaudata e fallimentare scelta organizzativistica ed organigrammatica, che oggi mortifica ancora di più una stagione che la sinistra avrebbe dovuto utilizzare per interrogarsi sulla sua natura e sul suo ruolo per mettersi al servizio della società. Questo film di un congresso che si chiude con la beatificazione di tutti coloro che vogliono definirsi dirigenti nazionali già lo abbiamo visto. Avremmo preferito vederne un’altro che desse una speranza vera ai lavoratori e una prospettiva di comune lavoro a tutta la sinistra Italiana.











25 Luglio, 2008 at 22:17
Anche io voglio guardare avanti, perché parafrasando un grande scrittore”questo mondo non mi piace che ne venga un altro”. Non mi piace la deriva fascista del nostro paese, non mi piace che l’unica voce contro sia quella di colui che a suo tempo votò contro ‘indagine sul G8 (Di Pietro). Spero molto in un cambio di rotta della Sinistra, di tutti coloro che si riconoscono nei valori dell’antifscismo.
26 Luglio, 2008 at 14:00
Sui dati riportati dalla compagna Cesini:
è assurdo calcolare la partecipazione degli iscritti sulla base della rappresentanza dei delgati. Le sezioni hanno inviato delegati sulla base del numero degli iscritti, ma i partecipanti ai loro congressi ammontano molto spesso a 1/4 o ad 1/3 degli iscritti di sezione, ergo i dati forniti non sono i dati assoluti.
Chiedo alla compagna Katia Belillo (visto che forse Diliberto e Rizzo hanno la coda di paglia sull’argomento) di lavorare affinchè tutti gli iscritti al Pdci possano conoscere ciò che in qualunque organizzazione è normale che si venga a sapere: i dati assoluti reali del numero di compagne e compagni che hanno partecipato al V congresso.
26 Luglio, 2008 at 14:02
Chiedo a tutti i compagni, al di là delle posizioni congressuali e dello spirito di parte, di associarsi a questa semplice richiesta di democrazia, di legalità, di trasparenza
31 Luglio, 2008 at 17:56
Per diffusione……….dal nostro compagno Mastrantonio.
COMUNICATO STAMPA DEL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO ROMA VII
ROBERTO MASTRANTONIO
Esprimo soddisfazione per l’esito dell’incontro avuto dal Sindaco Alemanno e dal Prefetto di Roma Carlo Mosca con una rappresentanza dei cittadini di Torre Spaccata, presente anche l’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio Roma VII e il Dirigente Tecnico.
Le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco al termine dell’incontro, sono perfettamente in linea con quanto richiesto dal Municipio e dal sottoscritto in persona in occasione dell’ultimo incontro avuto mercoledì 23 luglio con il Prefetto Mosca.
In quell’occasione ho ribadito infatti la richiesta contenuta nel Programma del Presidente votato dal Consiglio Municipale a Giugno 2008, di trasferire il Campo in area attrezzata più idonea e nelle more del trasferimento usare parte delle risorse e degli uomini delle forze dell’ordine, che saranno disponibili in seguito all’approvazione del nuovo Patto per Roma Sicura, per operare una bonifica ambientale del campo e predisporre un servizio di vigilanza costante atto a contrastare il fenomeno degli incendi che hanno determinato e continuano a determinare tante frizioni con la cittadinanza ormai esasperata.
Contestualmente esprimo approvazione per i tanti progetti di inserimento lavorativo e di scolarizzazione per i minori che autorevoli esponenti della Giunta Comunale hanno annunciato nei giorni scorsi, tesi ad arrivare nel medio periodo all’attuazione di politiche attive per il superamento della logica dei campi.
Il Progetto del “Savoregno Ker” ribadisco per quel che mi riguarda assolutamente temporaneo e sperimentale ai soli fini dimostrativi, condotto dall’Università di Roma Tre, Facoltà di Architettura, va esattamente in questa direzione e con questo spirito ho inteso patrocinarlo; con queste motivazioni ho inviato una lettera in data 2 Luglio prot. 46100, al Prefetto di Roma e al Gabinetto del Sindaco attraverso la quale davo comunicazione dell’avvenuto patrocinio da parte di questa Presidenza al progetto
Tutto ciò al fine evitare che si determinassero fraintendimenti fra i cittadini che avrebbero potuto portare al verificarsi di episodi di intolleranza determinati dalla giusta esasperazione dei cittadini stessi cosa che poi purtroppo si è verificata
31 Luglio, 2008 at 18:10
Il comuicato del compagno Mastrantonio, tratta il tema scottante di una realtà che sta diventando una mina vagante,
quella del CASILINO 900,
il più grande campo abusivo di Rom in Europa.
Il direttivo