Lunedì 30 giugno 2008 alle ore 16,30 presso la Casa delle Culture “Sala Fausto Gullo” a Cosenza, si terrà una conferenza stampa alla presenza di dirigenti provinciali, regionali e nazionali delle cinque federazioni calabresi del partito dei Comunisti Italiani, i quali si sono dati appuntamento per fare il punto sulla grave ed irreversibile crisi che sta vivendo il PdCI regionale e nazionale, il quale si è appiattito su posizioni massimaliste che snaturano la stessa identità e storia dei Comunisti Italiani nati per unire tutta la sinistra. Nell’occhio del ciclone Michelangelo Tripodi, contestatissimo segretario regionale reo di costanti violazioni delle regole del partito ed Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI, accusato di avere fatto irresponsabilmente e nel momento peggiore una grave scelta di campo in Calabria, adottando una logica politica tutta imperniata sull’autoconservazione di un gruppo dirigente destinato al settarismo ed all’isolamento.

E’ molto strano che Diliberto, spesso fortemente critico sulle vicende del PdCI calabrese tanto da invitarci spesso ad avere pazienza, a dispetto di come avrebbe dovuto comportarsi un saggio segretario nazionale e solitamente avulso per propria scelta dal prendere posizioni di parte sui territori, abbia deciso invece a Cosenza di offendere la dignità di tantissimi compagni con le sue dichiarazioni. Ciò è ancora più strano e grave se si considera anche che in questi ultimi due anni, non ha messo la Commissione Nazionale di Garanzia nelle condizioni di decidere i tanti ricorsi presentati relativamente sia alle palesi e gravi irregolarità del tesseramento 2007, in Calabria gravemente viziato, e sia in merito a decine e decine di violazioni e abusi perpetrati dal segretario regionale rispetto alla composizione del comitato politico regionale e alle incompatibilità di alcuni componenti della commissione di Garanzia regionale, che ai sensi del secondo comma dell’articolo 25 dello Statuto del partito si sarebbe dovuto sciogliere.

Denunciamo come sia inaccettabile che i c.d. dissidenti nel PdCI calabrese vengono puntualmente epurati dagli organismi dirigenti o peggio, se ne fanno già parte, neanche invitati alle riunioni provinciali e regionali per impedire che ci sia una minima voce di dissenso all’interno degli stessi, come avvenuto per esempio con chi non ha votato la ridicola mozione di sfiducia all’ex ministro Bianchi. In quella occasione sono state addirittura cancellate d’ufficio sezioni importanti nelle federazioni di Reggio Calabria e Cosenza, senza che Diliberto muovesse un dito. Alla faccia della diversità comunista di cui si proclama alfiere!

All’appuntamento di lunedì interverranno fra gli altri Martino Porcelli, segretario della federazione di Vibo Valentia e componente del comitato centrale del partito, che denuncerà le scorrettezze e le irregolarità subite dalla propria federazione; Giulia Menniti, segretario della sezione di Catanzaro e componente del direttivo provinciale che in seguito alle recenti dimissioni dal partito del segretario provinciale Antonino Di Cello e del responsabile regionale giustizia Piero Granata, illustrerà la crisi del già fragile partito catanzarese; Giuseppe Longo, reggino componente del Comitato Centrale del partito che si farà portavoce del dissenso esistente anche nella federazione di Reggio Calabria che ha portato alla chiusura di varie sezioni (Locri, Monasterace, Siderno e Cinquefrondi) e a defezioni di importanti dirigenti in altre (Aldo Alessio, ex sindaco di Gioia Tauro e Mario Sprizzi, ex direttore Inps di Palmi); Giancarlo Sitra, segretario provinciale uscente di Crotone e componente della direzione nazionale del partito che insieme ad altri 250 iscritti della federazione di Crotone si è autosospeso dal PdCI per inagibilità democratica; Fernando Pignataro, deputato uscente del PdCI e componente della direzione nazionale del partito che illustrerà la crisi e il malessere che vi è anche nella federazione di Cosenza, soprattutto nelle sezioni che hanno dovuto subire loro malgrado, diverse violazioni e prepotenze da parte di Michelangelo Tripodi.

I dirigenti del PdCI calabrese

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