Associazione Nazionale “Unire la sinistra”

Ricominciamo da tre - Roma - 3 luglio

Coordinamento nazionale di SeL del 12 novembre 2009

Il Coordinamento Nazionale conferma la convocazione dell’assemblea nazionale per la costituzione di Sinistra Ecologia e Libertà, decidendo che si svolga in due giornate, il 19 e 20 dicembre 2009.

L’assemblea nazionale assume come ordine del giorno:
1. Discussione e votazione sul documento politico e programmatico di SEL, a partire dal documento che sarà presentato dal gruppo di lavoro ad hoc, integrato dal contributo dei diversi forum tematici;
2. Discussione e votazione sulle regole di partecipazione democratica di SEL, a partire dal documento che sarà presentato dal gruppo di lavoro ad hoc;
3. Discussione e votazione degli ordini del giorno politici;
4. Votazione del coordinamento nazionale;

L’assemblea procederà a cedere la titolarità del simbolo di SEL alla sovranità dei propri aderenti.

L’assemblea resterà costituita come platea permanente e potrà essere riconvocata in qualsiasi momento da qui alle elezioni regionali.

Il coordinamento nazionale accoglie la richiesta del Coordinamento toscano di presentarsi alle elezioni primarie del prossimo 22 novembre con il simbolo di Sinistra Ecologia e Libertà.

Approvato con un voto contrario (Gim Cassano)

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Sulla sospensione del sito di Sinistra e Libertà

Ai componenti il Coordinamento Nazionale di SEL
Ai compagni dell’Assemblea di SEL
Ai compagni Tesorieri di SEL.

Condivido le preoccupazioni espresse dal compagno Francesco Ferrara, sulla interdizione effettuata dai compagni tesorieri alla pubblicazione sul sito di Sinistra e Libertà, di una decisione assunta dal Coordinamento Nazionale, in quanto non riesco a comprendere le ragioni che hanno determinato questa decisione, peraltro senza che fosse stata preventivamente discussa con gli altri compagni tesorieri delle forze cofondatrici.

La questione ha squisitamente valore politico, in quanto la decisione da pubblicare è dell’organismo nazionale attualmente sovrano (politicamente) di Sinistra, Ecologia, Libertà perchè eletto all’assemblea di Bagnoli . Ritengo che sarebbe impensabile, che i rappresentanti legali dell’associazione, si possano in qualche modo sostituire alle decisioni politiche, assorbendo in tal modo responsabilità non proprie.

Per quanto mi riguarda credo che la discussione non possa che avvenire nella sede politica, come peraltro è avvenuto, per trovare lì le ragioni che possano unirci ulteriormente come gruppo dirigente nazionale, legandoci, come è giusto che sia, alle legittime richieste che ci provengono dai territori e che sono, perfettamente in linea con gli obiettivi politici di Sinistra, Ecologia, Libertà.

Spero che si possano rapidamente recuperare ritardi ed incomprensioni che non aiutano la fase politica.

Italo Palumbo
rappresentante legale di Unire la Sinistra

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Ordine del giorno approvato all’unanimità dal direttivo di Unire la Sinistra

Roma, 8 novembre 2009

Il direttivo di Unire la Sinistra

esprime contrarietà e grande preoccupazione per le decisioni che il Coordinamento Nazionale di Sinistra e Libertà ha assunto nell’ultima riunione in quanto rischiano, nei fatti, di snaturare il progetto e allontanare molte compagne e compagni che vedono tradito lo spirito con cui, faticosamente, in tutto il Paese si sta operando per costruire il nuovo soggetto politico;

afferma l’esigenza che i deliberati della assemblea del 19 dicembre non siano sottoposti al veto di nessuna delle singole forze politiche che compongono SeL;

avverte il rischio che l’enorme sacrificio sostenuto sino ad oggi dalle compagne e dai compagni venga vanificato dall’incoerenza delle decisioni del gruppo dirigente nazionale e per questo sostiene l’esigenza di scelte coraggiose che diano un senso al lavoro che stiamo mettendo in campo;

ritiene la democrazia ed il pieno coinvolgimento delle compagne e dei compagni sui territori indispensabile per scongiurare la fine del progetto e per sottrarlo al peso di ambiguità burocratiche e politiciste, oramai non più comprensibili.

Per queste ragioni, valutando incoerente l’ordine del giorno con cui è stata convocata l’assemblea del 19 dicembre e ritenendo giuste e fondate le critiche giunte in questi giorni sulle decisioni assunte, chiede che il deliberato del Coordinamento Nazionale venga ridiscusso tenendo conto dei punti che sinteticamente elencati di seguito:

1. la scelta del coordinamento nazionale di presentarsi in 12 regioni, escludendo la Toscana, deve essere rivista e discussa nuovamente all’interno del coordinamento stesso con il pieno coinvolgimento del coordinamento regionale della Toscana e dei suoi rappresentanti istituzionali.

2. il simbolo, come stabilito, dovrà essere consegnato alla piena titolarità degli aderenti di SEL, con una modalità che investa di questo diritto di rappresentanza il Coordinamento Nazionale e introducendo il principio del voto a maggioranza per le deliberazioni che questo dovrà assumere.

3. il programma elettorale per le elezioni regionali verrà deciso in autonomia dai territori pur rispettando il manifesto programmatico generale redatto dalla commissione programma.

4. l’assemblea di dicembre voterà lo statuto e le regole degli aderenti a SeL in base ai lavori della commissione sulle regole.

Invita, infine, tutte le compagne e i compagni del coordinamento nazionale che hanno manifestato la volontà di dimettersi a tornare sui loro passi, in quanto non esiste Sinistra e Libertà senza le loro esperienze e il loro prezioso contributo.

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Facciamo cadere “il muro” che ci divide dal nostro popolo

di Luca Robotti (Coordinamento Nazionale SeL)

L’intervista di Nencini apparsa sul sito del PSI e poi su quello di SeL, mi fa tornare in mente vecchie pratiche, tutte politiciste e caratterizzate da un eccesso di tatticismo, l’esatto contrario di ciò che ci si aspetterebbe in un fase così delicata e piena di insidie.
Non ci sono molte strade che si possono percorrere: c’è l’ipotesi che il nostro progetto politico assuma una fisionomia più stabile e riconoscibile, si concretizzi nella cessione agli aderenti del diritto di scegliere le forme più proprie per costruire un partito; oppure c’è la strada, che sembrano indicare alcuni compagni, anche autorevoli, nel caso SeL fallisca, di provare a portare nel PD di Bersani una forte componente di sinistra, riconosciuta e riconoscibile per svolgere lì un ruolo di proposta e condizionamento a sinistra.
Ovviamente ritengo che valga la pena provare a costruire un partito che, pur con uno spirito unitario, mantenga una propria autonomia politica ed organizzativa; per questo non comprendo cosa ancora si debba aspettare, in che modo sarebbero incompatibili la costruzione di una più precisa fisionomia politica con la fine di una, sin troppo lunga, gestione pattuale che ha escluso forme di democrazia con al centro gli aderenti, lasciando ai gruppi dirigenti, peraltro figli di gigantesche sconfitte, il compito di decidere su tutto e per tutti.
Non ci sono controindicazioni, la medicina democratica è nei fatti la sola che potrebbe portarci fuori da una condizione di pre-coma in cui ci troviamo.
Lo spostamento a sinistra del PD, più percepito che reale, almeno in questa fase, l’uscita di Rutelli da quel partito, l’inasprirsi del conflitto sociale, soprattutto sulle questioni del lavoro, l’approssimarsi delle elezioni amministrative, peraltro con il rischio che diventi legge la proposta del deputato Calderisi che introdurrà uno sbarramento al 4% per Regioni, Province e Comuni, ci obbligano a compiere un passo più decisivo per mettere in salvo SeL dagli arrembaggi che subiremo.
Nessuno ha mai neppure proposto di abbracciare una cultura radicale e massimalista, nei fatti le uniche forzature, nel nostro dibattito, sono state portate dal PSI, prima con la proposta di un convegno per ricordare la figura di Bettino Craxi e adesso con la proposta di organizzare una giornata per ricordare la caduta del muro di Berlino, che peraltro non vediamo certo come una sfida di tipo culturale, avendo fatto i conti molto tempo fa con un pezzo della storia del movimento comunista internazionale. Nella sostanza un’idea passatista per rimarcare non si capisce bene cosa, se non provocare sterili dibattiti interni, più utili a organizzare tifoserie che a stimolare la formulazione di un profilo identitario e valoriale nuovo e ancorato all’oggi.
Il nostro progetto ha un valore percepito, nei fatti della politica, ben maggiore di quello che nella realtà rappresenta realmente, di questo dovremmo preoccuparci, non dei pericoli che la componente comunista possa tentare, con “l’applausometro”, di riproporre un profilo identitario massimalista.
Dovremmo preoccuparci di stabilire esattamente chi fa cosa, esattamente come avevamo stabilito a Bagnoli per il Coordinamento nazionale, mentre questo non si è fatto e non si vuole ancora fare.
Dovremmo iniziare a parlare con un’unica voce su tutte le questioni che riguardano la costruzione del profilo del nuovo soggetto politico, invece che continuare ad avere 5 voci diverse su temi importanti come gli enti locali, l’organizzazione, le relazioni internazionali e così via.
Nulla, il tema su cui ci si esercita da settimane è chi dovrà fare il portavoce. È bene iniziare a dirle queste cose, perché altrimenti i compagni possono farsi una idea sbagliata sulle responsabilità di questo nostro immobilismo.
Se il sottoscritto può essere identificato con la componente comunista, può anche essere etichettato come uno degli appartenenti del Coordinamento che ha lavorato di più per garantire che non si esercitassero forzature di nessun tipo; il tempo però è scaduto, occorre avere la forza ed il coraggio per dire con chiarezza cosa si vuole fare ed in che tempi.
Non basta evocare Bagnoli, anche perché quella assemblea è stata disattesa proprio nel suo spirito: dare, a partire dal Coordinamento, il compito di lavorare con precisi mandati che fossero utili a creare senso di comunità ed appartenenza a SeL.
Non sono più utili a nessuno soluzioni pasticciate o mezze soluzioni, neppure quando queste vengono ammantate con il necessario tempo da dedicare all’elaborazione politica e progettuale, serve chiarezza a partire dalla individuazione di un volto che ci rappresenti, così come dare la certezza al corpo dei nostri aderenti di un principio di “una testa, un voto”.
Nessun radicalismo e nessun massimalismo, un principio semplice semplice: la democrazia che faccia cadere “il muro” che ci divide dal nostro popolo.

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IL REGOLAMENTO PER L’ASSEMBLEA DI DICEMBRE DI SL

L’Assemblea per costituire Sinistra Libertà Ecologia, si svolgerà con le seguenti regole:

1. l’assemblea nazionale si svolgerà il 19 dicembre 2009 a Roma.
2. l’assemblea nazionale sarà preceduta dalle assemblee provinciali degli/delle aderenti.
3. entro il 10 novembre, laddove non siano ancora costituiti i coordinamenti regionali, il coordinamento nazionale provvederà alla loro costituzione, come previsto dal deliberato della assemblea di Bagnoli.
4. i coordinamenti regionali provvederanno a favorire la costituzione dei coordinamenti provinciali entro il 17 novembre.
5. i coordinamenti provinciali, coadiuvati dai coordinamenti regionali, provvederanno a certificare gli elenchi degli/delle aventi diritto al voto, cinque giorni prima della data delle assemblee provinciali.
6. il numero delle/dei delegate/i sarà calcolato sulla base dei voti ottenuti dalla lista di SEL alle ultime elezioni europee, con un rapporto di un/a delegato/a ogni 800 voti o frazione superiore a 400.
7. per le realtà di SEL dei paesi EU, il rapporto per l’elezione delle/dei delegate/i è di uno ogni 250 voti o frazione superiore a 125.
8. comporranno l’assemblea nazionale tutte/i le/i delegati eletti nelle assemblee provinciali che si dovranno svolgere il 12 e il 13 dicembre 2009.
9. i coordinamenti provinciali, propongono, in apertura dei lavori, unitariamente, alla assemblea provinciale, una lista di delegate/i, non superiore al numero da eleggere, in cui la rappresentanza di genere non sia inferiore al 40% e favorendo la rappresentanza della società civile.
10. i coordinamenti provinciali, attraverso la pubblicazione sul sito nazionale di SEL, almeno cinque giorni prima della convocazione dell’assemblea, daranno notizia del giorno, del luogo, degli orari e dell’orario di votazione.
11. potranno essere presentate, successivamente alla presentazioni della lista proposta dal coordinamento provinciale, liste alternative, che dovranno essere sottoscritte da almeno il 20% degli/delle aderenti presenti alla assemblea provinciale, utilizzando gli stessi criteri del punto 9.
12. le votazioni avverranno in modo palese.
13. nel caso della presentazione di più liste i/le delegati/e eletti/e saranno attribuiti tra quelle presentate a livello provinciale, utilizzando il metodo proporzionale.
14. laddove non persistano le condizioni per lo svolgimento delle assemblee provinciali, il coordinamento nazionale può autorizzare lo svolgimento di un’unica assemblea regionale.

Licenziato dal Coordinamento nazionale, il 29 ottobre 2009

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I soldi del ponte per la bonifica

di Fernando Pignataro

Il Governo continua imperterrito nella sua politica contro il Mezzogiorno, rischiando di mettere definitivamente in ginocchio la già fragile economia delle regioni meridionali. La Calabria è destinata a pagare il prezzo più alto.
Dopo la rapina dei fondi Fas e il taglio dei trasferimenti ordinari, il Governo delle destre ha puntato pesantemente sui trasferimenti aggiuntivi a favore del Mezzogiorno, destinati alle infrastrutture, per pagare la cassa integrazione al nord e le multe degli allevatori padani, per coprire i buchi di bilancio di Roma e Catania, per finanziare la ricostruzione in Abruzzo.
Ora, la tragedia annunciata di Messina, le alluvioni che stanno sbrindellando il territorio delle regioni del Sud (e non solo), il disastro ambientale causato da incuria, devastazione del territorio, abusivismo edilizio, deforestazione hanno prodotto danni enormi, che occorrono di interventi urgenti e finanziamenti cospicui. Il pericolo è che si pensi di far fronte alla nuova emergenza riducendo ancora una volta le risorse destinate agli interventi ordinari e straordinari per le regioni meridionali.
D’altro canto i nuovi disastri idrogeologici e quelli ambientali che hanno colpito duramente il territorio, gli interventi urgenti di bonifica dello stesso dopo i tanti veleni buttati in mare o seppelliti in terra, dimostrano che la più grande opera pubblica necessaria per la Calabria e la Sicilia è, appunto, la bonifica e il riassetto idrogeologico del territorio.

Come si fa, in queste condizioni, a continuare a sostenere il Ponte sullo Stretto. Come si può pensare sprecare una quantità enorme di denaro pubblico su un’opera inutile al Paese e a due regioni colpite duramente dal proprio degrado territoriale, carenti di infrastrutture “ordinarie”. [Leggi tutto...]

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Parte Sinistra e Libertà

E’ costituito il coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà, composto da membri in rappresentanza dei partiti fondatori e delle tante elettrici e dei tanti elettori non iscritti ad alcun partito o movimento.
Il coordinamento e composto da: Daniela Brancati, Paolo Cento, Gim Cassano, Lisa Clark, Marco Di Lello, Claudio Fava, Grazia Francescato, Umberto Guidoni, Gianni Mattioli, Gennaro Migliore, Riccardo Nencini, Mauro Palma, Michele Ragosta, Luca Robotti, Simonetta Salacone, Giuliana Sgrena, Nichi Vendola, Alessandro Zan.
All’interno del coordinamento verranno conferiti incarichi di lavoro.
Entro il 15 ottobre dovranno essere costituiti i coordinamenti regionali di Sinistra e Libertà, che potranno avere fino ad un massimo di 11 membri e scelti con gli stessi criteri.
Al fine di sostenere l’azione politica di Sinistra e Libertà, viene istituita una specifica carta di adesione del costo di 10 Euro per i giovani fino a 18 anni e 30 Euro per tutti gli altri.
Vengono istituiti 2 gruppi di lavoro (uno sul programma e l’altro su regole e partecipazione) e forum tematici inerenti le campagne già varate. La partecipazione ai forum è libera e individuale. I gruppi di lavoro sono costituiti da 60 membri ciascuno. Nel mese di dicembre si terrà la Conferenza programmatica di Sinistra e Libertà.
E’ stata assunta la proposta di inserire il termine “ECOLOGIA”, in luogo dei tre simboli attualmente presenti nel semicerchio inferiore, nel simbolo di Sinistra e Libertà.
Tutte queste decisioni saranno sottoposte a verifica nella prossima conferenza programmatica di dicembre.
All’indomani delle prossime elezioni regionali si terrà il congresso fondativo di Sinistra e Libertà.

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Un nuovo e moderno partito a fianco dei più deboli

di Antonio Simiele

E’ sempre molto avventuroso fare parallelismi tra avvenimenti in due Paesi come l’Italia e la Germania, perché pesano le singole storie, il rispettivo ricco tessuto culturale, il diverso percorso fatto dalla sinistra. Noi, però, dal voto che in Germania ha premiato notevolmente la Die Linke possiamo ricavare un insegnamento: Paga l’unità della sinistra, realizzata senza se e senza ma, non condizionata da anacronistiche difese delle identità, portatrice di un incisivo progetto di cambiamento e di sostegno ai più deboli, disponibile a favorire alleanze progressiste per il governo del Paese. La frammentata sinistra italiana ha plaudito tutta al risultato tedesco, ma, poi, non trae da questo, come coerentemente dovrebbe fare, la conseguenza di un esempio da seguire subito; qualche sua parte si arroga, addirittura, il diritto, con uno spocchioso atteggiamento provinciale, di consigliare alla Die Linke l’agenda futura. La sinistra italiana, così com’è, è inattendibile. Essa non corrisponde alle aspettative di quanti dovrebbe rappresentare, non è un riferimento concreto per una possibile alternativa di governo,è vista come litigiosa a causa di questioni interne,spesso incomprensibili, piccine e lontane dai veri interessi del Paese. E’ indicativa la palese incapacità, manifestata in questi ultimi mesi, a rappresentare concretamente il grave disagio delle famiglie italiane per la crisi acuta dell’occupazione, mentre le lotte in difesa del posto di lavoro sono quasi sempre frutto di iniziative spontanee. Questo avviene perché la sinistra, da anni ormai, si trova in mezzo al guado e non sa indicare la riva cui approdare. Quella definita “radicale”, in parte, vive ancora il dilemma se rimanere ai margini del sistema politico, rischiando l’impotenza, oppure entrare nel gioco politico per far sentire e pesare di più le sue proposte, ma con la probabile perdita dei consensi più estremi. La risposta, nella realtà italiana ed europea, è solo la seconda, senza i rischi paventati. La strada, però, non è quella, che sostanzialmente prospetta il PD, di rincorrere le posizioni dei moderati, sapendo che essere radicali significa letteralmente essere innovatori e rivoluzionari, non, come si cerca malevolmente di fare intendere, espressione di un estremismo infantile e impotente. La sinistra deve dotarsi di una moderna piattaforma di riforme, nella consapevolezza che il riformismo è una via per trasformare nel profondo l’ordinamento politico-sociale, mentre finora si è voluto accreditarlo come fautore soltanto di marginali correzioni del sistema. Questo si persegue mettendo insieme chi condivide un programma di cambiamento e non, come sostiene il PD, genericamente tutti i riformismi. La sinistra, come ha fatto per più di cento anni, per costruire una società migliore deve continuare a rappresentare il punto di vista dei più deboli. Una sinistra moderna, ribadite la sua vocazione pacifista e la concezione laica dello Stato, deve porsi l’obiettivo di dare a ciascuno gli stessi mezzi e le stesse possibilità di scegliersi la vita, di costruire il proprio benessere e di trasmettere ai figli i valori e gli strumenti per affermarsi. Per ottenere questo, deve puntare innanzitutto sull’istruzione, la formazione professionale, la dignità e la sicurezza del lavoro. Nello stesso tempo deve aprirsi anche a temi nuovi non colti tempestivamente. Essa, quindi, deve essere ecologista e difendere il diritto di tutti gli uomini a beni essenziali come la qualità dell’aria e l’accesso all’acqua; deve essere europeista, per un’Europa promotrice di un nuovo ordine internazionale di solidarietà e di diritto. La Sinistra nel sud d’Italia deve fare qualcosa di più, prendendo in mano la bandiera di questa parte del territorio, ancorandola saldamente a una visione solidale dello sviluppo, nella convinzione che solo una sua rinascita può produrre la crescita equilibrata e duratura dell’intero Paese. E’ di queste cose che la sinistra deve saper parlare alla gente. Su queste questioni, la voce della sinistra deve essere chiara, non titubante. La sinistra così giustifica la sua stessa esistenza, così può riacquistare consenso e prefigurare una possibile e non lontana alternativa di governo. E’ un progetto realizzabile anche attraverso governi di alleanza se, è sostenuto da una sinistra unita, altrimenti prevale, com’è avvenuto con il centro sinistra, la cultura delle componenti più moderate dello schieramento. Il fatto che vari dirigenti del PD hanno dichiarato esplicitamente che questo partito non vuole essere di sinistra ma al massimo di centro-sinistra, impone ancora di più alla sinistra la via dell’unità e del nuovo, avendo il PD come fondamentale interlocutore. Quello che, purtroppo, è avvenuto fino ad ora è che questi temi, non solo nel dibattito congressuale del PD ma anche nel confronto tra le varie anime della sinistra, non rappresentano le ragioni di una scelta. Tutti sembrano aver già dimenticato gli insegnamenti del voto e sono tornati al solito trantran. Così non si va molto lontano. Sinistra e Libertà potrebbe rappresentare una valida risposta. La sua nascita e il primo non scontato consenso elettorale ricevuto hanno creato attese, un moderato ottimismo, fiducia. Gli interessi di parte, i tatticismi e gli attendismi rischiano di far abortire il progetto, perché i tempi della politica non sono indifferenti e sono dettati da ciò che avviene nel complesso panorama politico, economico e sociale. Auspico che l’assemblea di SeL del 20 settembre a Napoli rompa ogni indugio e avvii un definito e certo processo costituente di un nuovo e moderno partito della sinistra.

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Odg approvato all’unanimità dal Direttivo Nazionale di ULS

Roma, 6 settembre 2009
Sinistra e Libertà (SeL) ha rappresentato la vera novità del panorama politico italiano. SeL si è posta, in modo non strumentale e non elettoralistico, l’obiettivo di mettere insieme quanto di meglio è stato elaborato dalle tradizionali famiglie politiche della Sinistra del  secolo scorso, per dare corpo ad una nuova soggettività capace di elaborare ed incarnare i valori tradizionali della sinistra per far fronte alle nuove sfide del XXI secolo.
Al di là del quorum fallito - che merita una riflessione a parte sulle difficoltà organizzative di  SeL e sulla sostanziale impenetrabilità di un’informazione ormai ostaggio del conflitto di interessi e del bi-partitismo coatto che condizionano la politica nazionale - il risultato  elettorale è sembrato dare conforto a questa scommessa, suscitando impegno e partecipazione che sono andate ben al di là della scadenza elettorale.
Sinistra e Libertà ha creato aspettative e speranze nel cosiddetto popolo della sinistra, è  stata l’occasione, per molti, per riscoprire la politica attiva, la militanza, per ritrovare una motivazione per impegnarsi a cambiare questo paese.
Tutti noi abbiamo la consapevolezza che si tratta di un impegno gravoso e non facile, molti  ci mettono entusiasmo, intelligenza e determinazione, alcuni, però, sembrano temere l’accelerazione inevitabile del processo unitario e, proprio partendo dalle difficoltà, cercano  facili alibi per allungare il percorso di costruzione di SeL.
L’idea che il patrimonio rappresentato dal milione di uomini e donne che hanno espresso  la loro adesione al progetto di SeL, possa essere lasciato a se stesso, per essere poi richiamato in servizio alla prossima campagna elettorale è una pura illusione.
Senza una struttura organizzativa centrale e territoriale, senza una elaborazione collettiva,  senza un tesseramento che dia il senso di appartenenza al progetto, senza un processo tangibile di cessione di sovranità al nuovo soggetto in fieri, da parte delle forze politiche  che ne fanno parte, questo patrimonio è destinato a disperdersi e con esso la possibilità di costruire in Italia una forza di sinistra unitaria, laica, ecologista capace di colmare il vuoto  lasciato dalla deriva del PD e dall’arroccamento identitario del PRC e del PdCI.
Il Direttivo nazionale di Unire la Sinistra ritiene che l’Assemblea del 19 Settembre debba  segnare il passaggio dalla fase progettuale e quella realizzativa: occorre definire un percorso che, con tempi definiti, dia luogo alla nascita di SeL come forza politica  autonoma. Non ci si può fermare ad una federazione di forze, più o meno coordinate, da
mettere in campo solo alle scadenze elettorali.
Per questo sono necessari alcuni passaggi irrinunciabili:
1. Creazione di un organismo di direzione politica nazionale, composto da esponenti  delle forze politiche, rappresentanti territoriali e personalità esterne, che definisca le
priorità politiche e abbia il compito di gestire la fase congressuale
2. Costituire i coordinamenti regionali con le stesse modalità adottate per la  costituzione del coordinamento nazionale
3. Avvio della campagna di tesseramento di SeL
4. Attuare le campagne nazionali nei prossimi mesi per rilanciare l’azione politica di SeL
5. Definire un percorso congressuale autenticamente democratico, dalle modalità certe, stabilendo che, entro Giugno 2010, si svolga il Congresso di fondazione di  SeL che concluderà il processo costituente del nuovo soggetto politico
6. Svolgere, entro la fine del 2009, un’Assemblea Nazionale - convocata su base  territoriale - con il compito di eleggere le commissioni congressuali su statuto, regole e valori per lo svolgimento del Congresso
7. Apertura delle sedi di SeL a partire dai territori ove esiste un maggiore insediamento della destra
8. Presentazione, senza deroghe, della lista di SeL in tutte le competizioni regionali del Marzo prossimo

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Studiare meglio, studiare tutti

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Per il governo l’istruzione è un costo. Per Sinistra e Libertà l’ignoranza costa molto di più.

Di fronte alla drammatica crisi economica e finanziaria molti paesi europei e gli stessi Stati uniti hanno deciso di investire di più nell’istruzione. E nell’istruzione per tutti. Perché garantire il diritto al sapere e a una formazione qualificata per tutti è condizione di democrazia e questione decisiva anche per lo sviluppo e la qualità dei sistemi produttivi. In Italia le politiche di Gelmini e Tremonti vanno in direzione opposta. Si tolgono brutalmente risorse (otto miliardi di euro in tre anni) al sistema pubblico dell’istruzione. Si taglia sul numero di insegnanti, si aumentano gli alunni per classe, si riducono le ore di scuola, si eliminano i laboratori, si tolgono fondi ai bilanci delle scuole. Si riducono risorse per i più deboli, per i soggetti portatori di handicap, per i bambini migranti. Non si investe nell’edilizia scolastica e nella messa in sicurezza delle scuole. E per far cassa, si propone il maestro unico e il taglio del tempo pieno stravolgendo un modello didattico di eccellenza che ha portato la scuola elementare italiana ai primi posti nelle classifiche internazionali. Si cambia la scuola superiore, non la si riforma, con il solo scopo di ridurre le ore di insegnamento. E mentre si risparmia sulla scuola pubblica si danno risorse (il bonus) per chi va nella scuola privata. Impoverire la scuola pubblica farà sì che l’istruzione non sia più per tutti ma per chi se la potrà pagare. E questo significa non solo ignorare un preciso compito istituzionale ma stravolgere la fisionomia del Paese, creare nuove disparità e diseguaglianze. A settembre la riduzione del numero degli insegnanti avrà come immediato effetto l’espulsione di migliaia di docenti precari dalla scuola. A settembre i genitori troveranno una scuola più povera. Meno insegnanti, meno tempo pieno, meno sostegno. Insomma meno strumenti per permettere a tutti di imparare e di imparare meglio.

Le proposte di Sinistra e Libertà:

* aumentare le risorse per l’istruzione pubblica
* non ridurre il numero degli insegnanti
* aumentare i posti negli asili nido e generalizzare la scuola dell’infanzia
* affidare il modello didattico per la scuola elementare all’autonomia delle scuole e abbandonare l’imposizione del maestro unico
* lanciare un grande piano per l’edilizia scolastica, che abbia come obiettivo irrinunciabile la messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici
* riformare la scuola superiore elevando subito l’obbligo scolastico almeno sino a sedici anni e, in prospettiva, garantendo a tutti il diritto all’istruzione sino al diciottesimo anno di età
* Salvaguardare la laicità della scuola di tutti non imponendo che gli insegnanti di una materia facoltativa, la religione, partecipino agli scrutini

Per ulteriori informazioni sulla campagna e sui moduli da scaricare, clicca qui

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Subito un nuovo partito

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IRAN: libertà subito

Domani mercoledì 24 giugno, alle ore 17.30 Sin.in di Sinistra e Libertà davanti all’Ambasciata iraniana a Roma in Via Nomentana 361. Invitiamo forze politiche, associazioni, cittadini e cittadine a partecipare numerosi.

Dopo la morte di Neda, la giovane studentessa iraniana che ha guardato negli occhi i suoi aguzzini attraverso l’obiettivo di una telecamera, dopo gli imbrogli elettorali confermati dalle autorità iraniane, dopo gli scontri ormai quotidiani delle ultime settimane, una sola parola può essere detta: BASTA.

Basta con i soprusi, basta con le violenze, basta con i diritti negati, basta con la democrazia calpestata:

LIBERTA’ SUBITO IN IRAN.

Libertà di parola, libertà di manifestare, libertà di stampa, libertà di essere all’opposizione, libertà di vivere in un paese democratico.

Ecco perchè mercoledì 24 giugno alle ore 17.30 dobbiamo essere in molti sotto l’ambasciata iraniana per denunciare con forza la necessità di restituire la democrazia al popolo iraniano.

L’appuntamento è per mercoledì 24 giugno alle ore 17.30 sotto l’ambasciata dell’Iran in via Nomentana 361, Roma.

Portate un drappo o un fazzoletto di colore verde o indossate qualcosa di questo colore: il colore dell’onda verde degli studenti iraniani dovrà essere ben visibile dalle finestre dell’ambasicata iraniana.

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Lettera al Presidente della Repubblica

I leader di Sinistra e Libertà - Claudio Fava, Grazia Francescato, Umberto Guidoni, Riccardo Nencini, Nichi Vendola - hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, in merito alla recente approvazione da parte del Parlamento della legge sulla sicurezza, che contraddice le regole di civiltà giuridica. Di seguito riportiamo il testo della lettera:
Illustrissimo Presidente,

la promulgazione delle leggi rientra nelle funzioni di garanzia esercitata dal Presidente della Repubblica, nel quadro del delicato equilibrio costituzionale di pesi e contrappesi all’interno del quale è inserita la stessa funzione legislativa che, nell’ordinamento costituzionale, non gode della prerogativa dell’onnipotenza. I Padri costituenti, nella loro saggezza, hanno previsto che le leggi potessero essere giudicate, per tutelare i cittadini dal rischio di abusi provenienti dalle maggioranze politiche e per questo hanno posto due istituti di garanzia a presidio del corretto esercizio della legislazione: la Corte costituzionale e il Presidente della Repubblica che, a norma dell’articolo 74, prima di promulgare una legge, può, con messaggio motivato, chiedere una nuova deliberazione alle Camere.Noi non confondiamo il ruolo della Corte Costituzionale, a cui è affidato un compito tipicamente giurisdizionale, con quello del Presidente della Repubblica, a cui la Costituzione assegna un ruolo più interno al sistema politico e quindi più delicato, suscettibile di interpretazioni diverse. Si tratta di una funzione che, proprio per la sua delicatezza, non tollera suggerimenti né aspettative. Tuttavia questa funzione è prevista dalla Costituzione (e deve essere esercitata) come rimedio alle patologie che eventualmente si verifichino nello svolgimento dell’attività legislativa.Noi siamo convinti che con la nuova normativa (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica) approvata in seconda lettura dal Senato il 2 Luglio, è stata superata una soglia che i Costituenti avevano eretto a presidio di quei valori inviolabili costituiscono al contempo la lezione e il lascito della Resistenza.E’ stato varcato il limite del rispetto della dignità essenziale di ogni persona umana. Quando si interdice il diritto di contrarre matrimonio e di dar vita a una famiglia a un’intera categoria di persone, e quando si sottopone l’esercizio di un diritto naturale come quello della maternità ad un’autorizzazione amministrativa, quale è il permesso di soggiorno, non si tratta più di mere questioni di costituzionalità, che possono essere trattate e risolte dal Giudice delle leggi.Siamo in presenza di un cambiamento di natura della legge, dalla quale viene espunta la giustizia. In altre parole, si produce una lacerazione fra la legge - comando politico - e la tavola di valori posta a fondamento dell’ordinamento, che i Costituenti avevano voluto inscindibilmente connessi.Siamo in presenza di una grave patologia del sistema che disonora il nostro Paese e ci mette in contraddizione con le regole di civiltà giuridica poste a fondamento dell’Unione europea come hanno rilevato illustri esponenti della cultura italiana con una lettera destinata all’opinione pubblica democratica europea.Per esporLe il nostro punto di vista su questi punti, Le chiediamo, prima di procedere alla promulgazione, di ricevere una nostra delegazione.

Claudio Fava, Grazia Francescato, Umberto Guidoni, Riccardo Nencini, Nichi Vendola

Roma, 5 luglio 2009

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Ricominciamo da 3. Documento conclusivo seminario 3 luglio 2009

Abbiamo sviluppato, nell’incontro di oggi, una riflessione che chiama in causa il progetto di Sinistra e Libertà nella sua dimensione politica, culturale, organizzativa.

Il percorso di costruzione di Sinistra e Libertà è iniziato. Senza un immediato coinvolgimento partecipativo delle diverse realtà territoriali esso perderebbe l’efficacia di una potenzialità, di un bisogno, di un’attesa che sentiamo crescere dopo il voto.

Per questo è ora indispensabile che la discussione qui avviata - sulla base di un documento aperto e dei tanti interventi svolti - venga arricchita già nei prossimi giorni da un confronto largo nelle diverse città e regioni del nostro Paese.

L’Assemblea nazionale del prossimo 12 settembre sarà così un appuntamento politico in grado di raccogliere i dati più rilevanti della nostra partecipata discussione e tradurli in azione politica concreta. Essa andrà accuratamente preparata, allo scopo di favorire la partecipazione più diffusa, la pratica politica e democratica larga di donne e uomini e la discussione di merito più approfondita di cui saremo capaci.

Le indicazioni politiche ed operative di oggi riguardano, come già indicato nel documento d’apertura:
- l’impegno affinché Sinistra e Libertà si presenti come tale alle prossime scadenze elettorali, a cominciare da quelle regionali e amministrative della primavera del prossimo anno;
- la necessità di favorire ovunque sia possibile l’apertura di circoli territoriali di Sinistra e Libertà, costituiti dall’insieme dei soggetti promotori nazionali e a quanti intendano aderire al progetto;
- la decisione di dare vita a forme di sostegno a Sinistra e Libertà già da questo momento e nei prossimi giorni anche attraverso il sito, così da rendere ciascuno che intenda impegnarsi partecipe di un progetto comune e condiviso;
- di prevedere, sia in ambito nazionale sia in quello territoriale, coordinamenti di Sinistra e Libertà, con il compito primario di dare impulso al progetto;
- di sviluppare, sin dal prossimo mese di settembre, campagne tematiche sui tratti salienti della realtà sociale ed economica, ambientale, dei diritti civili nel nostro Paese. Dovranno essere campagne capaci di esprimere la proposta politica di Sinistra e Libertà sul merito delle questioni oggi aperte, vicine alle esigenze reali dei cittadini, in grado di produrre iniziativa politica forte e diffusa, indicando così la strada di una politica alternativa a quella che oggi immiserisce la vita civile, morale e sociale del nostro Paese.


Roma, venerdì 3 luglio 2009

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No dal Molin: la resistenza democratica

di Piero Pelizzaro (Unire la Sinistra - Sinistra e Libertà)

Vicenza, Sabato 5 Luglio

Dopo un lungo viaggio notturno da Roma fatto in solitaria, per evitare i numerosi controlli che la polizia da qualche giorno mette in atto e il rischio di non riuscire a fare parte del corteo pacifico, arrivo in stazione. Colpisce subito la presenza massiccia di forze dell’ordine. Le prime parole che scambio con amici, sono a riguardo dei numerosi controlli ingiustificati degli ultimi giorni in città. Gli amici mi raccontano di una città che si prepara con migliaia di forze dell’ordine dispiegate per la manifestazione del pomeriggio.

Partiamo per raggiungere Rettorgole e utilizziamo i mezzi pubblici messi a disposizione dal comitato No Dal Molin (anche se consigliavano la bicicletta, molto meno inquinante!). Al concentramento siamo in coda al corteo, ma eccetto i due elicotteri che sorvolano a bassa quota i manifestanti, di forze dell’ordine non se ne vedeno. In testa al corteo si trovano le donne del Comitato con la Basilica Palladiana tra le mani, alle loro spalle ragazzi con uno scudo di plexiglass per proteggere la testa del corteo, visto che dalla questura arrivano segnali di tolleranza zero. In coda alcuni rappresentanti della sinistra extra-parlamentare e davanti a loro un gruppo di anarchici. Poco più avanti incrociamo Lisa Clark e le bandiere della pace simbolo del suo agire politico. Dopo una ventina di minuti di corteo sulla destra si apre un’apertura tra le villette medio-borghesi delle campagna vicentina. Da lì si può accedere al Dal Molin e infatti è blindato, camionette e poliziotti-robot che faticano a stare in piedi con 35° e l’afa veneta. Il corteo prosegue ancora per qualche centinaio di metri. Si raggiunge il presidio permanente No Dal Molin e il corteo si blocca. Doveva girare a destra e proseguire lungo il perimetro dell’aeroporto, prima civile ora militare. Dal palchetto del presidio, Cinzia Bottene e le donne del Comitato chiedono ai manifestanti di stare tranquilli e avere pazienza, ma la questura senza ragione e senza autorizzazione, ha bloccato l’accesso al ponte. Il percorso prestabilito viene improvvisamente modificato. Sul ponte non viene schierato un corpo qualunque dei Carabinieri, ma il Tuscania. Due ali, in mezzo un piccolo passaggio a detta della questura per fare passare una alla volta 20.000 manifestanti. [Leggi tutto...]

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Sinistra e Libertà oggi sciopera contro il DDL Alfano

bavaglio2

Per la libertà d’informazione e per il diritto alla Rete, Sinistra e Libertà aderisce allo sciopero dei blogger e invita tutti a protestare nel web e in piazza contro il Ddl sulle intercettazioni. Appuntamento alle 19.00 in p.zza Navona a Roma. Non mancate!

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E’ arrivato il momento di cambiare passo!

L’assemblea di Sl svoltasi ieri, 15 luglio, a Genova, alla quale hanno partecipato circa 130 persone, ha assunto il seguente documento:

L’incontro nazionale di SeL dello scorso 3 luglio per l’ennesima volta ha lasciato irrisolti i nodi politici di fondo che ci trasciniamo ormai da tempi (politicamente) “biblici”, pur in presenza di un risultato elettorale giudicato soddisfacente date le condizioni e una diffusa speranza da parte di chi si è speso in questa esperienza.
Il ribadire una serie di affermazioni non scontate ma banali (si continua l’esperienza, importanza dei territori e della
partecipazione, ecc.), accompagnate da una serie di fatti scontati ma non banali (riproposizione per le prossime elezioni amministrative di SeL come cartello elettorale, creazione di una sorta di coordinamento permanente delle forze politiche costituenti) apparentemente conferma il percorso intrapreso ma nei fatti non fa fare sostanziali passi in

avanti al processo di costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra. [Leggi tutto...]

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Si è costituita anche in Capitanata “Unire la sinistra”

A livello nazionale Unire la sinistra, insieme a Sinistra democratica, Movimento per la sinistra, Partito socialista e i Verdi, è uno dei cinque soci fondatori di “Sinistra e libertà”, il soggetto politico che si pone l’obiettivo di costruire in Italia una nuova sinistra e che vede la presenza, tra le sue fila, del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

Nei prossimi giorni Unire la sinistra di Capitanata, oltre a prendere contatto con le altre realtà di Sinistra e libertà, si confronterà al suo interno sulla stesura di un manifesto programmatico, sulle prime iniziative da prendere, sulla campagna di adesioni al movimento, sull’organizzazione interna e sull’apertura di una sede provinciale. [Leggi tutto...]

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Trieste, conferenza stampa di Sinistra e Libertà

Si è tenuta il 21 luglio 2009 nella sede della provincia di Trieste una conferenza stampa di Sinistra e Libertà di Trieste, a cui hanno partecipato il consigliere provinciale Fulvio Vallon, Giulio Lauri, Daniela Birsa e Gianfranco Orel del coordinamento cittadino, mentre era assente per motivi di lavoro la consigliera provinciale Carla Melli.

Nel corso della conferenza stampa è stato annunciato l’avvio del percorso di insediamento territoriale di Sinistra e libertà a Trieste: seguendo il percorso deciso a livello nazionale, quello che è stato un cartello elettorale per le elezioni europee si vuole trasformare in un vero e proprio soggetto politico attraverso un processo costituente della ‘nuova sinistra italiana, rivolgendosi innanzitutto ai giovani e a quei tanti uomini e a quelle tante donne di sinistra che si sentono da tempo privi di rappresentanza politica. [Leggi tutto...]

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SINISTRA e LIBERTA’ della Provincia di Alessandria ha deciso di costruire il nuovo Soggetto politico della Sinistra

Un partecipato attivo di SINISTRA e LIBERTA’ della provincia di Alessandria, riunito questa mattina dalle ore 10,00 alle ore 13,00 a Castellazzo Bormida, ha approvato un documento nel quale si assume l’impegno di avviare la costruzione del nuovo soggetto politico della sinistra italiana. [Leggi tutto...]

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Sinistra e Libertà per l’Umbria, Sezione “Sandro Pertini” di Bastia Umbra: ordine del giorno

Erano presenti all’assemblea circa una cinquantina di persone che hanno quasi tutte sottoscritto l’adesione a Sinistra e Libertà. Sono stati eletti quattro portavoce ( due donne e due uomini ), un tesoriere, un coordinamento provvisorio di 18 compagni e compagne. E’ stata aperta una sede del Circolo in via Clitunno, 06083 Bastia Umbra ( Pg) e programmata una serie di iniziative a livello locale e regionale. il Circolo ” Sandro Pertini ” parteciperà all’assemblea nazionale del 19 settembre 2009 a Napoli. Le 16 idee per 5 proposte di legge di iniziativa popolare verranno discusse con iscritti, simpatizzanti e cittadini nel corso delle riunioni che si terranno sempre in forma assembleare ed aperta a tutti/e ogni venerdi alle ore 21.00
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