Diliberto e’ stato eletto all’unanimità perchè la minoranza ha scelto di non entrare a far parte del comitato centrale
La notizia apparsa da poco per cui Oliviero Diliberto sarebbe stato eletto all’unanimità perché le minoranze non hanno partecipato al voto corrisponde al vero, infatti la minoranza ha scelto di non entrare a far parte dell’organismo dirigente.
La nostra sarà una battaglia di minoranza che svolgeremo sui territori, anche attraverso l’Associazione “Per la sinistra unita”.
Le compagne ed i compagni che hanno scelto di non entrare a far parte del Comitato Centrale sono oltre 40, rappresentativi di tutte le realtà territoriali ed in modo particolare anche di 4 rappresentanti su 17 della platea dei consiglieri regionali che fanno riferimento al Partito dei Comunisti Italiani: Tore Serra (Sardegna), Carlo De Sanctis (Puglia), Marco Montemagni (Toscana) e Luca Robotti (Piemonte).










20 Luglio, 2008 at 19:44
Temo “liste di proscrizione” anche nelle sezioni, visto l’andamento del congresso.
Per quanto mi riguarda e per tutti coloro che hanno appoggiato la mozione 2, rimane l’amarezza di vedere imboccare al nostro partito una strada in salita, forse senza uscita.
Speriamo che se ne accorgano prima della fine…
20 Luglio, 2008 at 19:53
Compagne e compagni della mozione 2 plaudo alla vostra scelta di non entrare negli organismi dirigenti “deterninati” da questa maggioranza che SGOVERNA il partito .
Mi sento degnamente rappresentato da questa scelta che in altro post ritenevo la scelta da fare .
Avete correttamente tolto il”paravento” alla formazione di organi dirigenti pletorici e rifiutato il “contentino” che il “nocciolo duro e puro” ci voleva dare .
Mi aspetto che sarà assai difficile ritornare a fare LAVORO POLITICO in questo Partito perchè alla prima occasione i “maggioritari identitari” rispolvereranno l’accusa di frazionismo ( vecchio arnese stalinista) per cacciarci “legalmente” dal Partito .
Auguri a tutti noi perchè il processo dell’unità a sinistra sappia concretizzarsi quanto prima nella volontà dei militanti e non, facendo prevalere , nei FATTI, la volontà dei lavoratori rispetto all’identitarismo di gruppi dirigenti autoreferenziali e autoconservatori .
20 Luglio, 2008 at 23:34
Cari compagni,
il congresso si è svolto, avete esposto la vostra proposta politica, e avete perso.
E’ stato ribadito che la confederazione della sinistra si poteva fare quando esistevano ancora i DS, certamente è improponibile farla con il Pd né tantomeno annacquare il patrimonio organizzativo di due partiti comunisti per favorire il ceto politico senza seguito alcuno di Sinistra Democratica.
Rimangono quindi, oltre a molta gente che al di fuori dei partiti si sente comunista e di sinistra, i due partiti: pdci e prc.
L’unità dei comunisti E’ l’unica unità della sinistra possibile, le altre sono sì soluzioni politiciste, e lo sapete benissimo.
La sintesi inoltre si fa in maniera approfondita se vi sono divisioni ampie in un partito; il 14% ottenuto dal documento 2 implica sì un dialogo, ma abbiate il senso della vostra misura e dimensione…
La stragrande maggioranza ritiene che è necessario ribadire l’autonomia politico-organnizzativa dei comunisti in questo paese. E si ritorna finalmente al centralismo democratico, basta con il principio delle patetiche associazioncine e correntucole, che ha DISTRUTTO Rifondazione e inizia a serpeggiare anche tra di noi.
Chi sta nel partito discute quanto vuole al suo interno, ma la linea esterna è UNA. Qua sta il vero discrimine tra chi nel progetto comunista ci crede e chi no. punto.
20 Luglio, 2008 at 23:43
amen. intanto ai congressi molti compagni disgustati sono rimasti a casa e tanta gente, gente di sinistra e comunista che voleva l’unità della sinistra, DI TUTTA LA SINISTRA a sinistra del Pd, si trova di fronte un partito che vuole a tutti i costi rimanere d’elite con organismi dirigenti pletorici (530 membri!) giusto per soddisfare le, vecchissime, brame di posto di qualche burocrate. complimenti.
20 Luglio, 2008 at 23:46
aggiungo un’altra cosa, la maggioranza diliberto-rizzo (che già a ricominciato a litigare) ha dimostrato dopo il DISASTRO di non aver capito nulla di quello che è successo, e la burocratia che sta dietro a loro si rende complice dell’ennesima rottura dell’unità non tanto del partito, ma del movimento operaio e della sinistra.
21 Luglio, 2008 at 00:51
Compagno Alberto sono d’accordo e al compagno L.A.R dico che il suo punto finale se lo tenga per lui come il “suo” CENTRALISMO ANTIdemocratico e per sovraprezzo tutti gli “arnesi staliniani” usati nella preparazione e nello svolgimento del Congresso .
Il termine avete “perso” è piu da stadio che da dibattito politico e se L.A.R. sei “contento” che SD è un ceto politico cosa è rimasto il Partito se ai congressi hanno partecipato in TOTALE nr. 3600 compagni.
HAI, compagno L.A.R., il senso dei numeri ?
Credi che “barricandoti/vi” a rappresentare 3.300 ( 86% di 3.600) hai”creato” il grande” movimento comunista “?
Leggi cosa pensano dell’unità dei comunisti Ferrero , Vendola e altri compagni di RC?
Quando finiranno i soldi del rimborso elettorale dove andrà a raschiare il “fondo del barile” questa dirigenza politica che propone l’unita dei comunisti FONDAMENTALMENTE per affrontare le elezioni europee alle quali forse ricandidare non GUIDONI che è un compagno comunista serio ma il depositario dell’identità alleato al Segretario .
Voi compagno L.A.R. non avete il senso della misura , pensate di poter ripetere al PD nelle prossime elezioni europee, amministrative e regionali , sic e sempliciter l’accusa dell’autosufficienza ?
Potranno sempre ribadirci o meglio ribadirVi che se prima del disastro la “somma” era circa del 13% dopo il disastro è del 3,2% diviso 4 cioè 0,8% .
Con l’impianto Diliberto-Rizzo si rischia la definitiva estinzione di questo Partito arroccato su analisi vecchie mentre la restaurazione di destra ,economica e sociale ,galoppa noi si deve stare a “disquisire” sui simboli identititari .
Non si produce nessuna analisi attinente all’oggi anzi si è più arretrati di “intellettuali borghesi£ vedi Reich e il suo “Supercapitalismo” , di sinistra ( FRANCIA)Latouche e altri con la “decrescita serena”.
Ho ascoltato via web gran parte degli interventi al Congresso e ho sentito molte citazioni marxiane , molto parlare di classe tutte nel segno dell’identità ma POCHI interventi che delineassero una strategia politica atta al confronto durissimo già posto in atto da questo governo e che non attende , lo scontro, i NON tempi dell’unità dei comunisti .
La CLASSE non attende “predicozzi identitari” ma FATTI CONCRETI .
21 Luglio, 2008 at 09:50
Staremo a vedere compagno Eros se saranno gli intellettuali borghesi tipo Reich e Latouche (che hanno comunque una loro importante validità) a trovare le risposte chiare e nette che servono per riconquistare la fiducia di chi ci ha abbandonato, o forse se serve la chiarezza delle proposte e la SEMPLICITA’ (e, scusami, non le pippe mentali) della proposta politica. E questa semplicità passa per un semplice, unitario, partito comunista.
Rifondazione si è persa in questi anni in mille orpelli teorici, anche interessanti, proprio alla ricerca di un “avanzamento” nell’analisi. Ma si è mossa, e vedo che anche voi ne seguite l’esempio, su una distorsione prospettica che è il classico errore, questo sì vecchio e ritrito, dei pensieri del socialismo utopistico: immaginare la realtà come quello che vorremmo che fosse, ma che in verità non è. E cioé vagheggiare una società civile fuori dai partiti che in verità cercava solo un rilancio di essi, pensare ai movimenti come forza autonoma e soggetto con capacità di sintesi nel processo politico (e abbiamo visto che così non è stato).
Finalmente abbiamo capito che il concetto leninista dell’avanguardia in certe fasi non è auspicabile, è necessario, soprattutto nelle fasi difficili come oggi.
Vuoi la strategia politica di breve periodo? unirci per sopravvivere.
Quella del medio? Alleanze sui programmi concreti e non a prescindere.
Quella del medio-lungo? Rafforzare le istituzioni pubbliche e iserire forti elementi di controllo e pianificazione nell’economia. Settori strategici pubblici, piccole produzioni tutelate dai grandi cartelli e allo stesso tempo controllate nel loro contributo al benessere collettivo tramite gradi di tassazione.
Molti pensavano che il “cambiamento” della storia, col crollo dell’URSS, portasse anche a un cambiamento nel nostro modo di esistere come sinistra, e non più come comunisti. E abbiamo visto i risultati, nefasti e deleteri, di quella scelta. Le destre al comando in quasi tutta Europa hanno spazzato via i socialisti, e sono strtutturalmente egemoniche proprio nei confronti di una sinistra debole e indistinta, senza riferimenti di classe, che si definisce riformista. Voi riproponete la stessa ricetta del PSE in formato bonsai, e scusami, ma non siamo masochisti. Meglio ripartire in pochi ma con le idee chiare che in meno pochi ma con idee inesistenti o confuse e deboli nello scontro per l’egemonia.
Serve l’identità perché le persone hanno bisogno di certezze, di chiarezza e di principi. Soprattutto in fasi di recessione come queste.
21 Luglio, 2008 at 12:09
Francamente non riconosco negli scritti di L.A.R. Marx, Lenin, Togliatti, Berlinguer.
Non capisco su quali basi voglia fare l’unità dei comunisti con Ferrero (che vuole il partito sociale, che non è comunista) o Vendola (che vuole la costituente di sinistra).
Questa prospettiva non è neanche politicista è solo irrealistica. Peraltro i giudizi anche personali di tanti nel PRC sui dirigenti del PDCI sono sprezzanti. Quindi di cosa parla LAR? Chi è utopista?
Quanto poi ai giudizi sul PRC e su SD consiglierei maggior prudenza. Coi suoi 3.800 partecipanti ai congressi IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, il PDCI non puo’ neanche essere considerato un partito. E’ un gruppo di persone che abbandonati tutti i riferimenti di classe e le lezioni del passato si è abbarbicato ad un simbolo ed ad un nome, senza peraltro rispettarne storia e politica. I comunisti si sono sempre qualificati, fino dei tempi del Manifesto di Marx, come forza che unisce, che costruisce rapporti di massa, perchè si puo’ essere avanguardia anche essendo in tanti.
Quello dei pochi ma buoni era un certo Bordiga, che fu sconfitto da Gramsci e Togliatti.
Quanto all’identità, è un concetto reazionario. Un partito che esiste per abolire lo stato delle cose presenti non puo’ cristallizzarsi in alcuna identità. Infatti i comunisti cambiano, anche nei nomi e nei simboli, per adeguarsi ai rapporti di classe che si instaurano nella società.
Mi sa che qualcuno ha studiato marxismo alla CEPU.
21 Luglio, 2008 at 12:29
Condivido in toto il ragionamento di L.A.R. e sono felice dell’esito del congresso del Partito che non ha gettato alle ortiche il pensiero marxista e la progettualità comunista. L’esistenza di linee come quella minoritaria sono però un segno importante di mancanza di formazione politica marxista a cui il Partito deve saper tornare per creare nuovi quadri politici disinteressati e sinceramente comunisti, non semplicemente di “sinistra”.
Saluti leninisti
21 Luglio, 2008 at 12:44
Il problema non è la mozione 1 2 3 4 5! il problema é che il PDCI é un partito che non c’è! i 500 del CC sono gli effettivi iscritti del partito! La lobby diliberto ha sempre appoggiato questo tipo di conduzione “politica” sul territorio: iscritti fasulli, burocrati agli ordini del leader che lottano smisuratamente per una seggiola in un consiglio comunale o per una potrona in una giunta! E’ inutile che ora faccia strigliate moralizzatrici: di esempi di questa politica scellerata ce ne sono in tutta italia! Rifondazione Comunista non é che non vuole l’unita dei comunisti, si rifiuta di farla a causa della maladirigenza a livello locale e alla totale inaffidabilità dei gruppi dirigenti del PDCI! Venite a farvi un giro in Emilia Romagna:nemmeno il circo togni propone personaggi del genere.
Se la sinistra ha perso alle ultime elezioni é anche colpa di questa gente!
21 Luglio, 2008 at 14:19
Il V congresso dei Comunisti Italiani dimostra che la stupidità umana non ha mai fine. Il pdci(detto anche pcus all’italiana) ha mostrato la sua vera faccia: un apparato urocratico, centralista , fatto di burocrati che preferiscono pensare all’unità del partito anziché pensare con la propria testa. Diliberto ha riscoperto “improvvisamente” il centralismo democratico(!!). Invece di dimettersi lui e tutti gruppi dirigenti vuole ancora parlare dell’unità dei comunisti. Penso che la mozione Belillo abbia fatto bene a non partecipare alle votazioni. Penso che facciano bene a riconsegnare la tessera del PDCI(come stanno facendo altri compagni). Marzo Rizzo dice che per 10 anni dobbiamo stare fuori dalla politica per riformare il blocco comunista. Nel frattempo cosa dovremmo fare? Lasciar governare Berlusconi? Forse quando ci sarà la guerra civile sarà il momento giusto per riappropiarci della vera politica. Che non è certo quella di Rizzo. Se si dimette da europarlamentare(cosa di cui dubito) forse sono disposto a credergli. Nel frattempomentre stiamo fuori, la destra governa. MA QUANTO SIETE BRAVI!!! Ho solo una domanda: ma Diliberto, Rizzo & co. queste cose le pensano da soli o gliele pensa qualcuno?
21 Luglio, 2008 at 16:25
“Quanto all’identità, è un concetto reazionario. Un partito che esiste per abolire lo stato delle cose presenti non puo’ cristallizzarsi in alcuna identità. Infatti i comunisti cambiano, anche nei nomi e nei simboli, per adeguarsi ai rapporti di classe che si instaurano nella società.”
Se questa è la VERA logica di tutta la mozione 2 la situazione per la convivenza in questo partito mi pare ben più grave perchè considerare chi tenta di affermare una identità comunista (che poi non è solo quello ma il discorso è ben più articolato) un “reazionario” o un “conservatore” è davvero preoccupante perchè questa è la stessa IDENTICA logica della destra che tenta negli ultimi anni di affermare in modo evidente che le ideologie sono vecchie e che difendere certi diritti è una cosa da comnservatori. Quindi non dico certo che la 2 difenderà gli stessi principi della destra ma sicuramente la differenza non è più di campo (o con i lavoratori o col capitale) ma di misura nel senso che siamo diversi ma la differenza è che noi si pone l’accento su alcune questioni voi su altre ma (drammaticamente) abbiamo alcuni principi simili e seguiamo comunque la stessa logica! Esattamente come la base dei principi del PD anche se si esprime idee più a sinistra di esso.
Sinceramente nonostante mi sia sempre scontrato con i gruppi extraparlamentari non ho mai considerato essi “dei conservatori” pur considerandoli inefficaci alle attuali esigenze dei lavoratori.
Quindi faccio un appello: Compagni della mozione 2 per favore riflettete che nel momento in cui si mette in secondo piano le idee si è già nella logica borghese! (senza per questo accusarvi di essere tali)
21 Luglio, 2008 at 17:33
Caro Ric. M. non fare giochi di prestigio con le parole, l’identità è una cosa, l’ideologia un’altra.
una cosa è abbarbicarsi alle liturgie, agli stanchi rituali, ai simboli ed ai leader in chiave mistica, come da un po’ di tempo si fa in questo partito, altra è volere il superamento del capitalismo, ma per fare questo occorre “l’analisi concreta della situazione concreta”, che mi pare sia un’analisi che faccia difetto alla dirigenza del pdci, visto che si è appena approvata una linea politica che durerà una settimana, venendo domenica respinta dal congresso del prc…e allora addio unità dei comunisti…
21 Luglio, 2008 at 17:51
Basta, non se ne può più! Credete davvero che la gente sia contenta di come siano andate le cose quando eravamo al governo? Credete davvero che la gente sia contenta di avere berlusconi che ci governa e lo farà per tutti i cinque anni che ha a disposizione? Credete davvero che questo partito così com’è possa andare lontano? Lontano dove? I compagni stanno abbandonando le sezioni, non ne vogliono più sapere di un partito che è in mano a burocrati agli ordini del leader. Piuttosto che esaltarsi per una vittoria (!?) ad un congresso come quello appena concluso, non mi è parso di aver sentito qualcuno del gruppo dirigente a livello regionale nè nazionale fare autocritica per come si sono perse le elzioni e per come siamo spariti dal parlamento, bene sarebbe stato se avessimo dato un segnale forte di rinnovamento che purtroppo non c’è stato.
21 Luglio, 2008 at 18:12
Compagni Roderigo,D-C,Alberto concordo pienamente con vostri rilievi e al compagno L.A.R. vorrei dire che le “pippe mentali” di un “borghese” come Reich o di Latouche sono assai più aggiornate dell’INESISTENTE analisi dei nostri/ vostri maximi dirigenti (Diliberto, Rizzo e co).
Sono ancorati ad “analisi vetuste” come stradatato è il concetto di “avanguardia leninista” perchè le condizioni oggettive sono lontane “anni luce” , siamo nel 2008!
A fronte di questo non tiriamo fuori la palla del fallimento del “nuovismo” che nulla , proprio nula ha da condividere con la teoria della “decrescita serena” o con il Supercapitalismo di Reich.
Poi che c’entra il socialismo utopistico: non siamo a metà dell’800!
Si tratta anche a SINISTRA di innestare nella lotta di tutti i giorni per la difesa e la conquista di punti più avanzati nelle condizioni socio economiche , nei diritti civili ect una vera “rivoluzione culturale” che diffonda la coscienza che lo sviluppo e la crescita del PIL sono funzionali alla logica capitalista .
Ci troviamo infatti in un contesto storico dove il capitale per conseguire l’obiettivo della massima accumulazione del profitto sta portando al livello più alto la condizione di consumatore e nello stesso tempo al livello più basso le condizioni economiche dei lavoratori ( TUTTI).
Produzione-distruzione-accumulazione.
Ne è un chiaro esempi la divaricazione sempre più accentuata tra ricchi ( pochi) e poveri ( sempre di più).
Il concetto di sviluppo che è stato al centro anche delle forze della SINISTRA deve essere oggi completamente ribaltato , deve essere combattuta “la tossicodipendenza dal consumo “(Latouche) proprio perchè in un “mondo finito” il capitale pretende ( vedi petrolio e co) di “usarlo” per il profitto all’infinito .
Questa coscienza dovrebbe dividerci dalla “predica” veltroniana della “crescita” del PIL , questa si rimane tutta interna alla logica del capitale ed è lontana inoltre anche dal pensiero “borghese” di Reich che avverte come le grandi corporation stanno incrinando la democrazia e i diritti dei cittadini .
Ci rendiamo conto che oggi , in pochi attimi , dei flussi finanziari possono sovvertire l’economia di un Paese ?
Altro che i “problemi” identitari .
Siamo in un pantano di arretratezza di analisi che viene da lontano perchè il “problema” dei gruppi dirigenti è stato ed è il CONTROLLO dei /del Partito e la loro autoconservazione come ceto politico.
E ancora : l’unità della SINISTRA è la richiesta che i militanti che fanno lavoro politico e non siedono negli “scranni” trovano tutti i giorni nei luoghi di lavoro , in mezzo alla gente che si deve confrontare con le “misure” antipopolari sia sul piano economico che su quello dei diritti prese già dal Governo Berlusconi .
21 Luglio, 2008 at 18:42
Poi rileggiamo anche W.Reich e il suo “Psicologia di massa del fascismo” , scritto nel 1933 ma SEMPRE attuale .
E’ molto meglio una lettura che ti da strumenti di comprensione piuttosto che tanti bla bla .
Forse qualcuno comprenderebbe , meglio, cosa significano i NUMERI inerenti alla partecipazione ai Congressi del Partito in tutta ITALIA e che non possono essere “esorcizzati”, 0-71 ,dalla “formazione marxista” : rappresentano lo “scollamento” tra le esigenze dei lavoratori tutti ( privati , pubblici , artigiani , ex ceto medio ect) e le strategie “identitarie” del gruppo dirigente avulso dal contesto socioeconomico che attraversiamo .
Poi compagno Ric.M. chi è che “…. mette in secondo piano le idee ” nella mozione 2 : si rileva che il MONDO DEL LAVORO non ha in questo momento, in primis ,il problema dell’identità : ha il problema di riunire tutte le forze su un PROGRAMMA DI LOTTA per , ripeto, la difesa e possibilmente conquista di nuove condizioni economiche .
A chi lavora , studia ect interessa questa UNITA’!!!!!
Non ci chiede la “verifica” del DNA comunista , ci chiede di non sprecare ancora tempo , come nel 2007 e prima, nei “giochetti” delle lobby politiche per poi giungere alle elezioni ( che erano assai prevedibili fin dal dire di Rutelli sulle alleanze di “nuovo conio “o la “vocazione maggioritaria” veltroniana) “uniti all’esterno” nell’Arcobaleno ma di fatto “ultraseparati” sul piano politico .
21 Luglio, 2008 at 19:31
Continuate a buttare serco sul partito, dunque non condividete neanche la compagna belillo che resta nel partito. Uscite e mostrateci come si fa politica, no? io confido in voi..
21 Luglio, 2008 at 19:36
Non capisco proprio: la mozione 2 ha perso il Congresso, la Belillo ha espressamente detto che rimarrà nel partito e seguirà le decisioni del partito, il partito ha scelto di proseguire con il centralismo democratico: ora, perché andare contro al centralismo democratico fondando un’associazione parapartitica?
E ancora, il congresso aveva deciso dei nomi per il comitato centrale, perché fare la scenata di non partecipare alle votazioni e delegittimare tutta l’assemblea dei delegati e lo stesso segretario eletto? Ma la mozione 2 è ancora nel Partito dei Comunisti Italiani oppure no?
21 Luglio, 2008 at 19:45
Cara “compagna” Lucia
chi scrive é uscito dal partito da 4 anni sai che me ne frega di buttare merda sul partito? Quando ho visto che le cose andavano in una certa maniera (precedentemente descritta) me ne sono andato! Ma vi rendete conto che avete un CC centrale di 500 membri e ciascuna vostra federazione ha max 10 iscritti effettivi? Ma vogliamo prenderci in giro?? Ti ripeto Diliberto continua a ripetere che il partito tiene, ma é una balla colossale: il partito non c’è mai stato! In Emilia Romagna (la mia regione) la situazione era e rimane paradossale! Lo sai quanti voti ci ha fatto perdere la candidatura di soffritti??? forse di piu della cancellazione di falce e martello (cancellazione alla quale sono contrario visto che milito in rifondazione comunista ed appoggio la mozione 1)!!!!! Cio’ che apprezzo di Katia é che é stata l’unica ad opporsi alla gestione diliberto!Mettetevi nella testa che non é affatto il caro leader: ha fatto piu danni della grandine! Non vi fa nemmeno pensare il fatto che tutti i leader della SA arcobaleno si sono dimessi e lui no?? MEDITATE “COMPAGNI” MEDITATE….. una cosa é certa: mi opporro al suo ingresso in RC!
21 Luglio, 2008 at 20:22
Caro compagno Eros….
e ci voleva Latouche per spiegarmi il concetto di “tossicodipendenza da consumo”?!?
Guarda che non siamo ritardati, non c’è bisogno di spiegarci che le risorse del pianeta non sono infinite, che esiste l’inquinamento ambientale e che il ciclo produzione-consumo va regolato perché siamo sclerotizzati dal consumismo…
Senza bisogno di leggere Latouche ci sono arrivato da me, per intuizione, e come me penso molti altri compagni.
E’ vero che queste analisi in Marx e in Lenin non sono presenti; nel loro tempo avevano altre problematiche da affrontare. Noi ne abbiamo di nuove, è vero.
Ma tu, e altri come te, persisti nel confondere l’approfondimento analitico e l’induzione con gli strumenti dell’analisi stessa. E sono proprio quelli che voi volete modificare: voi volete modificare gli strumenti dell’analisi che non sono solo le categorie marxiane, ma anche LA MODALITA’ DEL FUNZIONALISMO PRASSI-TEORIA-PRASSI, e questo lo cercate di fare (mi auguro per voi inconsciamente) con la scusa della presenza di nuove problematiche nella realtà…..
Gli strumenti di analisi non si buttano via, e inoltre, Eros, ti contraddici pure:
“Poi rileggiamo anche W.Reich e il suo “Psicologia di massa del fascismo” , scritto nel 1933 ma SEMPRE attuale”
Da ciò dovrei dedurre che, come penso sia giusto, urge, per contrastare psicologicamente le nevrosi umane esplose negli autoritarismi, costruire un’immaginario collettivo alternativo e solidale: e quale se non la prospettiva verso il comunismo?
E poi scrivi:
“si rileva che il MONDO DEL LAVORO non ha in questo momento, in primis ,il problema dell’identità : ha il problema di riunire tutte le forze su un PROGRAMMA DI LOTTA per , ripeto, la difesa e possibilmente conquista di nuove condizioni economiche .
A chi lavora , studia ect interessa questa UNITA’!!!!!”
Ah sì? E allora Reich che cosa ha scritto a fare? Saprai bene, caro Eros, che i fascismi crescono su bisogni psicologici collettivi in fasi di crisi e recessione economica, e siccome i cambiamenti economici non li ottieni dall’oggi al domani, tu cosa riproponi? Un miglioramento, pur astrattamente giusto, delle condizioni economiche, ma sballato nei tempi e nei modi, perché si inserisce nelle dinamiche psicologiche di individualismo dilagante ben descritte da Reich, che TU HAI PRIMA CITATO.
Per comprendere come prima delle rivendicazioni economiche sia necessario creare una coscenza collettiva di classe, vai a rileggerti Marx - Critica al programma di Gotha. Certo, non è il vangelo, ma è un testo sensato e logico, che è valido ancora oggi.
21 Luglio, 2008 at 20:26
Mi piacerebbe sapere dai 4 compagni Consiglieri Regionali della vostra mozione, quanto versano al partito.
21 Luglio, 2008 at 20:39
Compagna Lucia , se tu definisce “sterco” cio’ che è evidente a tutti , dalle “Alpi alle Piramidi” ,cioè che oltre all’impianto identitario questo “ceto politico” governa il Partito per CONTROLLARLO prodomo loro non certo in nome della CLASSE : SONO I FATTI REALI CHE PORTANO A QUESTO GIUDIZIO POLITICO NON STERCO .
GIUDIZIO POLITICO che tu liberamente puoi condividere o meno dato che io non lo sottopongo al CENTRALISMO ANTIdemocratico e come ho più volte detto saranno i FATTI POLITICI a fornirci gli elementi di verifica e non il CONTROLLO del DNA comunista.
La compagna Bellillo è lobera di rimanere se vuol fare anche lei la verifica sul campo di quanto “spazio politico” le sarà concesso per operare effettivamente oppure sarà , e le chiedo scusa , una SOPPORTATA per fare da paravento alla lobby Diliberto-Rizzo.
Il giudiio su tale lobby è in parte già venuto dalla partecipazione ai Congressi on tutta Italia , attendiamo che il Congresso di RC chiuda il “cancello” e la “strategia” dell’unità identitaria si dissolverà come neve al sole .
Non è buttare sterco ma quando si “rema” contro l’evidenza dei fatti occorre , sia pur con pena, esprimere tutto il “disappunto” politico verso posizioni che ci fanno tornare indietro .Concordo con il compagno D-C quando dice che Diliberto ha fatto più “danni che la grandine” in Emilia Romagna : si è “preoccupato” del lambrusco ( rivelando la sua ignoranza enologica) ma in Emilia Romagna doveva preoccuparsi da un anno dello stato della Federazione di Bologna e di altre realtà denunciate più volte dai compagni locali .
Nessun provvedimento : forse in base ad un accordo sotterraneo con Rizzo ?
Solo dopo la vicenda della segretaria regionale Dolci , avvenuta in prossimià delle elezioni , si è deciso di mandare il commissario Guerrini i buoi erano già scappati !
E ancora come scritto in altra parte del blog una verifica delle tessere della Federazione di Bologna ha portato ad un numero effettivo di 200 rispetto alle 500 del Congresso del 2007 : un partito , una organizzazione che più volte è stata sollecitata a fare una verifica e LATITA per un anno come può essere definita.
Fatti cimpagna Lucia e ancora una volta i FATTI a cui non si può replicare con le solite accuse di scissionisti, scagliatori di fango, opportunisti e così via .
21 Luglio, 2008 at 20:48
Vedo con piacere Eros che non mi hai risposto… nulla da ridire in merito alle contraddizioni espresse?
Sulla questione delle lobby: caro Eros, chi di spada ferisce di spada perisce, ricordatelo… la Belillo era rizziana prima di essere fulminata sulla via di Damasco, hai capito bene? Rizziana… era in prima linea ad accusare Cossutta all’epoca della sua prima uscita sulla lista arcobaleno… ma guarda un pò…
Poi se proprio lo vuoi sapere io e altri compagni che ci sbattiamo quotidianamente per questo partito abbiamo vissuto sulla pelle l’esclusione dal congresso provinciale perché in sezione c’era la firmataria della federazione della tua mozione, e lei voleva piazzare una persona sua gregaria, e ce l’ha fatta, e questa persona non ha fatto più NIENTE da due anni e guardacaso si è ripresentata al congresso… vedi un pò tu come voi vogliate insegnare la moralità…
21 Luglio, 2008 at 20:55
la bellillo non è mai stata rizziana. e se legge quello che hai scritto si mette a ridere.
21 Luglio, 2008 at 21:42
Compagno L.A.R. non ho risposto perchè stavo scrivendo il mio ultimo intervento e a proposito deitrascorsi “rizziani” della compagna Bellillo leggo quello che tu dici e attendo , se lei lo vorrà fare, la sua “campana”.
Mi sono riscritto ad un partito comunista dopo circa vent’anni da “cane sciolto” (1989-2006-prima ero iscritto al PCI)come si diceva ai tempi dei gruppi extraparlamentari e mi sono ritrovato in una organizzazione politica in cui “vive” il “peggio” delle modalità di confronto politico di quel periodo.
Tutti a mettere i punti sulla i, a guardare sempre indietro mentre il “mondo” avanza a gran velocità.
Nontrovo niente di SCANDALOSO nel voler modificare gli strumenti dell’analisi dato che anche tu rilevi che al loro tempo Marx e Lenin dovevano affrontare altre problematiche .
Ritengo che oggi di Marx rimanga centrale il concetto di alienazione e quello della fase finale della accumulazione capitalistica basato sulla produzione- consumo(distruzione)-produzione .
Credo che la parte “sviluppista” del capitale con conseguente crescita del proletariato industriale sia “superata” nei fatti : “TUTTI” sono diventati proletari ( anche i cosidetti ceti medi) e “ridotti” alla funzione prima :consumatori.
Poi io non pretendo di insegnarti nulla sulla “tossicodipendenza da consumo” , non faccio il docente come Diliberto, mi sono “limitato” a rilevare il ritardo , meglio dire l’ASSENZA ( se non scritti di Paolo Cacciari e pochi altri)di contributi “identitari” su questo tema centrale che implica , ripeto, una vera “rivoluzione culturale” anche nella SINISTRA.
Poi su sulla pretesa volontà di modifica della “Modalità del Funzionalismo PRASSI-TEORIA-PRASSI” è un rilievio che dovresti fare al gruppo dirigente del Partito che si “alimenta” di Teoria ma di assai poca prassi e testimonianza ne è ,per me,”l’impianto” della “strategia identitaria”.
Su W.Reich quello che volevo risaltare è la sua attualità di fronte a rigurgiti xenofobi, razzisti , di guerra tra poveri che vengoni alimentati ogni giorno al fine del controlloda parte del Governo e del capitale.
Ultimo le note sulla situazione politica del tuo congresso provinciale sono la EVIDENTE dimostrazione , purtroppo, che questo partito non ha una organizzazione degna di tale nome , non ha una scelta dei quadri dirigenti ed è percorso in ogni territorio del Paese da una “guerra ” per bande.
Allora è la parola d’ordine “identità comunista” che muterà questo stato di cose ?
Amaramente non lo penso .
21 Luglio, 2008 at 22:00
Scusate….ma era veramente il 20 luglio a Salsomaggiore…???… a proposito…..20 luglio….ma di quale anno…???…forse del 1917….???… Ma la svolta di Salerno…il crollo del muro…????….Oh..scusate…20 luglio 2008……CENTRALISMO…RITORNO AL PASSATO…RICOMINCIAMO DA…..MA DA CHI???….MAH…VEDREMO…
21 Luglio, 2008 at 23:03
Sono completamente d’accordo con “D_C”…
Cmq, rilancio ai pretoriani di Diliberto una domanda per me fondamentale, incollando un post che ho inviato a commento di uno degli articoli precedenti. Se mi rispondete, ve ne sono grato e vi ringrazio anticipatamente:
“[...]QUANTI VOTI VALIDI SONO STATI ESPRESSI NEI CONGRESSI DI SEZIONE E IN QUELLI DELLE FEDERAZIONI SOTTO I 200 ISCRITTI? QUANTI ISCRITTI HANNO PARTECIPATO AL CONGRESSO?
E queste cose si scrivono sul sito del Partito, si fa un comunicato stampa, si dirama, si rende pubblico e trasparente il processo democratico, ammesso che sia tale…
Io al Congresso non c’ero e come me tantissimi, dunque per me significa meno di niente che “un compagno a fine congresso ha fornito tutti i dati: delegati eletti, delegati che hanno partecipato e così via”. Questi dati vanno resi pubblici alla fine dei Congressi di Federazione, magari alla Conferenza stampa di presentazione dell’Assise nazionale. Così almeno si fa in qualsiasi partito normale o vero che sia”
22 Luglio, 2008 at 00:46
vedi d_c
se sei contro l’unità dei comunisti, non capisco come tu possa essere comunista..
22 Luglio, 2008 at 08:04
perchè, uno non è comunista se non segue la linea di Diliberto-rizzo? ma siamo impazziti… parli sul serio? dietro questa tua frase c’è tutto il settarismo dell’attuale linea del gruppo dirigente.
22 Luglio, 2008 at 10:29
E’ dieci anni, dieci lunghissimi anni, che questa classe dirigente del PdCI, non dirige il partito ma lo controlla! La colpa è tutta di Cossutta che gli ha tirati su questi due (Diliberto e Rizzo). Mi domando cosa io ci stia ancora a fare dentro a questo partito. Ci sono stato anche troppo. Penso dunque di aver definitivamente perso. Ma oltre a me hanno perso anche i lavoratori italiani. Ma se penso che il partito dei comunisti italiani è nato di nascosto? Fino a qualche giorno prima i massimi dirigenti locali lo tenevano nascosto! Avrei dovuto capirlo allora! Ma allora era una grande speranza. Ma che Arcobaleno, se avessimo lavorato bene, saremmo stati noi l’Arcobaleno. Invece tutti ci odiavano! Adesso si capisce tutti perchè! 10 anni fa una grande speranza, oggi una grande tristezza.
22 Luglio, 2008 at 13:09
Alberto,
non far finta di non capire,
essere per l’unità dei comunisti non significa essere contro l’unità della sinistra, perciò non vedo quale sia il problema di linea. Riguardo al definire la linea diliberto-rizzo, be’ mi piace pensare con la mia testa e il fatto che il partito abbia assunto la posizione che in toscana avevamo già da un po’..non mi può che far piacere, dopodichè rizzo o diliberto restano per me due compagni dirigenti che, ogni qualvolta assumano posizioni, possono azzeccarle o sbagliare, non ho capi, neppure, però, nemici nel pdci.
22 Luglio, 2008 at 13:33
Compagni in questo congresso l’autocritica è stata fatta, diliberto ha parlato di “inadeguatezza” del pdci ad affrontare la ricostruzione dell’alternativa da solo. E’ stato dimostrato anche dai problemi nella costruzione del CC che anche stavolta è una cosa ridicola. Non facciamo finta quindi che va tutto bene ma nemmeno che i problemi non siano stati ammessi e che non si voglia lavorare per migliorare la situazione.
E’ stato anche detto però che per ripartire bisogna unire non su terminologie che oggi sono quanto mai indefinite (”sinistra”, “socialista” perfino “comunista”) ma su la condivisione della volontà di una alternativa vera alla macelleria sociale liberista. Una vicinanza da misurare nella stagione di proteste sociali che vorremmo aprire.
Questa vicinanza ora c’è tra pdci e prc, ditemi per favore chi sarebbero gli altri perchè io non ne vedo. Uniti questi si potrà aggregare qualsiasi altro pezzo, oggi davvero di poco conto, su posizioni però avanzate.
Non mi pare il tempo né di esaltarsi per la nuova fulgida carica comunista (che non c’è) né di sfasciare tutto, è tempo di lavorare per affrontare problemi strutturali!
http://settoredemokratico.ilcannocchiale.it/post/1976285.html
22 Luglio, 2008 at 14:45
Credo di aver capito benissimo quello che intendevi dire. E cerca di stare attenta nel dire ‘penso con la mia testa’, che con il centralismo ‘democratico’ di dilibertiana forma, è una libertà di troppo.
Puntualizzo una cosa: allo stato dei fatti, ripeto FATTI, l’unità dei comunisti si pone alternativamente (e se hanno un senso le parole contro) l’unità della sinistra. L’errore di fondo dell’analisi che sorregge la proposta dell’unità dei comunisti è che è tutta confinata in un’orizzonte ‘organizzativistico’, senza alcuna reale riflessione sui cambiamenti di orientamento cultural-politico che hanno portato milioni di compagne e compagni rivolgere il loro impegno nell’associazionismo laico. La proposta dell’unità della sinistra invece non esclude, ma lavora per includere la società organizzata in partiti con la società. E secondo me questo potrebbe portare, senza aver alcuna cultura feticista, anche ad avere l’ambizione di costruire una ‘forma-partito’ fortemente aderente alla realtà sociale di oggi che è completamente diversa da quella di 50 anni fa per cui un Pci così come lo vogliono ‘ricopiare’ Diliberto e c. andava bene. Oggi no, o meglio non basta proprio.
22 Luglio, 2008 at 14:58
Alberto,
di sé e di ma..è òastricata la via dell’inferno, ormai c’è solo da lavorare per quello in cui si crede e vedere che succede..
PS: diliberto e rizzo sanno bene che io penso con la mia testa, fino ad oggi non mi hanno ancora linciato, né epurato per questo, nonostante abbia sempre detto loro in faccia tutto ciò che pensavo senza sconti per nessuno. Del resto non devo loro niente, se non il rispetto dovuto a un compagno, non ho da ringraziare nessuno personalmente, né dipendo dall’uno o dall’altro per vivere, perciò sono libera.
Il centralismo democratico è, a mio avviso, prassi necessaria al buon funzionamento di qualunque partito e chi vuole discutere ha senz’altro modo di farlo all’interno degli organismi preposti, quando ero contraria all’arcobaleno l’ho detto, altra questione è il fatto che in direzione la pensavano come me solo altri 5 o 6 compagni. La direzione è eletta dal cc, come sai, perciò..c’è poco da recriminare.
22 Luglio, 2008 at 15:18
ma io dico, nell’era di internet - dove puoi rimediare e scambiare informazioni delle più svariate - come diavolo si fa a pensare che il centralismo democratico funzioni!
22 Luglio, 2008 at 16:31
Compagna Lucia , abbiamo CAPITO che ragioni con la TUA testa e gli altri con la loro ma risparmiaci , io la penso così, i tuoi “peana” sul CENTRALISMO DEMOCRATICO che si è DIMOSTRATO nei FATTI !!!!! antidemocratico lungo tutta la storia del movimento operaio :
Dato che oggi le “vecchie” accuse di scissionista , da ” chi se ne va da opportunista” e altre ( da te usata per stigmatizzare coloro che non condividono la linea DILIBERTO-RIZZO):è finito il tempo del PARTITO -chiesa , quelle accuse non mi toccano e auspico che chi non concorda con l’impianto del gruppo dirigente del Partito abbia tutto il DIRITTO di battersi per le proprie visioni politiche e se vuole di dimettersi dal Partito stesso .
Non ci trattiene proprio NULLA ,compagna Lucia , nel poter operare tale scelta che rimane nella discrezione di ogni compagno .
Dato che il sottoscritto NON HA MANGIATO E NON MANGIA CON LA POLITICA , come tanti altri compagni, mi sento libero dal DISSENTIRE da una strategia politica che ci ISOLA e allontana dai veri problemi della gente , o se vuoi dalla CLASSE di cui si sono riempiti gli interventi congressuali in “omaggio” all’identità comunista . Poi alla verifica pratica tanti vocianti alla CLASSE se ne stanno/stavano comodamente seduti mentre i militanti facevano la campagna delle elezioni politiche e venivano a sapere , DOPO, che gli illuminati ( DILIBERTO)avevano previsto il “disastro” ( per cui aveva avviato già prima dell’elezioni la raccolta firmr per l’unitaà dei comunisti) e RIZZO ( il custode del DNA comunista) diceva che l’Arcobaleno era una “idiozia” politica.
Di fronte a questi FATTI mi parli ancora di CENTRALISMO DEMOCRATICO o è invece il POTERE arrogatosi dal Segretario di cambiare linea politica per poi farla RATIFICARE ad un Congresso dato che i “mangiatori attraverso la politica” ( stragrande maggioranza del gruppo dirigente)gli fanno corona.
Pensi che il PD sarà “impaurito” dal dire che le alleanze non si faranno ” a prescindere” rispetto alla forza politica e organizzativa del Partito che i NUMERI congressuali dimostrano ASSAI RIDOTTA ( per usarr un eufemismo).
Quei dati congressuali avrebbero dovuto suonare come un campanello di ALLARME ma non hanno smosso per NULLA il gruppo dirigente .
Poi sul pletorico Organismo eletto dal Congresso ho già espresso sopra il mio giudizio.
Pertanto ,compagna Lucia , anche se non condividi, RISPETTA coloro che hanno , da comunisti, visioni politiche diverse dalla tua e dal gruppo dirigente del Partito e se vuoi riandando alla “rievocazione “fatta a Torino da Diliberto di Papa Woityla in merito al “processo identitario” lasciaci/mi il LIBERO ARBITRIO .
22 Luglio, 2008 at 17:21
Eros,
ma hai bevuto a pranzo?
e chi ti leva le tue libertà? boh!
Quello che hai scritto non mi pare c’entri nulla con quanto avevo scritto io..e se sul centralismo democratico non la pensi come me, pace, il centralismo democratico c’è ed è una regola di questo partito, che spero tu rispetterai finchè starai dentro. Tutto lì.
22 Luglio, 2008 at 17:31
il punto chiave è che sono proprio i dirigenti che la impongono a non rispettarla per primi questa ‘regola’.
22 Luglio, 2008 at 17:38
e comunque che il centralismo democratico non fosse rispettato dagli stessi dirigenti che lo usavano e hanno evidentemente intenzione di continuare ad usarlo ad esclusivo uso e consumo del proprio ‘controllo’ sul partito è dimostrato da un aneddoto illuminante: durante i due giorni degli stati generali della sinistra dell’8 e 9 dicembre scorso, in una riunione che definire ‘carbonara’ per lo stile è un eufemismo, ho intuito che qualcosa non funzionava: all’esterno si parlava un linguaggio, in quella riunione di prefigurava già la svolta iperidentitaria… addirittura arrivando a dire che tra noi del PdCI e gli altri la diversità è di tipo ‘antropologico’ (?????? la diversità berluingueriana era tutt’altra cosa). Al che io e un mio amico e compagno ci siamo guardati negli occhi e usciti dalla saletta, a fine ‘riunione’, non abbiamo scambiato quasi nessuna parola… solo un ’speriamo che non vada troppo male’.
22 Luglio, 2008 at 17:51
Compagna Lucia, tu sei solo capace di INSULTARE e quindi dimostri di quale “pasta” è composto questo gruppo NONdirigente .
Tienti il tuo, prorio TUO , CENTRALISMO ANTIDEMOCRATICO e se sei “CONTENTA ” , in nome del TUO “comandamento” (CENTRALISMO DEMOCRATICO)dei 3.772 partecipanti ai lavori congressuali, in tutta ITALIA , si vede che non hai il senso della REALTA’.
Mi auguro che a PISA i compagni comunisti NON seguano il tuo esempio nel rapportarsi ad altri compagni .
22 Luglio, 2008 at 19:43
Eros,
non ti ho insultato, ho fatto un’ipotesi sul perchè tu rispondessi fischi per fiaschi. Vedo comunque che non sei in grado di discitere, ti incazzi e dai di fòri..ma se io condivido il centralismo democratico, non sarà mica un resto..
A Pisa i compagni faranno ciò che ritegono opportuno come han sempre fatto..infatti non capisco quest’ultima chiosa, vuoi farmi sapere che sai chi sono? io non so chi sia tu ma la cosa mi turba poco.. Io mi rapporto con franchezza e senza fare le tragedie che fai te. Tra l’altro usare il caps online è come urlare in una conversazione, perciò sei anche un po’ cafoncello o forse non conosci le convenzioni della rete?
22 Luglio, 2008 at 21:22
Allora Cara “compagna” Lucia
diciamo le cose come te le vuoi sentire dire tu: Diliberto é un grande, avete un partito TROPPO FIGO, siete in tantissimi (grazie alla gestione MERAVIGLIOSA DI DILIBERTO), avete i numeri per avere un CC di 520 membri…
Ma ti rendi conto?? Ma la vedi la situazione del PARTITO?? Ci sei? No perche mi sembra che tu perda un po’ di vista la realtà!!!
22 Luglio, 2008 at 21:44
D_C..
io credo di non aver mai detto niente di simile, di aver fatto un gran casino per tutte le cose che non vanno, dopodichè resto convinta che il pdci sia l’unica opportunità di far politica da comunista. Perciò evita queste idiozie, evita le virgolette che sono ben offensive e impara ad ascoltare e a leggere ciò che si dice e si scrive e non ciò che tu vuoi sentire o leggere. Il fatto che tu sia uscito dal pdci per entrare nel prc, questo sì che la dice lunga su travi e pagliuzze!
22 Luglio, 2008 at 21:49
“..resto convinta che il pdci sia l’unica opportunità di far politica da comunista”
“Il fatto che tu sia uscito dal pdci per entrare nel prc, questo sì che la dice lunga su travi e pagliuzze!”
Queste due frasi riassumono eloquentemente che l’unità dei comunisti non verrà mai fatta, ma è una proposta propagandistica.
In ogni caso discutiamo con toni civili. TUTTI.
22 Luglio, 2008 at 22:12
L’unità dei comunisti non voglio pensare sia una cosa propagandistica, io e tanti altri (un nome per tutti: il compagno Chieppa) ci crediamo davvero e siamo pronti a spenderci per tale obiettivo. se dovesse essere palese che si tratta di una manovra propagandistica sarò tra i primi a trarne le conseguenze.
ma ovviamente mi collocherò dalla parte di chi per tale obiettivo si batte lealmente, non certo dalla parte di chi vuole portare a compimento la bolognina.
certo il Pdci è in crisi (non è che Rifo stia meglio, anzi) ma se deve essere superato, ciò avvenga per fare qualcosa di meglio, perchè se rifare il PCI è un’impresa titanica, rifare il PDS è una farsa…
non me ne vogliano i compagni della 2, ma nella loro mozione c’è scritto a chiare lettere “siamo pronti ad un grande partito popolare della sinistra”, ergo non credete più alla presenza organizzata di una forza comunista…tutto ciò per cui ci siamo battuti dal 91 ad oggi….
come si faccia a rimanere comunisti dopo aver consegnato cassa, sedi e sezioni a fava e mussi lo sapete solo voi…
mi ricordate quei vecchi che dicono “voto Pd ma sono comunista”…certo si rimane soggettivamente comunisti…ma nei fatti si porta solo acqua ad un mulino moderato e riformista, senza storia e senza identità, senza prospettive e dilaniato da correnti interne (o credete che i vari Mussi & c. siano disposti a lasciare?), staccato dai ceti che vogliamo difendere..
per concludere io continuo a pensare che nel 91 noi avessimo ragione e Occhetto torto…e voi?
22 Luglio, 2008 at 22:19
Il congresso ha dimostrato quello che è oggi il Pdci: la linea è più o meno quella che voleva Rizzo, Diliberto ed il suo apparato di potere (resta ben poco, ma non se ne sono ancora accorti)cerca , pur se in difficoltà di tenere il controllo su un partito esangue, i votanti non sono come dite voi meno di 4.000 ma circa 6.000 il che non cambia di molto.
Questo congresso aveva come obiettivo fare fuori Rizzo, l’unico che costituisce un serio pericolo per il gruppo di potere Dilibertiano. Non ci sono riusciti, anzi, l’intervento di Rizzo è risultato efficace ed applaudito e ,nonostante l’azzeramento dei suoi compagni di Bologna e Napoli, in altre federazioni si è addirittura rafforzato, si dice che abbia la maggioranza, per quel che cale, in oltre una ventina di federazioni. La coerente posizione di unità della sinistra di Belillo Robotti non è stata premiata, ma state tranquilli che se non ci fosse stato Rizzo anche Diliberto l’avrebbe sposata: Ora Diliberto ha una enormità di problemi. Primo non è capace a sostenere uno scontro di lungo periodo, non ha la struttura psicologica, è abituato ad avere la strada in discesa, non è un combattente,ed , in ultimo non crede certo all’unità dei comunisti pare di più in attesa di una “chiamata” di D’Alema; secondo,all’interno dei suoi maggiorenti, frutto anche di conclusioni congressuali inefficaci e disarmanti, comincia a serpeggiare la percezione che il leader “non sia all’altezza”; terzo, sempre tra i Dilibertiani comincia ad affiorare uno scontro duro tra alcuni giovani virgulti Venier, Licandro,Atalmi e Nobile (sbiaditi dirigenti privi di qualunque carisma) e gente tipo Galante, Cesini ed altri che verrebbero sacrificati da Diliberto per far vedere un certo cambiamento.
La situazione è, a dir poco, terribile, quelli che vogliono l’unità a sinistra sono sconfitti; quelli che dicono che vogliono l’Unità dei comunisti non ci credono, tranne Rizzo che però non ha la maggioranza, saranno senz’altro gli accadimenti esterni e più in generale la politica a costruire il futuro. ps. non scannatevi tanto , voi militanti, quelli in alto se la ridono delle vostre passioni.
22 Luglio, 2008 at 22:19
aggiungo: la causa del disastro e della scissione del popolo comunista dal 91 in poi si riassume in due nomi e cognomi:
Fausto Bertinotti e Armando Cossutta.
ora che sono fuori dai giochi è ora di tornare tutti assieme.
22 Luglio, 2008 at 23:02
Compagno Alberto ,con la compagna Lucia NON è POSSIBILE discutere con TONI CIVILI perchè è LEI che usa continuamente un arnamentario di INSULTI , che travisa i FATTI concreti ad uso e consumo delle sue opinioni politiche che sono LEGITTIME ma che non devono e possono nascondere i FATTI REALI . Non mi interessa chi sia , ma mi preoccupa/va che una militante che si esprime, nei vari interventi su questo blog ,con le modalità , INSULTI, verso chi non condivide le sue posizioni politiche sia componente passata e futura della DIREZIONE del Partito .
Non conoscerò le convenzioni della rete ma conosco il confrointo democratico, basato su idee e FATTI, ed aborro il CENTRALISMO Antidemocratico , pertanto , salvo ulteriori INSULTI ,chiudo con la compagna Lucia augurandole un proficuo lavoro “identitario”.
E infine “i fischi per fiaschi” lo deve rivolgere al Segretario che si è preoccupato del lambrusco ( dimostrando la sua “ignoranza” enologica) invece che spiegare/ci i numeri della partecipazione ai lavori congressuali:3772 in tutta ITALIA !!!!!
Spiegateci/vi le ragioni politiche di questo CROLLO di partecipazione alla “vita” politica del Partito ,compagni dirigenti :anche i numeri sono “fischi per fiaschi”?????
22 Luglio, 2008 at 23:03
Come al solito Alberto capisci a modo tuo ciò che dice Lucia . Mi domando anche io come possa predicare bene sulle regolarità congressuali un compagno del Prc dopo ciò che è successo al suo congresso. Rifondazione è un partito che in pochi anni è passato dall’essere ultramassimalista poi quando ha visto il gruzzolo di voti ha pensato bene di sfruttare questo vantaggio per reggere il potere cercando di spacciarsi sempre per alternativi solo perchè per loro il “comunismo è una domanda”! Quindi il male dei comunisti Italiani è solo perchè noi abbiamo il centralismo democratico mentre il Prc e altri pratiti no? Se così fosse questo è già anticomunismo (ma vi siete visti i giornali di questi giorni anche a sinistra che parlavano del nostro congresso? bollare come vecchio chi cerca di riaffermare il comunismo nell’oggi è già propaganda borghese)
22 Luglio, 2008 at 23:50
1. a Jacopo: gran parte dei compagni della 2 mozione era della 3 mozione, quella per intenderci che ha costituito, insieme ad altri certamente, l’ossatura di Rifondazione Comunista. E questo ben prima di Bertinotti.
2. La bolognina, lo ripeto per l’ennesima volta, non c’entra una emerita …… . E se questo tal jacopo dice questo probabilmente non l’ha vissuta e parla per sentito dire. Tutt’altro quadro storico-politico, tutt’altra battaglia.
3. I comunisti Italiani, il Pci non ha mai parlato di ‘unità dei comunisti’, ma di unità del movimento operaio e in ultima sintesi di unità della sinistra.
4. Ogni giorno che passa mi convinco sempre di più che molti compagni duri e puri che vengono qua a sfogarsi non abbiano compreso bene l’entità del disastro e lo stato di questo paese, preferendo all’analisi fredda della realtà per quello che è, trastullarsi in onanistiche prediche ultraidentitarie.
Io mi sono scocciato, ho tanta voglia di fare politica e credo che se non si prende il treno dell’unità della sinistra, ogni prospettiva di cambiamento, anche il più modesto, rimarrà una pia illusione.
23 Luglio, 2008 at 00:38
Compagno Alberto , concordo pienamente con il tuo ultimo capoverso : la “strategia dell’identità” è simile a buttare della benzina sulla casa che brucia.
Una mera considerazione : abbiamo lungamente criticato i socialdemocratici tedeschi ma ,forse, qualche compagno dovrebbe permanere un po’ di tempo in Germania per rendersi conto delle CONQUISTE dei lavoratori.
Poi qualche nostro “identitario” dovrebbe fare un “passaggio” dalle parti della DIE LINKE per rendersi conto che l’azione politica dalla teoria deve passare ai FATTI cosa che manca ASSAI nella realtà della sinistra italiana di oggi .
Non mi sorprenderò dell’accusa di “socialdemocratico” a cui rispondo :meglio delle conquiste CONCRETE per i lavoratori che il bla bla “identitario” che nei FATTI alimenta solo divisione e fa arretrare le lotte dei lavoratori nell’attesa “messianica” dell’unità dei comunisti.
23 Luglio, 2008 at 00:40
Non è vero che gran parte dei firmatari della 2 facevano parte della mozione cossutta, basta guardare la sezione “chi siamo” su questo blog. Nella mia federazione, dove il 2 documento ha raggiunto il 48%, i compagni che erano con cossutta nel 91 erano (forse) in due.
No, non c’ero alla bolognina del 91, non intendo esserci a quella del 2008 (e se tu sei l’alberto che dico io, non c’eri nemmeno tu).
tu dici, altra storia, altra battaglia…e non ci spieghi un bel nulla.
il pci non ha mai parlato di unità dei comunisti, che discorsi, era già forte unito e compatto……tantomeno, fino al biennio 89-91, ha pensato di sciogliersi in nome di una fantomatica unità della sinistra (con chi? i craxiani?DP? il Pcd’i ml?)
Nessuna predica identitaria, siete proprio mal messi se per sostenere una tesi dovete fare la caricatura di quelle degli altri…. il fatto semplice semplice è che la vostra prospettiva non sta in piedi…ciò che volete-potete fare è null’altro che sbaraccare questo partito e consegnare ciò che ne resta a Fava e Mussi (cioè al Pd).
dite chiaramente che non credete più ad una forza comunista autonoma ed unitaria (come è sempre stato il motto dei nostri congressi) e almeno ne guadagnerete in trasparenza
23 Luglio, 2008 at 00:50
Paragonare la costruzione della Linke in Germania con l’arcobaleno o la fantomatica costituente della sinistra in Italia significa non avere alcuna nozione di dialettica storica e peculiarità nazionali.
in Germania siamo in presenza di un fortissimo anticomunismo all’ovest, di un forte partito socialdemocratico che non è scivolato su posizioni moderatissime come è capitato da noi al pds-ds, da cui è uscita una componente battagliere e legata in particolare, se non erro, al sindacato dei metalmeccanici (molto conflittuale); a un minuscolo partito comunista (DKP) e ad un partito postcomunista forte all’est…
ragion per cui la die linke rappresenta un passo avanti dei comunisti per uscire dall’isolamento…
in italia la situazione è completamente diversa…
la costituente della sinistra non sarebbe che un calderone governato dal ceto politico della sd e dell’area bertinottiana di RifCom, privo di ogni legame di massa, in pratica un bel “partito” di sinistra d’opinione, tanto caro a bertinotti e i cui effetti si sono visti il 13-14 aprile
23 Luglio, 2008 at 01:00
Compagno Jacopo , il Partito è sbaraccato da tempo : riepiloga gli interventi su questo blog provenienti da diverse zone d’Italia, accosta i numeri della partecipazione ai lavori congressuali , leggi l’esame di Kamo l’uomo di Lenin sulla “lotta” delle fazioni per il CONTROLLO del Partito e ora dimmi tu in che condizioni è il Partito .
Quello che è TRAGICO è che il PARTITO è diventato sotto la guida di questo gruppo dirigente una CARICATURA , che si è sempre più allontanato dai veri problemi dei lavoratori e sempre più racchiuso in lotte intestine.
Qualcuno si è lamentato che la stampa , anche di SINISTRA, non ha dato spazio ai lavori del Congresso :questo per far “sparire” i comunisti dice qualcuno .
Lo spazio politico lo si conquista con delle PROPOSTE POLITICHE che vanno ad incidere e indirizzare lo scontro con le forze reazionarie e tali proposte , a mio parere, non ci sono nella “strategia dell’unità dei comunisti”.
23 Luglio, 2008 at 01:14
Compagno Jacopo le lezioni di dialettica storica e di peculiarità nazionali valle a dare a Dilberto e a Rizzo e se pensi che la Die Linke sia un mezzo” tattico” per il risorgere dei “comunisti dell’Est” sbagli alquanto .
Poi “attento” ad apprezzare i socialdemocratici tedeschi rischi gli “anatemi” degli identitari.
Per ora un CALDERONE c’è : è la condizione in cui è stato ridotto il Partito .
I legami di massa li hanno forse Diliberto e Rizzo ? Ma ti rendi conto che le “accuse” che rivolgi ad altri (SD Bertinotti ect), si ritorcono contro di te ?
I NUMERI CONGRESSUALI NON TI DICONO NIENTE !!!!!??????
23 Luglio, 2008 at 02:39
Il congresso del PdCI si è concluso. Per questo partito la costituente di sinistra non è all’orizzonte. Punto. Leggo dal blog che qualcuno insiste. La domanda è molto semplice: dato che non ci avete convinto cosa aspettate a farvela sensa di noi. Cosa vi trattiene? Vi prego fate un sollecito a chi vi deve dare la benedizione e partite. Noi vi auguriamo tanta fortuna.
C’è un tizio che insiste sul fatto che gli iscritti al PdCI sono pochi. Faccio presente che anche per una ssociazione a delinquere bastano tre individui. Mi domando se questo tizio è in grado di trovare altri due tizi per presentarsi in questo blog con una organizzazione non dico corrispondente al PdCI ma almeno di tre individui. Da come é angosciato dai numeri ridotti Del PdCI da l’impressione si soffrire di una grande solitudine.
23 Luglio, 2008 at 02:44
accipicchia a voi mi fate mettere le s al posto delle z.
23 Luglio, 2008 at 08:29
Replico a questo tal jacopo punto per punto:
1. non credo di essere l’alberto che conosci, non foss’altro che io non ho nessun compagno, amico o conoscente che si chiami jacopo.
2. Per i numeri raccapriccianti di affluenza a questo congresso era chiaro che ci sarebbero stati pochi compagni a partecipare alle assise congressuali territoriali. E comunque i compagni della mozione 3 all’ultimo congresso Pci fidati sono in tanti nella 2.
3. Il Pci non era così ‘forte, unito e compatto’ come sembrava. Almeno negli ultimi dieci, quindici anni prima del XX congresso. Le divisioni c’erano, ma era un partito grande, che pesava tantissimo sulla società italiana per cui ‘tutto ciò che ci divideva era infinitamente minore di ciò che ci univa’. Ma, ripeto, era un partito completamente diverso dal PdCI, o meglio il PdCI ne sta ereditando i tratti peggiori., purtroppo.
4. La bolognina è stata un’operazione verticistica,di potere, che sostanzialmente ‘buttava a mare il bambino con l’acqua sporca’. Che i regimi dell’est non avessero niente a che spartire con il Pci lo sapevamo tutti, in fondo, il punto di divisione era che la PECULIARITA’ del Pci, di un partito comunista come quello ITALIANO non potesse e non dovesse essere liquidata alla stregua del comunismo sovietico. Per cui la discussione di quegli anni era molto più seria di quanto molti ragazzini, NON AVENDOLA VISSUTA, raccontano. La bolognina fu un errore, ma non perchè non bisognasse discutere sulle degenerazioni dei sistemi dell’est! Noi Rifondazione Comunista la facemmo, appunto, perchè non sottovalutavamo quel dato.
23 Luglio, 2008 at 10:07
Cara “compagna Lucia”, (le preferisci cosi le virgolette??)
ma tu non volevi l’unità dei comunisti? Rifondazione Comunista con tutti i suoi difetti e le sue mancanze, é un partito che c’è, é presente sul territorio e perlomeno non presenta soffritti come tesoriere! Spero che questo scellerato progetto di diliberto non vada assolutamente in porto: a Rifondazione non abbiamo bisogno di gente come Diliberto! Vi piace tanto? tenetevelo!!! E’ 10 anni che siete li e avete piu o meno un 1 per cento!!!! Ma vogliamo prenderci tutti bellamente in giro??
L’ipotesi della confederazione della sinistra era stata lanciata dal pdci nel III congresso di Rimini: hanno fatto la confederazione e Diliberto si é dichiarato contrario, ora propone l’unità dei Comunisti, pur sapendo che Rifondazione non accetterà mai: ma ha senso tutto cio’? Ha una logica?
23 Luglio, 2008 at 12:03
Caro D_C purtroppo la logica è evidente, e dico purtroppo perchè è una logica scellerata: prima si proponeva la confederazione sapendo che nessuno ci stava, e così si rimaneva padroni dell’orticello, ora si propone l’unità dei comunisti, sapendo che il prc non ci sta, e così si seguita a rimanere padroni dell’orticello, incuranti del fatto che l’orticello sta scomparendo…
23 Luglio, 2008 at 12:04
Si, ce l’ha una logica! Il giorno in cui Rifondazione dicesse ok all’unità dei comunisti, Diliberto direbbe di no! Così come ha fatto con l’Arcobaleno.
23 Luglio, 2008 at 12:07
Compagno Bacciardi , se il “tizio” sono io che continuo a chiamarti compagno mentre tu sei SOLO capace di lanciare accuse o di paventare “aassociazioni a delinquere” che evidenziano il tuo profondo STALINISMO .
Ai tempi di Beria avresti fatto la spia contro i compagni comunisti “non allineati”perchè fa parte del tuo costume mentale.
Non c’è alcun bisogno di “benidizioni” , forse l’ ha “presa” il Segretario quando si rifà a Papa Woityla per “copiarne” il “ritorno identitario”.
In merito alla solitudine ,forse ,non ti accorgi che la “solitudine politica” ti sta CIRCONDANDO te compagno Bacciardi .
Vieni in Emilia a berti un buon bicchiere di lambrusco oppure dopo il niet del Segretario ti è vietato anche questo ?
Compagno Alberto , CONDIVIDO in pieno il tuo ultimo post: la “scuola” politica del PCI non si smentisce , di fronte ci sono le “frettolose” letture di tanti “identitari” dei nostri giorni .
23 Luglio, 2008 at 12:25
D_C,
uno che mette in discussione l’unità dei comunisti perchè non vuole che un compagno entri, a mio avviso, non ha idea dell’importanza del momento e della difficoltà che viviamo. Dopodichè mi ha interpretato autenticamente il compagno Ric.M. Io non ho nulla contro i compagni del PRC, certo è che quel partito ha i nostri medesimi difetti ed in quanto a radicamento soffre proporzionalente come noi sul territorio, ecco perchè abbiamo bisogno di convergere in un unico partito comunista, che sia migliore di entrambi..e se i dirigenti del PRC non mi piacciono, non è una ragione valida per oppormi a questo processo.
23 Luglio, 2008 at 12:27
una logica non proprio aristotelica…. comunque si il giochino l’ho capito anche io: peccato che, come dice Antonio, l’orticello stia scomparendo!(Antonio condivido pienamente).
Volevo solo fare riflettere la “compagna Lucia”: essere comunisti non é appartenere alla direzione nazionale o al CC che peraltro non conta niente visto che il PDCI é scomparso o, meglio, grazie a Diliberto &CO, non c’è mai stato! Tutti coloro che difendono la gestione di Diliberto vadano sui TERRITORI a controllare il lavoro svolto dai vostri fantastici amministratori locali… Vi assicuro che nella quasi totalità delle occasioni c’è da avere vergogna: senza parlare di tutti coloro che sono passati col PD, sintomo di una tendenza ULTRAGOVERNISTA che il PDCI ha sempre avuto. La conclusione naturale della vita politica di diliberto é nel PD, anzi non mi stupirebbe se facesse il Grande salto!!!!
RIFONDAZIONE NON VI VUOLE!!!! RASSEGNATEVI!
23 Luglio, 2008 at 12:28
Riguardo ad Eros,
a me pare che continui a farneticare..
..domenica sera a casa ho bevuto un buon lambrusco sulla bistecca
23 Luglio, 2008 at 12:32
E chi ha mai detto che esser comunisti sia stare nella direzione nazionale?
Io mai, né l’ho pensato e sul territorio mi pare di lavorare parecchio e i nostri amministratori qui sono per lo più, salvo eccezioni, un fiore all’occhiello, dove non è così, sarà mica responsabilità mia?!.
E chi la detto che io sarò nella prossima direzione? Boh..scusate compagni..forse mi scambiate per qualcun altro..
La cosa chiara è che D_C è pieno di livore e per lui l’unità dei comunisti non si farà, credo che i lavoratori lo ringrazieranno.
23 Luglio, 2008 at 12:32
lucia se sei per l’unità dei comunisti entra in Rifondazione da autonoma! il PDCI è un progetto politico che è fallito! ti ripeto ci siete da 10 anni e siete all’1 per cento! Significa che ha convinto o no? Spiegami perche non capisco… se per te un partito che oscilla tra l’1 e il 2% é un progetto politico riuscito….. be allora cara mia….. getto la spugna!!!
23 Luglio, 2008 at 12:43
Lucia, derubrico il termine compagna che ,per il TUO METODO che è quello di INSULTARE SISTEMATICAMENTE , non MERITI.
23 Luglio, 2008 at 12:44
io sono d’accordo con D_C! Che interesse ne avrebbe Rifondazione dall’unità dei Comunisti? Credo che se andiamo avanti di questo passo aspetteranno il nostro morire lento per essere l’unico partito comunista… credo sarà questa la strategia di Rifondazione: visto e considerato che sia vendola che Ferrero ci hanno ripetutamente sbattuto la porta in faccia! Caro DC credo pero che l’analisi sul PDCI quale progetto fallito sia un po’ esagerata…. il pdci ha svolto un ruolo fondamentale per la sx quando rifondazione era barricata all’opposizione per altro con opinioni discutibili….
23 Luglio, 2008 at 12:48
non è livore: é la realtà che ti fa male!!vuoi l’unità dei comunisti? iscriviti a Rifondazione da autonoma! te lo ripeto! perchè mai dovremmo accettare di appoggiare una classe politica fallimentare (soffritti, diliberto, rizzo, palermi e chi piu ne ha piu ne metta) e ultragovernista?? Rifondazione ha gia abbastanza problemi: non abbiamo bisogno di VOI!
23 Luglio, 2008 at 12:58
D_C..
..non mi pare che prc per quanto necessaria, sia sufficiente, ecco perchè voglio che si faccia qualcosa di nuovo e più grande, che superi i limiti di entrambi i partiti, a me la realtà non fa male, dopo il 14 aprile difficilmente mi potrà far male qualcosa di politico..
Eros,
bravo derubrica, mi fai un piacere, impara a non usare il caps, è fastidioso.
23 Luglio, 2008 at 13:15
per Jacopo,
Non toccarmi il Compagno Armando Cossutta. Per favore non facciamo come quei fidanzati che si lasciano o sono in procinto di farlo e, oltre alle cose che si rinfacciano l’un l’altra, si tirano addosso anche i regali ed i gioielli. Lasciate Cossutta in santa pace, anche se penso ci stia leggendo con attenzione, rispetto, preoccupazione. Uno che ha dedicato la sua intera vita all’ideale comunista non può andare in pensione; sarà sceso pure dalla nave, sbarcato o volontario o, come penso, vittima di un parricida col sigaro(la verità non la sapremo mai). Starà sul molo a vedere la barca dei suoi, tutti noi comunisti siamo suoi, dove va. Si augurerà e aspetterà con fiducia che intanto su quella carretta del mare viaggino sempre gli ideali di pace, uguaglianza, fraternità, progresso che esaltandoli come solo lui poteva fare, molte lacrime hanno bagnato i suoi e gli occhi di molti. Da qualsiasi parte approderà solo e sempre quello scaricherà a riva. Perchè possiamo anche scannarci ma ricordiamoci che dal sacco esce sempre e solo quello che c’è dentro.
Invece il parricida che conosciamo ogni volta ed ad ogni comizio sciorina due o tre cose, sempre le stesse, come se stesse parlando a degli imbecilli o poveri contadini e massaie del dopoguerra . Continua a dare il latte quando il popolo vuole cibo solido. Non acchiappa più tra le ragazzine o le sue studentesse, si sa, il fascino decade con l’età a vantaggio del carisma. Per noi sardi il concetto di serietà è qualcosa di geneticamente acquisito. Purtroppo o per fortuna. Quì, in Sardegna, vige una specie di codice di comportamento non scritto, dettato forse dalla paura o da una accurata riflessione che dura da sempre. Vietato ostentare: richezza, bellezza, intelligenza, povertà o miseria. Ecco perchè il figlio degenere dopo essere stato affascinato dalla serietà di Cossutta, ne è rimasto anche spaventato. Era o sarebbe stato di intoppo un fardello di cui liberarsene. Poteva essere la sua coscienza, il suo censore, il suo consigliere, ma la spregiudicatezza ha avuto il sopravvento. Uno come Cossutta non sarebbe mai andato in vacanza ai tropici o dove cazzo era il ministro della giustizia di quell’epoca, con al seguito agenti o carabinieri, pagati con i soldi dei cittadini.
Ma Cossutta aveva un altro parlamentare sardo tra i suoi preferiti - umanamente parlando - era il compagno Giovanni Demurtas, forte come i tacchi di calcare della sua Ogliastra e generoso come le sue pianure, scomparso prematuramente mentre traghettava in questa terra bisognosa di idee, ideali, di lavoro, di dedizione e di cura a bordo di una macchina carica di materiale elettorale che ha fermato la sua corsa addosso ad un albero al bordo di una strada, incendiandosi. Lui sì che non l’avrebbe mai tradito. Ma, ormai, le cose andate sono andate e non trovo giusto gettare fango su chi non merita. Il merito di Cossutta è quello di averre concepito, perseguito una prospettiva ancora comunista in Italia, qualcun altro passerà alla storia per aver fermato quel percorso a vantaggio di posizioni di comodo e di potere. Mi auguro però di leggere qualche commento di Cossutta. Sarebbe davvero interessante sapere il parere di questo vecchio che, si è mostrato sempre più giovane nelle idee di molti altri compagni di oggi che si ritengono inossidabili e immortali.
23 Luglio, 2008 at 13:35
A tutti
Questo sito ha lasciato la massima libertà a tutti coloro che volevano commentare, con l’unica moderazione e blocco dei messaggi che contenevano apprezzamenti pesanti, che nulla avevano a che fare con la politica. Per questo vi chiediamo di mantenere, anche nelle differenze delle vostre posizioni politiche, un tono rispettoso delle compagne e dei compagni, senza scadere in accuse reciproche o contro i dirigenti nazionali, che si condivida o meno il loro agire. Le opinioni delle compagne e dei compagni che hanno dato vita a questo sito sono pubblicate con nome e cognome, a differenza dei commenti.
Per Eros
il maiuscolo vuol dire urlare, anche se da più forza alle tue opinioni, condivisibili. Limitiamolo solo allo stretto necessario, se proprio non ne puoi fare a meno.
23 Luglio, 2008 at 13:39
Qualcosa di piu grande? A me sembra che la paura sia da un lato di mantenere il proprio orticello e dall’altro però di trovare un mezzuccio per non rimanere fuori dal Parlamento Europeo che sancirebbe la morte formale del Partito! (formale nel senso che il partito non c’è mai stato). Formalità che però permette a gente come te in piccola e grande scala di sentirsi forti perche appartengono a un comitato centrale di 520 membri (ovvero tutti gli iscritti del partito), di dire che un partito va bene quando palesemente va male, e di non riconoscere i limiti oggettivi di una dirigenza politica fallimentare! Ognuno é certamente libero di pensarla come vuole ma non di mistificare la realtà che ovviamente brucia soprattutto a chi vive di glorie vane, vuote e sterili! Cmq ti faccio notare solo questo: le risorse finanziarie del partito saranno assai limitate, quindi un CC di 520 membri verrà convocato solo raramente lasciando un potere enorme nelle mani della segreteria (formata da yesmen di diliberto)….. insomma: w la libera discussione!!!
23 Luglio, 2008 at 14:24
Caro D_C,
io mi sento forte sì, per ciò in cui credo e per ciò che faccio.
Quello che tu dici, oltre che falso è solo offensivo, che il cc sarà convocato una volta l’anno è scritto nello statuto, perciò nessuno stupore, per me era meglio l’assemblea dei delegati per dar l’idea di un partito in divenire, pronto a fare qualcosa di nuovo, dopodichè non credo che tu sia obiettivo, i limiti del pdci li riconosciamo tutti ma vediamo anche i limiti degli altri, che il comunismo è una tendenza culturale non l’ha detto diliberto, la realtà è quella che fotografi tu? non credo, ti ricordo che sei uno e per uno vali anche tu, come me.
23 Luglio, 2008 at 14:40
scrivere nello statuto che il comitato centrale viene riunito una volta all’anno è una cosa demenziale. Spero che non sia così, perchè un parlamentino di un partito dovrebbe essere riunito per analizzare/decidere anzione politica in maniera costante e continua o per lo meno ogni qual volta si presenta una situazione rilevante politicamente. Rimane in tutta la sua assurdità, in ogni caso, arrivare ad eleggere un CC di 522 persone, quando un partito stremato, ridotto nella situazione in cui è, avrebbe bisogno di organismi dirigenti snelli, efficaci e soprattutto, rappresentativi.
Oggi mi sono letto l’articolo della Palermi in risposta a Bocconetti. A parte che continua a non fare un minimo di autocritica sullo stato del partito, a parte che un partito stalinizzato dia dello stalinista a un partito destalinizzato è quantomeno curioso e bizzarro, a parte che l’unità dei comunisti viene usata al solo scopo di spaccare rifondazione e raggranellare qualche 0, vivacchiando ma non incidendo, la replica della Palermi m’ha convinto una volta di più che questa dirigenza non solo non ha capito nulla di quanto è successo il 14 aprile, ma continua a perseverare nell’errore.
L’unità della sinistra se la si vuol fare sul serio la si fa, certo se la si intende - come solo la sa intendere questo gruppo dirigente - come fusioni di ceto politico - l’operazione sarà sempre ‘indistinta’ . Ecco perchè io comincio a pensare, seriamente, che per fare l’unità della sinistra… una sinistra larga, popolare, di lotta e di governo, ci vorranno NUOVI GRUPPI DIRIGENTI.
23 Luglio, 2008 at 15:13
Caro compagno alberto, sono d’accordissimo con te, qualsiasi progetto unitario può funzionare se e solo se si procede ad un RINNOVO PROFONDO DEI GRUPPI DIRIGENTI, mentre sin qui abbiamo assistito ad un giochino avvilente: si cambia la linea politica per non cambiare gli uomini, in questo sta la strumentalità di certe posizioni politiche, che sono funzionali essenzialmente non al proletariato ma al mantenimento dei soliti noti ai soliti posti…mi sa che il riferimento ideale di certi nostri dirigenti più che marx è tomasi di lampedusa…
23 Luglio, 2008 at 16:22
X unire la sinistra web.
Accetto il “rimprovero”, non intendevo con il suo uso urlare ma sottolineare l’impossibilità di un confronto basato sistematicamente sugli insulti .
Ritengo opportuno che questo blog rimanga e si passi alla diffusione , post Congresso , della maggior quantità di informazioni possibili a tutti ed in specie ai compagni che intendono continuare il lavoro politico per l’unità della sinistra . Mi attendo a breve la costituzione della Associazione al fine di dare un “corpo” organizzativo al lavoro comune dato che ho pienamente concordato sul non avere accettato il “contentino” di una “rappresentanza” nel CC ,pletorico, formato al Congresso .
Ritengo che sarebbe stato politicamente sbagliato e avrebbe costituito, per i “padroni” del Partito ,la “foglia di fico” per dare una patente di democrazia al loro CENTRALISMO Antidemocratico .
Quest’ultima connotazione del centralismo è ben esplicata ,come detto da altri sopra( vedi Lucia) ,dal dato che il CC sarà convocato, per Statuto, una volta all’anno e pertanto chiamato a ratificare la linea del gruppo dirigente più che a discuterLa.
Per serietà riterrei opportuno riunioni almeno trimestrali , con la cadenza proposta inoltre sembra più un “pellegrinaggio” a Roma che l’attività del “massimo” (ora minimo dal punto di vista politico) organismo dirigente del Partito.
Mi auguro inoltre che nell’affrontare il lavoro politico per l’unità della sinistra vi sia la “ferrea” volontà di combattere la concezione stalinista ,non solo del Partito, ma del confronto delle idee: è un “cancro” , una “bestia nera” del comunismo che tanti lutti e sconfitte ha prodotto nel movimento operaio .
23 Luglio, 2008 at 16:40
Compagne e compagni, una segnalazione. Il centralismo democratico l’ha inventato Lenin, non è un arnese stalinista. Io lo condivio pienamente, anche se l’interpretazione deta con il nostro regolamento congressuale non la condivido. Il centralismo deve funzionare dopo la discussione ed i congressi, non prima, viceversa non è democratico.
Chiedo poi a tutti se mi sanno citare un esempio nella storia (a me non ne vengono in mente) in cui singoli comunisti senza un Partito Comunista abbiano ottenuto dei risultati per i lavoratori.
Avrete capito che per me l’autonomia politica ed organizzativa dei comunisti è imprescindibile, chiedo rispetto anche per la mia posizione e per quella di chi ha votato la mozione 1.
Per la verità, poi, l’unico tipo di organizzazione interna per la propaganda ad una mozione che ho visto è stata per la 2.
Per inciso, segnalo che mi sono iscritto ad un Partito comunista, altri partiti non mi interessano e non li ritengo utili.
Spero che potremo lavorare tutti assieme.
23 Luglio, 2008 at 18:33
Caro alberto,
certo l’unità dei comunisti é fatta per spaccare rifondazione ma credo anche che il PDCI ci rimarrà sotto! Non solo non riuscirà ad incidere ma probabilmente non riuscirà ad entrare nemmeno al parlamento europeo….. IL CC riunito una volta l’anno? ROBA DA PAZZI! C’è da chiedersi piu che altro a che cosa serva fare un organismo cosi mastodontico per riunirlo una volta l’anno, tanto valeva non farlo proprio… visti anche i rapporti di forza con diliberto che ha l’88%!
23 Luglio, 2008 at 18:39
PS vorrei chiedere poi a Lucia di quale federazione é e quanti iscritti conta la sua federazione! vediamo cosi che rapporto c’è fra voti e iscritti alla federazione per verificare lo stato di salute del partito che secondo diliberto é ottimo e secondo me é in grave crisi/rischio estinzione.
D_C
23 Luglio, 2008 at 19:16
Lucia Mango
Sezione di Pisa, Federazione di Pisa, 235 iscritti al 2007, circa 2000 voti alle amministrative del comune di pisa nel 2008.
23 Luglio, 2008 at 19:49
io, giusto per precisare il mio pensiero, volevo dire che l’unità dei comunisti così come è proposta e vistl’inamovibilità, sia a livello di struttura di partito che di azione politica, rischia di spaccare ulteriormente la sinistra piuttosto che unirla. Oltre al fatto che ho il sospetto che questa proposta nasconda dietro la consapevolezza che rifondazione non accetterà la proposta della maggioranza uscita dal congresso ….per cui io deduco che sia una proposta di breve respiro, giusto per salvaguardare l’orticello.
Il punto che voglio sottolineare, comunque, è che non è più ora DA PARTE DI NESSUNO lavorare per la ‘chiesa’ sua. Bisogna mettersi in gioco tutti, per un’unità vera, popolare, dal basso che riattivi energie e speranze. E l’unità della sinistra, chiamiamola pure ‘costituente’, è l’unica via d’uscita che intravedo. Sennò il Pd continuerà a richiamare il ‘voto utile’ del popolo della sinistra.
23 Luglio, 2008 at 23:23
spiacenti
il compagno cossutta, che pure ho conosciuto di persona in occasione di un bel pranzo in quel di asiago nel 2003, accompagnato dalla cara moglie emy e con cui ho avuto modo di discutere a lungo, e poi ancora al congresso di rimini del 2004 (benchè ovviamente non si ricordi di me), non ha fatto nulla affinchè io e molti altri compagni ci formassimo questa opinione su di lui.
può darsi che cossutta avesse ragione ed io torto
ma un dirigente per come lo intendo io sa farsi intendere anche dai più deficienti.
saluti
24 Luglio, 2008 at 04:31
E’ veramente difficile rinunciare all’offesa quando dei prezzolati che mascherandosi dietro l’appartenenza al PRC usano questo spazio, organizzato da alcuni compagni del PdCI, per denigrare e offendere sitematicamente elettori, compagni e dirigenti del nostro partito.
Mi riferisco soprattutto a quel DC che nel nome rivela il suo marchio di provenienza e che sprizza odio anticomunista da tutti i pori.
X quei compagni che continuano a volere l’unità della sinistra (e chi non la vuole?) ma che nascondono la loro vera aspirazione, influenzati dalla ideologia dominante, che è quella di vedere cancellati i comunisti dalla faccia della terra:
Lo Statuto del Pdci recita ” Il comitato Centrale è convocato ogni qual volta si ravvisi la necessità di deliberazioni relativamente a materie di rilevanza congessuale e, comunque, almeno una volta all’anno” e il titolo dell’articolo 22 specifica che “il Comitato Centrale è l’assemblea nazionale del partito”.
Il numero di 500 dei suoi componenti è dato proprio dalla necessità di essere rappresentativo dato il carattere assembleare e la specificità dell’oggetto di cui si deve occupare “materia di rilevanza congressuale”.
Purtroppo spiegare queste cose a chi usa le viscere e non il cervelo penso sia impresa ardua.
La plateale malafede di questi compagni è palesemente dimostrata dal fatto di ironizzare sulla convocazione “una volta l’anno” omettendo spudoratamante la parola “almeno”.
X Eros, lascia stare il delinquere che era a mò di esempio. La domanda era: sei riuscito a organizzarti con qualcuno? Se si quanti siete?
X Lucia, stai attenta a dare i dati a chi te li chiede in quel modo che puzza di provocazione.
24 Luglio, 2008 at 08:07
bacciardi, lo dico senza alcun intento provocatorio (che francamente poi… ), ma ti rendi conto che stai difendendo un organismo dirigente di 522 persone per un partito che allo stato attuale viene valutato intorno all’1%? 5-2-2 P-E-R-S-O-N-E! Non hai un briciolo, un pochino, di spirito autocritico per riconoscere che è un’assurdità? Tutti i partito hanno una sorta di assemblea nazionale ma non la riuniscono ‘almeno una volta all’anno per questioni congressuali’. la riuniscono ogni qual volta c’è una questione di rilievo politico e nazionale che necessita di essere discussa dall’organo che, nel Pci, era il massimo organo dirigente dopo la segreteria. Messa così com’è è un organismo pletorico e, lasciamelo dire, inutile. Insomma,una presa in giro bella e buona.
24 Luglio, 2008 at 22:54
Caro Alberto scusa ma no riesci a vedere oltre il tuo naso.
Il congresso si è concluso con la proposta di unità dei comunisti a partire dall’incontro fra il PdCI e RC. A prescindere dalla evoluzione futura il partito doveva predisporsi a scenari non prevedibili e quindi a darsi un organismo capace di intervenire su aspetti congressuali dato che non si poteva immaginare di fare congressi ad ogni stormir di fronde. L’ipotesi più giusta era quella di mantenere l’assemblea dei delegati. Ma dato che questa non corrispondeva nei fatti alla esigenza della parità dei sessi il congresso ha deciso questa intelligente soluzione: parità dei sessi e rappresentatività dell’organismo. La questione della direzione politica sarà affrontata da questa assemblea a settembre e allora potremo dare un giudizio sulle scelte che saranno fatte. Ogni forma organizzativa deve sempre essere organica alle scelte poitiche che il congresso a stabilito. Se non capisci che la scelta fatta è in sintonia con la scelta politica questo è un problemma tuo di comprensione. Se poi come sembra tu non condividi la scelta politica del congresso questo è un ulteriore problema tuo ma che non riguarda le deliberazioni organizzative del congresso.
24 Luglio, 2008 at 23:04
Bè forse il numero precedente mi sembrava sufficente comunque non mi sembra che cambi molto avere 300 o 500 compagni in un organismo, sempre ingestibile è. Poi è un organismo più di rappresentanza che decisione perchè anche in precedenza non si riuniva più di 2 volte l’anno, quando andava bene, altrimenti una, e in tutti i partiti è così quindi per favore non iniziamo a tirare fuori le armi facili dell’autoritarismo che mi pare molto use qui. Inoltre difficilmente viene votato qualcosa in CC a parte eccezioni. Quindi chiederei che la polemica finisse qui (non solo in questo sito) perchè stiamo parlando di un organismo per sua natura inutile, se vogliamo parlare in termini concreti!
25 Luglio, 2008 at 08:43
io, bacciardi, vado semplicemente a logica. Parliamo di rappresentatività? Bene: per quanto mi riguarda il concetto di ‘rappresentatività’ è un tema squisitamente POLITICO e non di numeri. Un’assemblea nazionale dovrebbe essere rappresentativa delle sensibilità politiche presenti in un partito, A PRESCINDERE. Oltre ad essere un organismo che DECIDE e non soltanto ‘discute’. Una buona democrazia interna dovrebbe avere il CC come organo veramente deliberativo, al quale la segreteria si rapporta. Un organismo pletorico che viene riunito solo per RATIFICARE scelte fatte da 10 persone per tutto il partito è una cosa che ha a che fare più con un’oligarchia che con un partito comunista. E comunque 522 gira e rigira, SEMPRE ANDANDO A LOGICA (e senza scomodare le differenze di opinioni sul congresso e sulla linea decisa) rimane comunque una assurdità. E comunque se la scelta è stata per l’unità con un’altro partito, e se questa scelta volesse essere realmente perseguita non ci dovrebbe essere alcun automatismo nel mettere in piedi un cc così elefantiaco. E’ già difficile mettere d’accordo 6 teste, figurarsi 522 persone su una proposta che in fin dei conti dovrebbe portare al superamento del PdCI in un partito - parole di diliberto - ‘medio-grande’.
Io continuo a ritenere che siamo al delirio. all’agonia del Partito che cerca disperatamente di salvare un ceto politico dirigente che ha FALLITO raccontando ai compagni di base una cosa e facendone un’altra. Allora se non vogliamo prenderci in giro e siamo TUTTI consapevoli che da solo il PdCI non va da nessuna parte e che la FASE è completamente nuova e richiede operazioni politiche NUOVE, la proposta dell’unità della sinistra è un’OPZIONE POLITICA che ha la stessa dignità dell’unità dei comunisti: perchè entrambe propongono, dovrebbero proporre (visto che un po’ di ipocrisia c’è ,per la verità nella proposta diliberto-rizzo) il superamento dell’attuale partito in qualcosa di più grande.
25 Luglio, 2008 at 10:37
Care compagne e compagni, seguo a volte con preoccupazione il dibattito che si svolge tra noi e mi/vi auguro che finisca con il prevalere il buon senso, di mantenere, tutti e tutte, un comportamento corretto, consono alla fase durissima che dobbiamo affrontare, voglio rammentare che il nemico è fuori di noi. Il nemico è questa destra reazionaria e pericolosa, dai tratti eversivi, che farà pagare il prezzo della recessione alla classe lavoratrice, ai ceti deboli del nostro Paese. E’ necessario che sia ben chiaro questo ed evitare guerre inutili e dannose tra di noi, che, a prescindere dagli orientamenti tenuti nella fase congressuale, siamo dalla stessa parte. Dalla stessa identica parte. Questo nostro piccolo partito è pieno di difetti, credo che ne siamo tutti consapevoli. Ma chi, nel terzo millennio, sceglie questa sponda della barricata va, a mio avviso rispettato ed apprezzato. Qualunque sia la sua sensibilità o colorazione. Rispetto ed ascolto. Rispetto e confronto pacato. Questo ce lo dobbiamo, reciprocamente. Altrimenti, sapendo che da soli non bastiamo a fare fronte all’uragano che incombe, come possiamo pretendere di aprirci agli altri, a quel popolo vasto della sinistra che non ha appartenenze partitiche? Come femminista e comunista ho imparato che bisogna partire da sè: pur avendo contribuito all’affermazione della linea congressuale maggioritaria, ho grande rispetto per i compagni e le compagne che l’hanno avversata, perchè penso che sono proprio loro quelle e quelli che ho bisogno di avere al mio fianco nella lotta quotidiana per combattere le innumerevoli ingiustizie che affliggono la nostra società. Ma so altrettanto bene che nel nostro piccolo partito, così come in ogni altra piega della società, ci sono anche opportunismo, arrivismo, eccesso di personalismo, carrierismo: malepiante che, tutti insieme, dobbiamo estirpare, per essere coerenti tra quello che diciamo e quello che facciamo.
Infine, come componente della Commissione verifica poteri (insieme a Calò, Cerusico, Crapolicchio e De Murtas) credo sia giusto fare un po’ di chiarezza sui numeri congressuali, incontestati.
Innanzi tutto, il fatto che le Federazioni si distinguono in sotto o sopra i 200 iscritti comporta una diversa modalità di tenuta dei congressi: mentre la platea congressuale delle federazioni sotto i 200 è composta dall’assemblea degli iscritti, quella delle federazioni sopra i 200 è composta dai delegati delle sezioni. Dunque è sbagliato fare una semplice somma dei voti e da questa determinare una percentuale della partecipazione ai congressi, facendone derivare una erronea percezione.
Queste le cifre reali: Federazioni sotto 200 - Iscritti a tutte le federazioni n. 6489, partecipanti ai congressi 1454, pari al 22,41% degli iscritti, voti doc. Comitato Centrale n. 1131 (77,79%), votanti doc. 1^ firma Bellillo n. 249 (17,13%), astenuti n. 69 (4,75%), contrari n. 5 (0,34%).
Federazioni sopra 200 - Iscritti a tutte le federazioni n. 22437, la media delegati/iscritti delle sezioni decisi dai comitati federali è pari a 1 delegato ogni 7,5 iscritti, i delegati totali ammonterebbero a 2995, mentre hanno effettivamente partecipato ai congressi n. 2443 delegati, pari all’81,5% dei delegati aventi diritto. Voti conseguiti: doc. Comitato Centrale n. 2144 (87,76%), doc. 1^ firma Bellillo n. 2264 (10,81%), astenuti n. 30 (1,23%), contrari n. 5 (0,20%).
E’ chiaro che le due serie di dati non sono semplicemente sommabili. Mentre i voti dati dai partecipanti ai congressi delle federazioni sotto 200 “valgono” 1 (ciascuno rappresenta unicamente se stesso), i voti dati nei congressi delle federazioni sopra 200 hanno un “peso” diverso, dato dal numero degli iscritti che ciascun delegato “rappresenta”.
Da ciò deriva che nei congressi delle federazioni sopra 200, il peso delle votazioni sarebbe il seguente : voti doc. Comitato Centrale n. 16690 (89,44%), votanti doc. 1^ firma Bellillo n. 1702 (9,12%), astenuti n. 242 (1,30%), contrari n. 26 (0,14%).
Di conseguenza, se si sommano questi dati ai voti “singoli” delle federazioni sotto i 200 si ottengono questi risultati: votanti doc. Comitato Centrale n. 17821 (88,60%), votanti doc. 1^ firma Bellillo n. 1951 (9,70%), astenuti n. 311 (1,55%), contrari n. 31 (0,15%).
Un caro saluto a tutti e tutte.
25 Luglio, 2008 at 13:25
Compagno Alberto , concordo ancora con la tua analisi e quindi con la risposta POLTICA che dai a Bacciardi, il quane , legittimamente per parte sua , continua a far “giravolte” usando il solito , proprio solito , metodo accusatorio cioè :”vedere oltre il tuo naso ” , “associazione a delinquere” e via dicendo .
Poi alla domanda se mi sia ” organizzato con qualcuno e quanti siamo” rispondo con la stessa indicazione che tu , Bacciardi, dai a Lucia e inoltre : forse hai nostalgia dei commissari del popolo ma , ripeto, siamo nel 2008 !!!!!
25 Luglio, 2008 at 14:35
Cara compagna Cesini,
è chiaro persino ovvio che il nemico è la destra. Purtroppo al congresso e al comitato centrale sembrava che la sconfitta, anzi il DISASTRO elettorale non ci fosse stato e che l’unica battaglia da fare fosse contro la Bellillo o contro Guidoni per rinchiudere il partito in un fortino identitario esasperato. Avete scelto l’abbraccio mortale con il settarismo di Rizzo, sbagliando. E mi riferisco in particolar modo a quei compagni che pensavo fossero più lucidi e meno minoritari come Guerrini.
Le conclusioni di questo congresso sono state una sciagura che si pagherà caro per il futuro e non ve ne accorgete.
25 Luglio, 2008 at 16:03
Cara compagna Cesini,
intanto grazie di aver messo a disposizione questi dati che usualmente sono forniti al termine dei congressi di federazione e prima del congresso nazionale.
Se ho ben compreso, però, i dati riportati non sono quelli reali ma una loro proiezione basata sull’ipotesi che per ogni voto espresso nei congressi delle federazione con più di 200 iscritti corrispondano 7,5 voti espressi nei compagni di circolo. Questa proiezione non offre però il dato degli iscritti che hanno partecipato, complessivamente, al congresso del Partito.
Purtroppo vi sono casi di sezioni in cui il numero dei partecipanti al congresso è stato inferiore a quello dei delegati eletti. E dei casi ancor più tristi in cui il numero dei delegati di una sezione che poi hanno partecipato al successivo congresso di federazione è stato superiore a quello degli iscritti che hanno partecipato al congresso di sezione. Casi tristi indipendntemente da come hanno scelto di votare questi compagni.
Il dato che in tanti ambiamo a conoscere è il numero di voti assoluti espresso nel nostro congresso. Esso è la somma dei voti espressi nei congressi delle federazioni con meno di 200 iscritti e dei voti espressi nelle sezioni relative alle federazioni con più di 200 iscritti.
Per quel che mi riguarda sarebbe la prima volta che in un congresso in cui son presenti documenti alternativi questo dato non mi è noto. Anzi in generale ho sempre ascoltato una relazione in cui si riportava il numero dei compagni che hanno partecipato al congresso sommando le diverse istanze in modo proprio e corretto.
Se il partito è in possesso del dato (basta avere tutti i verbali dei congressi di federazione e di sezione ed eseguire correttamente le somme) suggerirei di renderlo pubblico evitando speculazioni. Se il partito non fosse in possesso del dato credo che molte delle preoccupazioni che qui sono espresse siano assai fondate.
25 Luglio, 2008 at 16:06
Compagna Cesini, ti ringrazio per la spiegazione, ma c’è ancora qualcosa che non va: ancora nessuno ha detto quante compagne e quanti compagni hanno partecipato ai congressi di sezione nelle federazioni sopra i 200 iscritti, calcolare, come fai tu, questa partecipazione in base ai delegati è fuorviante, perchè, come è noto, i delegati si eleggono in base alle tessere, non alle presenze al congresso.
Aldilà delle singole posizioni politiche, dell’aver votato il documento 1 o 2, penso che sia grave che, a congresso finito, nessuno sappia quante persone, in carne ed ossa(e non quante tessere) abbiano partecipato, è ancora più grave perchè noi non siamo l’udeur, siamo comunisti.