Tore Serra, consigliere regionale della Sardegna, aderisce alla mozione
Oggi ha aderito alla mozione “Una necessità per il Paese: unire la sinistra” il compagno Tore Serra, consigliere regionale della sardegna, componente del Comitato Centrale e di quello regionale sardo, che insieme alla compagna Maria Demurtas, della Direzione Nazionale del PdCI, danno un valore nuovo e positivo all’azione di sensibilizzazione del partito sui temi della sinistra e le scelte da attuare per unirla.
Queste adesioni, insieme alle oltre 130 di dirigenti locali e regionali del nostro partito, ci dicono quanto fosse necessario, utile, dare corpo ad una mozione che rappresenta la vera sensibilità con cui sono nati i comunisti italiani e ne rilancia l’azione per unire tutta la sinistra, un’idea che è l’essenza stessa del nostro partito.
Al documento hanno aderito 4 consiglieri regionali su 18 (De Santis, Montemagni, Robotti e Serra) oltre ovviamente all’Onorevole Umberto Guidoni, parlamentare europeo e astronauta.











24 Novembre, 2008 at 12:07
Tore Serra espulso dal Comitato regionale del PDCI. Non conosco le motivazioni ufficiali ma le sentivo nell’aria; era solo una questione di giorni. Non saprei dire cosa è meglio: essere espulsi o andarsense da un partito in cui non si crede più, che mortifica ogni portatore di parere contrario (non parliamo di dissenso più o meno organizzato perchè diffuso), che prende di mira un eletto dal popolo (nel vero senso della parola) come lo è stato Tore, e non designato dalle oligarchie e che non ha ricevuto neanche una telefonata dal segretario Nazionale quando è diventato consigliere regionale in Sardegna. Ormai e da qualche anno il PDCI ha subito una mutazione genetica, in Italia come in Sardegna. Lo scienziato romano, esperto in genetica mandato dal segretario nazionale per guidare il partito in Sardegna, lo ha reso impraticabile e, oggi, posso dire di aver avuto ragione quando sostenevo che solo a fargli una fotocopia era aiutarlo troppo. Andava rispedito al mittente, subito. Personalmente ho anche cercato fi farlo. Infatti a Cagliari non ha avuto la cittadinanza onoraria. Avevo già deciso di non rinnovare la tessera, fatta prima delle elezioni politiche, per il 2009. Quest’ultimo atto del Comitato Regionale è determinante in quanto mi toglie ogni dubbio o scrupolo. Esprimo ed invoco ora la massima solidarietà non verso una vittima del console laziale e dei suoi accoliti, ma nei confronti di un compagno serio o coraggioso che ha scelto di non morire dilibertiano, di non andare al suicidio lento che sembra essere il destino del partito che fù di Cossutta, di Giovanni Demurtas, dei quali pochi possono parlare senza prima sciaquarsi la bocca. A Roma come in Sardegna.