L’ennesimo “tarocco” di un Congresso finto
I sottoscritti compagni della sezione di Scerni (Ch) denunciano il verificarsi di fatti gravissimi che, a una lettura oggettiva, oltre che a nostro giudizio, contravvengono alle norme dello Statuto e al dettato del regolamento congressuale, sì da alterare la regolarità dell’intero percorso congressuale provinciale.
In estrema sintesi l’attuale gruppo dirigente provinciale, già affermatosi a seguito di un congresso alterato, ha determinato e determina anche l’esito di questo attuale mediante azioni e comportamenti autoritari e palesemente lesivi della pari dignità dei compagni e al di fuori dalle più elementari regole di onestà e buon senso.
Senza discussione, né motivazioni, non si è consentito il tesseramento di diversi compagni. Si sono di fatto cancellate alcune sezioni, ad altre non sono state consegnate le tessere richieste.
Con tali premesse nel 2007 i tesserati sono scesi a 165. Al momento del congresso straordinario sono spuntate ben 35 nuove tessere 2008 (proprio 35!!!) fatte, in una nuova sezione, Pennadomo. Secondo loro la Commissione Nazionale avrebbe consentito la deroga per far partecipare questi compagni. I sospetti sono numerosi e grandi anche perché Pennadomo è un comune in costante accentuato calo demografico, che nel censimento del 2001 contava 358 abitanti di cui molti emigrati non residenti. Alle ultime elezioni politiche alla Sinistra sono andati complessivamente 19 voti (17 Arcobaleno, 1 Ferrando, 1 Turigliatto).
Inoltre a Scerni, la sezione più grande con 62 tesserati su 165, il congresso di sezione si è svolto in gran segreto tra pochi intimi, solo 8 persone, perché gli altri tesserati non erano stati neppure avvisati. Tra questi ben due membri del Comitato Centrale, tra cui un giovane di 24 anni, consigliere comunale eletto con il maggior numero di preferenze tra tutti i candidati di tutte le liste concorrenti. Teniamo a precisare che la provincia di Chieti annovera esclusivamente 2 eletti!!
L’intera provincia di Chieti ormai è retta da tre-quattro compagni, che agiscono in consorteria e senza regole, in linea con il nuovo stile che si è affermato in Abruzzo negli ultimi tempi. Vane e cadute nel vuoto sono state le numerose denunce portate all’attenzione del Comitato regionale.
Scerni, infatti, non è purtroppo un caso isolato in quanto anche in altre province si sono verificate irregolarità analoghe con atti e comportamenti autoritari al di fuori di ogni regola.
La diversità comunista, in Abruzzo, sta nel fatto di essere manifestamente peggiori degli altri, con conseguente grave perdita di credibilità verso i militanti e gli elettori della sinistra.
Per interrompere l’azione di sgretolamento in atto e l’epurazione della parte sana, per non rendere definitivamente impossibile la ripresa, chiediamo un tempestivo intervento per ristabilire, se ancora esiste, un minimo rispetto delle regole e il senso di appartenenza a un partito che vuole essere portatore della tradizione del PCI.
Disponibili per ogni ulteriore informazione o chiarimento, restiamo in fiduciosa attesa di una saggia decisione.
Fraterni saluti
Silverio Moretti, Panfilo Ottaviano, Diomira Gattafoni, Elita Tonia Di Martino, Andrej Dmitrj Giacomucci, Luciano Carulli, Antonio La Guardia, Nicola Di Virgilio, Luigi La Guardia, Nicola Ciffolilli, Gianni La Guardia, Antonio D’Ercole, Livio De Mia, Alessandro Panico, Marcello De Mia











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