Non voglio guardarmi indietro sapendo che tutto è spento, voglio guardare avanti sapendo che c’è tanto da illuminare. Voglio ringraziare tutte le compagne e i compagni che in tutta Italia hanno creduto e credono che la ricomposizione della sinistra sia elemento fondamentale per rappresentare le ragioni delle fasce più deboli della nostra società. E’ una battaglia che abbiamo cercato di fare unendoci allo sforzo che si sta compiendo in altri partiti della sinistra, purtroppo le logiche di autoconservazione e di settarismo presenti nel nostro partito e nel nostro congresso, hanno mortificato un esaltante momento di confronto.
Noi continueremo a lottare nel nostro partito e tra la gente per unire tutta la sinistra e lo faremo con determinazione a partire dai territori dove siamo maggiormente visibili.

Nel congresso che si è concluso nell’affanno e nella stanchezza politica generale, non abbiamo perso Noi, perchè le nostre idee coincidono fortemente con centinaia di migliaia di militanti della sinistra che ha ritenuto di non partecipare a congressi le cui conclusioni erano scontate ed inutili, basti pensare al dato di affluenza generale ai congressi del nostro partito (poco meno di 4.000 compagni in tutta italia).
Noi non rinunceremo alle nostre idee e continueremo incessantemente a dire che l’unità della sinistra è la condizione fondamentale per combattere i poteri forti. Lentamente ma con caparbietà, cercheremo di convincere anche chi non è ancora convinto.
Il nostro partito ha rinunciato aprioristicamente a misurarsi sul terreno dell’unità della sinistra ed ha rinunciato ad impegnarsi nell’elaborazione politica e programmatica, rifugiandosi colpevolmente in una già collaudata e fallimentare scelta organizzativistica ed organigrammatica, che oggi mortifica ancora di più una stagione che la sinistra avrebbe dovuto utilizzare per interrogarsi sulla sua natura e sul suo ruolo per mettersi al servizio della società. Questo film di un congresso che si chiude con la beatificazione di tutti coloro che vogliono definirsi dirigenti nazionali già lo abbiamo visto. Avremmo preferito vederne un’altro che desse una speranza vera ai lavoratori e una prospettiva di comune lavoro a tutta la sinistra Italiana.

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