Abbiamo scelto di non far parte della Assemblea Nazionale del PdCI , in quanto lo riteniamo un organismo poco efficace (conta più di 500 membri), luogo delle satrapie territoriali anziché contenitore delle diverse sensibilità emerse dal confronto in questo Congresso.

Alla richiesta (che riteniamo legittima) di rappresentanza della nostra sensibilità politica, il gruppo dirigente del PdCI ha risposto con una vera e propria “selezione della razza”; ha scelto chi poteva starci e chi no, non riconoscendo l’autonomia dell’area raccolta intorno alla mozione “Una necessità per il Paese: unire la sinistra”, mortificando il pluralismo e sostanzialmente escludendo dalla vita democratica tanti compagne e compagni che hanno costruito questo Partito.

Noi torneremo sui territori a lavorare, saremo “militanti semplici”, comuniste e comunisti che non si rassegnano all’idea che il nostro Partito si isoli in un fortino assediato da un mondo che cambia.

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