Una necessità per il paese: unire La Sinistra

Verso il V Congresso dei Comunisti Italiani

Lavorare per unire la sinistra sarda

E’ oramai evidente l’esigenza di avviare il processo COSTITUTIVO della SINISTRA.

La discussione che ha interessato i partiti della sinistra in occasione dei congressi appena conclusi e la crisi strutturale del Partito Democratico ha evidenziato in Sardegna quanto sia urgente avviare tale processo.

Una Sinistra che vuole assumersi la responsabilità di governare ponendo al centro dell’agenda politica sarda i temi del LAVORO, dell’ISTRUZIONE, dell’AMBIENTE, dell’AUTONOMIA, dell’UGUAGLIANZA, della GIUSTIZIA SOCIALE e della DIFESA DEI VALORI della COSTITUZIONE.

Il Processo costitutivo della sinistra sarda, senza liquidare la storia, l’esperienza e la funzione dei partiti della sinistra, deve produrre uno sforzo di innovazione politica, aperto alla discussione e all’elaborazione culturale.

La cultura autonomista deve essere il terreno da cui partire per riformare gli strumenti e per esprimere una comune concezione di governo democratico delle sue istituzioni.

Abbiamo la responsabilità storica di consegnare alle generazioni future un LUOGO POLITICO NUOVO che utilizza punti di riferimento che guardano al nostro tempo.

Ci rivolgiamo a tanti compagne e compagni che guardano ai valori della sinistra e alle ragazze e ai ragazzi sardi che possono insieme a noi operare per costruire un domani di DEMOCRAZIA e PARTECIPAZIONE per UNA SOCIETA’ PIU’ GIUSTA.

Lavoriamo insieme senza pregiudizi e steccati trasformando questo sogno in realtà.

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Prove tecniche di unione a sinistra

dall’Unità-Firenze del 01 Agosto 2008

Parte la costituente: obiettivo, costruire un partito che cerca alleanze con il Pd per le prossime amministrative
Un appello per un percorso costituente della sinistra italiana: è stato presentato ieri a Firenze da cittadini appartenenti al mondo della politica (Sd e Pdci), del sindacato, della cultura, delle professioni, dell’associazionismo.
I promotori dell’appello chiedono di costruire un soggetto politico che unisca le forze della sinistra, che si allei col Pd fin dalle prossime amministrative e che renda partecipi i cittadini. Come si legge nel documento, «pur avendo posizioni critiche rispetto ad alcune delle scelte nelle varie giunte, è indispensabile mantenere alto il livello di confronto in primo luogo con il Pd, con una grande attenzione al mantenimento di un’alleanza nell’interesse della città».
Ma un altro punto qualificante è «rendere necessario che i cittadini, da subito, siano chiamati ad essere protagonisti delle scelte che porteranno alle elezioni amministrative e che i partiti della sinistra favoriscano questo percorso».
Lavoro, giovani, ambiente, diritti i temi di punta del documento, in cui non manca una «rielaborazione del lutto» sull’esperienza della Sinistra arcobaleno: «Quell’esperienza si è chiusa rimanendo a metà strada tra una federazione ed un accordo elettorale. Essa non può essere richiamata per liquidare l’ipotesi della costituente come fallimentare per tornare ad arroccarsi ognuno nella propria identità, magari più divisi di prima. La scomparsa della sinistra è possibile se tutti insieme non riusciremo a disegnare una prospettiva di speranza».
In cantiere fin da settembre una serie di iniziative per promuovere questo percorso costituente: politicamente, Sd parlerà con l’ala minoritaria e antidilibertiana del Pdci e con i vendoliani di Rifondazione comunista, in leggera minoranza nel partito. Ma in prima fila ci saranno anche settori della società civile.
Per ora in Toscana l’appello è stato sottoscritto, tra gli altri, da Antonio La Penna, docente della Scuola Normale di Pisa, Giorgio Bonsanti, docente universitario, Mario Ancillotti, musicista. Ma ci sono anche Mauro Faticanti, segretario Provinciale Fiom, Marco Montemagni, consigliere regionale Pdci, Alessia Petraglia, capogruppo Sd al Consiglio regionale, Anna Soldani, capogruppo Sd al Comune di Firenze. Non mancano operai, artisti, pensionati, esponenti dell’Arci e delle cooperative.

Non va tutto bene, anzi non va bene per niente

di Luca Robotti

Ancora una volta (questa volta su Rinascita) vengono pubblicati i nomi delle compagne e dei compagni della mozione 2 che hanno scelto di non entrare a far parte del Comitato Centrale, una scelta inequivocabile, perché discussa e decisa insieme, durante il congresso e comunicata, perfettamente, con un intervento dal palco della compagna Rubeo che, nello stesso momento, consegnava la lista dei nomi da eliminare dalla lista al compagno Galante.

Perché allora il partito persevera a pubblicare i nostri nomi sul sito, sul giornale, anche dopo mille sollecitazioni a non farlo più?

Le ragioni sono almeno due. La prima riguarda la possibilità che, ad esempio il sottoscritto, stia bluffando, abbia comunicato i nomi delle compagne e dei compagni, senza avergliene parlato e che questi vedendo i loro nomi pubblicati si mettano in contatto con i potenti funzionari dell’organizzazione per dire “presente”. In questo caso, è bene ribadirlo, ricordo che tutte le decisioni prese dalla mozione sono avvenute in modo collegiale e nessuno è mai stato obbligato o spinto a fare una qualsiasi scelta.

La seconda motivazione, la più grave, riguarda invece la natura del modello democratico con cui è gestito il nostro “partito”. Si punta a negare, a far finta di nulla, si comunica ai compagni che tutto va bene, che tutto funziona, che tutto è rientrato, che si va avanti insieme. Una pratica grottesca, da regime.
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Minoranza PdCI: subito l’unità di tutta la sinistra, nessuna autoconservazione identitaria dei gruppi dirigenti

Oggi abbiamo partecipato al VII Congresso del Partito della Rifondazione Comunista, in rappresentanza dell’Associazione “Per la sinistra unita”. Abbiamo ascoltato parole incoraggianti dal compagno Vendola che ci dicono che c’è la possibilità concreta che la sinistra italiana ritrovi la capacità di ricomporsi su un progetto di riorganizzazione della classe lavoratrice e di alleanze democratiche ampie per battere Berlusconi, le destre, il loro modello culturale: un percorso da intraprendere velocemente, coerentemente agli impegni presi in questi anni con la sinistra sociale e politica, mantenendo la parola data al nostro popolo. Non c’è unità dei comunisti possibile o tentativo autoconservativo dei gruppi dirigenti di difendere le proprie posizioni di potere, perché questi atteggiamenti metterebbero la parola fine ad un’ipotesi alta di azione unitaria della sinistra popolare e di massa.

Katia Bellillo
Marco Montemagni
Italo Palumbo
Luca Robotti

Non voglio guardarmi indietro sapendo che tutto è spento, voglio guardare avanti sapendo che c’è tanto da illuminare

Non voglio guardarmi indietro sapendo che tutto è spento, voglio guardare avanti sapendo che c’è tanto da illuminare. Voglio ringraziare tutte le compagne e i compagni che in tutta Italia hanno creduto e credono che la ricomposizione della sinistra sia elemento fondamentale per rappresentare le ragioni delle fasce più deboli della nostra società. E’ una battaglia che abbiamo cercato di fare unendoci allo sforzo che si sta compiendo in altri partiti della sinistra, purtroppo le logiche di autoconservazione e di settarismo presenti nel nostro partito e nel nostro congresso, hanno mortificato un esaltante momento di confronto.
Noi continueremo a lottare nel nostro partito e tra la gente per unire tutta la sinistra e lo faremo con determinazione a partire dai territori dove siamo maggiormente visibili.
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